Endorfine naturali

Discipline come lo Yoga, il Qi gong di cui le tecniche delle varie scuole di tai ji quan sono pregne, come epure la variante occidentale (Il training autogeno sintesi semplificata e spogliata dei contenti mistici fra Yoga e Qi gong ) favoriscono la produzione di endorfine e quindi del senso di benessere.
Oltre ad aumentare la tolleranza al dolore le endorfine sono responsabili del:
senso di appagamento che insorge dopo un rapporto sessuale
controllo dell’appetito e dell’attività gastrointestinale
la termoregolazione
la regolazione del sonno
la regolazione del ciclo mestruale
e la secrezione di altri ormoni come GH, ACTH, prolattina, catecolamine e cortisolo
Le endorfine hanno la capacità di regalare piacere, gratificazione e felicità aiutando a sopportare meglio lo stress. Riduzione di ansia, arrabbiature e controllo dell’appetito sono ulteriori proprietà benefiche delle endorfine che hanno tra l’altro anche un potente effetto analgesico nella ridotta percezione del dolore. La scienza ha confermato di l’interazione di queste sostanze con altri ormoni e neurotrasmettitori è alla base di numerosi aspetti della sfera psicologica e sessuale degli esseri umani e probabilmente anche degli Discipline come lo Yoga, il Qi gong di cui le tecniche delle varie scuole di tai ji quan sono pregne, come epure la variante occidentale (Il training autogeno sintesi semplificata e spogliata dei contenti mistici fra Yoga e Qi gong ) favoriscono la produzione di endorfine e quindi del senso di benessere.
ma cosa sono le endorfine? Queste sostanze sono preposte alla sensazione di ben essere e ben stare prodotte naturalmente dal nostro corpo.
Le endorfine sono polipeptidi prodotti dal cervello caratterizzati da una potente attività analgesica per alcuni aspetti ed eccitante per altri. La loro azione è simile alla morfina e ad altre sostanze oppiacee senza procurarne gli effetti collaterali. Nonostante questo somigliano molto agli oppiacei per il tipo di analgesia indotta.
Attualmente si distingono attualmente quattro distinte classi di endorfine, dette rispettivamente “alfa”, “beta”, “gamma” e “delta”.
Queste sostanze sono sintetizzate nell’ipofisi, a livello surrenale e in alcuni tratti dell’apparato digerente. Questi peptidi hanno i loro recettori in varie zone del sistema nervoso centrale ove si concentrano soprattutto nelle aree deputate alla percezione dolorifica.
Il rilascio delle endorfine in circolo avviene in particolari circostanze come ad esempio l’attività fisica, durante terapie analgesiche come l’agopuntura, la coppettazione, l’elettrostimolazione e il massaggio sportivo.
L’attività delle endorfine nel controllo delle attività nervose è stato studiato ed il ruolo di queste sostanze per certi aspetti ha ancora delle lacune.
L’endorfine sono importanti regolatrici dell’umore. Durante situazioni particolarmente stressanti il nostro organismo cerca di difendersi rilasciando endorfine che da un lato aiutano a sopportare meglio il dolore e dall’altro influiscono positivamente sullo stato emotivo.
Alcune droghe, come l’eroina, creano forte dipendenza, proprio a causa dell’inibizione che esse creano sulla produzione endogena di endorfine. All’interno del nostro organismo l’eroina si sostituisce infatti al ruolo naturale di queste sostanze inibendone la produzione. Quando si sospende l’assunzione di questa micidiale droga, i livelli plasmatici di endorfine sono estremamente bassi e ciò si correla al senso di stanchezza, insoddisfazione e malessere generale che porta il drogato a ricercare una nuova dose; da quì nasce la vera dipendenza.
Fitback positivi nella pratica del tai ji generano gratificazione attraverso la produzione di endorfine. Le endorfine come si evince dalla parola sono delle sostanze affini alle morfine ma prodotte all’interno del nostro corpo. Si tratta di ormoni prodotti dal cervello, queste sostanze ovviamente essendo autoprodotte non hanno le controindicazioni dei composti dopanti artificiali. Le endorfine si producono anche dopo un’approvazione, una carezza, un abbraccio,un bacio, una musica gradevole, l’attività fisica ecc. Le endorfine hanno una potente azione analgesica e stimolante. Per ora si distinguono dome scritto sopra, quattro tipi di sostanze endorfiniche o classi: alfa, beta, gamma e delta la produzione avviene fra il surrene parte dell’apparato digerente e nell’ipofisi; si tratta di peptidi con numerosissimi terminali recettori sparsi per tutto il sistema nervoso. Le endorfine non servono solo a lenire la sensazione del dolore che in natura ha una sua funzionalità ma servono ala senso di appagamento nei rapporti sessuali, regolazione dell’apettito, regolazione del sonno, della temperatura, aiutano la secrezione di altri ormoni tipo: GH, ACTH, prolactina, calecotamine, cortisolo e naturalmente nelle donne la produzione del latte. Le endorfine non danno assuefazione ma tendono a diminuire il loro effetto in un tempo limitato, in fondo anche da un punto di vista psicologico filosofico, la felicità è per definizione “Effimera” Si tratta di una sensazione che presesenta una specie di picco emotivo, difficile da mantere nel tempo, se non sotto forma di ricordo, normalmente non si trova questa emozione se si rimane in una zona di confort, qualsiasi sia l’attività in questione, e solo quando avviene un cambiamento da noi considerato positivo si hanno stimoli di tipo endorfinico. il segreto è nel cambiamento e nel costante lavoro magari graduale del cambiamento. La costanza nel cambiamento a livello fisiologico riferito all’attività fisica è di fatto l’allenamento.

Salvare gli sport da combattimento

L’unico modo per salvare le palestre di arti marziali e sport da combattimento dall’annichilimento da covid 19 é quello che la pandemia segua verosimilmente la tendenza di tutte le pandemie già succedutesi sulla Terra in varie epoche, quella a memoria d’uomo più devastante, detta la spagnola ha colpito il genere umano dal 1918 al 1920 si è estinta per lisi, che sarebbe una rottura della sua struttura interna per osmosi o perdita di energia, lasciando almeno 30 milioni di vittime, il genere umano è comunque sopravvissuto senza vaccini, senza antibiotici, senza penicellina, senza molta della tenologia biomedica presente odiernamente. Le economie del 18-20 erano certamente differenti e la mobilità anche molto più ridotta ma si può dire che di fatto sia la spagnola che il covid 19 sono stati conbattuti con le stesse armi, distanziamento sociale, igiene e mascherine che sono e restano ancora l’unica arma che veramente è stata messa in campo. Se le realtà delle palestre e i metodi di allenamento attendono lo sviluppo e la messa punto del fantomatico vaccino a cui stanno lavorando da mesi febrilmente almeno 118 laboratori sparsi nel mondo stiamo freschi. Ci sono poi troppi soggetti che mettono bocca e prendono decisioni a caso e spesso confuse e sbagliate con non pochi interessi economici al seguito: virologi, pneunologi, infettivologi, internisti, epidemiologi, manager di telefonia, negazionisti, complottisti, fabriche di presidi medici, fabriche di igenizzanti, opinionisti, giornalisti, ignoranti e politici.

Covid 19 e sport

La pandemia ha massacrato il settore delle palestre ed in particolare quello degli sport da combattimento ed arti maziali. Il timore di possibili micidiali contagi ha stimolato le istituzioni a fare una campagna impostata sulla paura alla sua ennesima potenza anche e soprattutto per nascondere le sue mancanze strutturali e decisionali, la paura genera attraverso secrezioni ormonali due reazioni: combattere o scappare ma vi è una terza via quella dettata dal terrore ossia la paura della paura, il panico, che immobilizza inibisce l’organismo e la psiche lasciandoci alla completa mercè della minaccia. Della pandemia si deve avere paura ma non terrore, pensate se non si trovasse il fatidico o fatidici vaccini. Sono tanti i laboratori e le industrie farmaceutiche che collaborando e allo stesso tempo in concorrenza cercano di risolvere il problema … Ma non è detto per Aids non ci sono ancora riusciti e allora che fare se non conviverci?

Endorfine

Discipline come lo Yoga, il Qi gong di cui le tecniche delle varie scuole di tai ji quan sono pregne, come epure la variante occidentale (Il training autogeno sintesi semplificata e spogliata dei contenti mistici fra Yoga e Qi gong ) favoriscono la produzione di endorfine e quindi del senso di benessere.
Oltre ad aumentare la tolleranza al dolore le endorfine sono responsabili del:
senso di appagamento che insorge dopo un rapporto sessuale
controllo dell’appetito e dell’attività gastrointestinale
la termoregolazione
la regolazione del sonno
la regolazione del ciclo mestruale
e la secrezione di altri ormoni come GH, ACTH, prolattina, catecolamine e cortisolo
Le endorfine hanno la capacità di regalare piacere, gratificazione e felicità aiutando a sopportare meglio lo stress. Riduzione di ansia, arrabbiature e controllo dell’appetito sono ulteriori proprietà benefiche delle endorfine che hanno tra l’altro anche un potente effetto analgesico implicato nella ridotta percezione del dolore. La scienza ha confermato di l’interazione di queste sostanze con altri ormoni e neurotrasmettitori è alla base di numerosi aspetti della sfera psicologica e sessuale degli esseri umani e probabilmente anche degli Discipline come lo Yoga, il Qi gong di cui le tecniche delle varie scuole di tai ji quan sono pregne, come epure la variante occidentale (Il training autogeno sintesi semplificata e spogliata dei contenti mistici fra Yoga e Qi gong ) favoriscono la produzione di endorfine e quindi del senso di benessere.
ma cosa sono le endorfine? Queste sostanze sono preposte alla sensazione di appagamento prodotte naturalmente dal nostro corpo.
Le endorfine sono polipeptidi prodotti dal cervello caratterizzati da una potente attività analgesica ed eccitante. La loro azione è simile alla morfina e ad altre sostanze oppiacee senza procurarne gli effetti collaterali. Nonostante questo somigliano molto agli oppiacei per il tipo di analgesia indotta.
Attualmente si distingono attualmente quattro distinte classi di endorfine, dette rispettivamente “alfa”, “beta”, “gamma” e “delta”.
Queste sostanze sono sintetizzate nell’ipofisi, a livello surrenale e in alcuni tratti dell’apparato digerente. Questi peptidi hanno i loro recettori in varie zone del sistema nervoso centrale ove si concentrano soprattutto nelle aree deputate alla percezione dolorifica.
animali.
Il rilascio delle endorfine in circolo avviene in particolari circostanze come ad esempio l’attività fisica, durante terapie analgesiche come l’agopuntura, la coppettazione, l’elettrostimolazione e il massaggio sportivo.
L’attività delle endorfine nel controllo delle attività nervose è stato studiato ed il ruolo di queste sostanze per certi aspetti ha ancora delle lacune.
L’endorfine sono importanti regolatrici dell’umore. Durante situazioni particolarmente stressanti il nostro organismo cerca di difendersi rilasciando endorfine che da un lato aiutano a sopportare meglio il dolore e dall’altro influiscono positivamente sullo stato emotivo.
Alcune droghe, come l’eroina, creano forte dipendenza, proprio a causa dell’inibizione che esse creano sulla produzione endogena di endorfine. All’interno del nostro organismo l’eroina si sostituisce infatti al ruolo naturale di queste sostanze inibendone la produzione. Quando si sospende l’assunzione di questa micidiale droga, i livelli plasmatici di endorfine sono estremamente bassi e ciò si correla al senso di stanchezza, insoddisfazione e malessere generale che porta il drogato a ricercare una nuova dose; da quì nasce la vera dipendenza.
Fitback positivi nella pratica del tai ji generano gratificazione attraverso la produzione di endorfine. Le endorfine come si evince dalla parola sono delle sostanze affini alle morfine ma prodotte all’interno del nostro corpo. Si tratta di ormoni prodotti dal cervello, queste sostanze ovviamente essendo autoprodotte non hanno le controindicazioni dei composti dopanti artificiali. Le endorfine si producono anche dopo un’approvazione, una carezza, un abbraccio,un bacio, una musica gradevole, l’attività fisica ecc. Le endorfine hanno una potente azione analgesica e stimolante. Per ora si distinguono dome scritto sopra, quattro tipi di sostanze endorfiniche o classi: alfa, beta, gamma e delta la produzione avviene fra il surrene parte dell’apparato digerente e nell’ipofisi; si tratta di peptidi con numerosissimi terminali recettori sparsi per tutto il sistema nervoso. Le endorfine non servono solo a lenire la sensazione del dolore che in natura ha una sua funzionalità ma servono ala senso di appagamento nei rapporti sessuali, regolazione dell’apettito, regolazione del sonno, della temperatura, aiutano la secrezione di altri ormoni tipo: GH, ACTH, prolactina, calecotamine, cortisolo e naturalmente nelle donne la produzione del latte. Le endorfine non danno assuefazione ma tendono a diminuire il loro effetto in un tempo limitato, in fondo anche da un punto di vista psicologico filosofico, la felicità è per definizione “Effimera” Si tratta di una sensazione che presesenta una apeciedi picco emotivo, difficile da mantere nel tempo, se non sotto forma di ricordo, normalmente non si trova questa emozione se si rimane in una zona diconfort, qualsiasi sia l’attività in questione, e solo quando avviene un cambiamento da noi considerato positivo si hanno stimoli di tipo endorfinico. il segreto è nel cambiamento e nel costante lavoro magari graduale del cambiamento. La costanza nel cambiamento a livello fisiologico riferito all’attività fisica è di fatto l’allenamento.

Il sistema vestibolare nelle arti marziali

Nelle arti marziali l’equilibrio è tutto, persino stili poco compresi dai profani come quello dell’ubriaco che simula per confondere l’avversario proprio le difficoltà motorie di chi alza troppo il gomito necessità di un sistema vestibolare di tutto rispetto. Data la posizione eretta degli umani l’apparato uditivo non poteva che essere integrato con il sistema vestibolare, infatti istintivamente anche un neonato si volta verso un rumore per identificarlo, in natura è fondamentale riconoscere da che parte viene un rumore che sia il gorgoglio di un ruscello per trovare l’acqua, il verso di un animale, il frastuono del rotolare delle rocce di una frana o il semplice richiamo di aiuto. Il fatto che nell’orecchio interno ci sia un sitema integrato che sovarintende all’equilibrio e l’udito comporta anche che un improvviso intenso rumore può interaggire con l’equilibrio stesso. Dire orecchio è una parola in realtà si tratta di tre zone ben delimitate che lavorano in sinergia: l’orecchio esterno, l’orecchio medio e l’orecchio interno.
L’orecchio esterno parte dal padiglione si stringe in una aperttura di circa tre centimetri ad un canale che porta al meato acustico esterno, alla fine di questo canale troviamo il timpano dove inizia l’orecchio medio costituito fondamentalmente dal sistema di ossicini più piccoli del corpo umano detti: martello incudine, staffa, e appena sopra i tre canali semicircolari ossei con la chiocciola ; la staffa a sua si connette meccanicamente con l’orecchio interno che è sede sia del riconoscimento della posizione dello spazio che della trasmissione delle onde sonore che attraverso il nervo acustico invia i segnali sotto forma di impulsi bioelettrici al cervelletto e il cervello vero e proprio. Tutto il sistema è soggetto alle vibrazioni che quando divengono ampi sono dei veri e spostamenti. Sopra la staffa nell’orecchio interno si trovano tre canali semicircolari che si sviluppano su tre piani spaziali, ogni canale è responsabile per il rispettivo piano ma contemporaneamente si integrano in un’unica informativa rispetto alla velocità angolare anche per far riconoscere la posizione, in realtà i canali hanno tre rispettive ampolle organizzate per l’equilibrio in movimento e si relazionano con il riferimento per la posizione della testa controllata da un altra ampolla o meglio un utricolo ed un vestibolo. Le onde sonore non sono altro che variazioni di pressione entrano nell’orecchio esterno e giungono al timpano, quando passano la membrana vengono amplificate e a seconda della frequenza vengono captate in diverse zone nella struttura della chiocciola, l’intima connessione fisica fra chiocciola e i canali semicircolari fanno intuire quanto una forte pressione interferisca sia con l’udito che con l’equilibrio. Responsabili materialmente della trasmissione delle sensazioni spaziali sono delle piccolissime strutture dette statoconi immersi in una sostanza gelatinosa proteica che prende il nome di otolita, la pressione e il suo cambiamento sulla struttura sottostante chiamata cellula capelluta fà partire l’informazione ai nervi sensitivi verso il sistema centrale e cervelletto per la corretta risposta correttiva. Gli astronauti che hanno lunghe permanenze in assenza di gravità o microgravità una volta tornati sulla Terra a parte un’altra lunga serie di problematiche legate a tutta l’idraulica dei fluidi corporei e la demineralizzazione delle ossa non hanno riferimenti gravitazionali da parte degli otoliti sulla cellula capelluta per cui non è solo la mancanza di tono muscolare a non farli sorreggere in stazione eretta ma la tendenza all’atrofia del sistema vestibolare che tende divenire più simile a quello dei pesci. se un soggetto viene bendato riesce comunque a comprendere se trovandosi su un ascensore sale o scende come se trovandosi in un’autoveicolo questo accelera, curva o frena. Un ottimo allenamento nelle arti marziali è quello della privazione sensoriale, proprio bendando l’atleta e togliendo la conferma visiva si affida la percezione dello spazio alle sole informazioni dell’orecchio, quando si riprendono le condizioni normali la sicurezza dei movimenti nello spazio ne giova immediatamente. Sempre nelle arti marziali i praticanti sanno che un colpo portato alle orecchie inibisce l’orientamento, porta anche ad una parziale sordità, anche un rumore molto forte come uno sparo fà persistere una sorta di acufenia caratterizzata dal percepire un fischio acuto per diversi minuti. fortunatamente le persone ipoudenti se non del tutto sorde non hanno problemi all’apparato vestibolare dell’orecchio, perchè pur in comunicazione i due sistemi possono funzionare in completa autonomia soprattutto a livello della trasmissione nervosa; per cui ci possono essere degli eccellenti atleti che anzi sono addirittura più concentrati dei normo-dotati in quanto nessun rumore li distrae.
Fabrizio Botteghi

Applicazioni terapeutiche del tai ji

L’applicazione delle tecniche tai ji quan nella pratica fisioterapico-riabilitativa per essere credibile deve passare necessariamente attraverso un approccio di tipo scientifico; questo anche se promuove cambiamenti seppur minimi ma comunque significativi è e deve essere per definizione misurabile non solo a livello qualitativo ma quantitativo. Ovviamente la resilienza di ogni essere vivente non può essere uguale per tutti tuttavia gli effetti devono poter essere duplicati e applicati in una certa misura su tutti. Fuori dell’ Italia e non solo nella Repubblica Popolare Cinese, è abbastanza comune che questa pratica sia considerata parte integrante del percorso riabilitativo dopo traumi fisici che hanno portato i pazienti fino alla condizione di coma. Negli U.S.A. L’American College of Reumatology ha approntato e relazionato abbondantemente e per periodi variabili soggetti che praticavano tai ji con altri che non lo praticavano rispetto a parità di sintomatologia artritica. Il Tai ji può spingersi oltre, Purtroppo è noto che la condizione di incoscienza crea danni direttamente proporzionali al tempo in cui si rimane in tale situazione, la situazione migliora sensibilmente quando il coma è indotto farmacologicamente per lenire sofferenze inutili tali da mettere da sole il paziente in pericolo di vita, come per i grandi ustionati. Nella nostra nazione vi sono alcune realtà che fanno da apri pista.
Le condizioni iniziali per una corretta pratica del tai ji quan e di quello che viene definito qi gong richiedono comunque una senzienza di quello che si cerca di raggiungere, il corpo rimane flessibile, rilassato ma tonico, si tratta di imitare le movenze di un felino, i gatti sembrano sempre rilassati a volte stanchi ma improvvisamente sono in grado di generare contrazioni esplosive, come è normale perchè è proprio quando un muscolo è depolarizzato che può essere stimolato al massimo senza gli antagonisti che ne frenino l’azione. Durante la gestualità anche quando si evince la forza non viene mai incentivata la rigidità e tantomeno l’inerzia. La calma la quasi assenza d’inerzia costringono il sistema vestibolare ad immagazzinare le istruzioni propriocettive più dettagliate; abinati al movimento il respiro e lo sguado sono parte integrante di tutti i sistemi tai ji, a partire dai piedi che fanno da radice, l’attenzione deve passare per le gambe, le anche, attraverso la colonna vertebrale in alto verso le braccia le mani ma nessuna di queste stazioni compreso lo sguardo e il respiro deve sovrastare gli altri. si tratta di un complesso gioco di equilibrio.
Le dinamiche e le traiettorie del movimento nel tai ji sono riconducibili al celebre disegno dell’ “Uomo vitruviano” di Leonardo Da Vinci ma rivisitato in tre dimensioni. Gli arti inferiori tendono a spostarsi secondo un piano quadrato mentre quelli superiori secondo moti circolari più o meno ampi a seconda dell’esigenza della tecnica e della particolare scuola di stile, in generale si possono di stinguere piccole, medie e grandi rotazioni. Il principio meccanico della maniera di muovere le articolazioni sempre incline alla rotondità è dovuto all’intuizione che tutte le strutture articolari si snodano con contatti lunari, semilunari o emisferici, quindi una gestualità che asseconda tali strutture è meno traumatica e permette un controllo maggiore dell’equilibrio, infatti non abbiamo ingranaggi ma più che altro strutture che sono assimilabili a cuscinetti a sfera, l’ideale in meccanica per ridurre al massimo gli attriti salvo gli esperimenti con le ceramiche superconduttrici che in realtà non fanno toccare affatto le superfici in relazione. Un ingranaggio ci farebbe muovere a scatti mentre nel tai ji a parte particolari tecniche che non riguardano certo la riabilitazione la ricerca della rotondità, la sinuoasità, la continuità e la precisione sono l’asse portante.
Come fà un’arte marziale quindi per definizione concepita per il combattimento a trasformarsi in tecnica riabilitativa? La risposta è relativamente semplice i maestri cinesi intuirono che per far imparare al meglio la correttezza dei gesti era necessario privarli del falso aiuto dell’inerzia, ovviamente questo è impossibile a livello assoluto ma ci si può avvicinare rallentando di molto la velocità, questo non significa affatto tali tecniche a livello marziale debbano essere applicate così lentamente. Fra i maestri che introdussero e promossero con maggior successo questo allenamento rallentato possiamo annoverare Yan Lu Chan, Lo stile Yang è quello che si è diffuso maggiormente nel mondo intorno agli anni 20 quando molte delegazioni straniere occidentali frequentavano i già grandi agglomerati divenuti megalopoli come Shangai, Pechino e Canton tuttavia tutte le scuole di tai ji dalla provincia dell’Henan al Wuhan adottano l’addestramento rallentato; questo sistema è pargonabile ai vecchi sistemi di registrazione vhs che potevano essere incisi a bassa risoluzione facendo durare maggiormente la registrazione a scapito della definizione o ad alta risoluzione consumando più nastro per tempo ma con il vantaggio di una nitidezza decisamente migliore. Rallentare i movimenti permette al cervello e a tutto il sistema vestibolare di immagazzinare un maggor numero di informazioni ottenendo una maggiore precisione seduta dopo seduta, come molti gesti atletici il praticante entrerà veramente nella condizione ideale quando non dovrà più pensare alla succesione dei movimenti, questi fluiranno automaticamente e a questo punto l’attenzione sarà indirizzata verso l’armonia fra azione e respirazione. A livello terapeutico si possono ulteriormente sezionare le tecniche in piccoli microgruppi di facile memorizzazione che possono essere ripetuti nei 4 punti cardinali e nei due sensi di rotazione per rispetto della simmetria. Il bello del tai ji quan è che padroneggiando una sequenza la si può praticare da soli, in gruppo praticamente ovunque, ci si può ritagliare un piccolo spazio temporale dedicato solo se stessi che nessuno potrà mai rubare, chi desidera studiare ulteriormente l’arte nell’approfondimento scoprirà le implicazioni marziali che ovviamente non saranno eseguite nella applicazione pratica con la lentezza dell’allenamento iniziale.
ferroeseta.com

 

Ma anche no!

Unire, mischiare, integrare le arti marziali a parte che è sempre stato fatto sin dagli albori della storia umana, attualmente per quello che sono divenute le arti marziali e gli sport da combattimento da cui derivano tali pratiche assumono altri significati, giustificazioni, valenze e pesi economici. Io direi “Ma anche no!” Una sorta di frenesia come quella alimentare degli squali quando si contendono la carcassa scarrocciante di una balena semisommersa alla deriva spinge un numero considerevole di nuovi fenomeni e profeti delle arti marziali e degli sport da combattimento ad inventare, riscoprire, mischiare o se preferite contaminare arti marziali con altro: danza, aerobica e ancor di più ovviamente stili con stili sempre sicuri di aver scelto il meglio di ogniuno scartando quello che ritengono inutile, innescando a mio parere un processo ossidoriduttivo di tutto il settore. A Roma si dice: buttarla in caciara quando non si vuole far capire niente e continuare a fare i proprio comodi, prendendo le arti marziali e gli sport da combattimento fondamentalmente come una fonte di reddito; peccato che nel frattempo le ossa del cetaceo scarnificato di riferimento si sono adagiate sul fondo dell’abisso. Adeguare le arti marziali alle esigenze del mercato, privarle dell’aspetto morale, delle peculiarità specifiche di stile, non le migliora ma le appiattisce. Il segreto della sopravvivenza in natura è nella bio-diversità perchè ostinarsi ad accorpare metodi e filosofie talvolta opposti per avere un risultato che una generazione dopo l’altra toglie tecnica alla tecnica e si attesta su posizioni che esaltano solo la prestanza fisica. Fermo restando che ognuno è libero di fare le sue scelte. C’è da segnalare inoltre che se proprio vogliamo fare ricerca nel settore c’erano e ci sono in italia delle arti marziali autoctone, in Sardegna, Sicilia nell’antica Roma ed anche queste dovrebbero essere preservate e non mistificate. Ogni giorno c’é chi ridicolizza il settore sentendosi il Bruce Li del momento ma io non vedo tutti questi super uomini. Naturalmente in una pseudo-democrazia ribadisco che ogniuno è libero di credere e fare ciò che vuole, d’altra parte si identifica il termine come sinonimo di fare tutto ciò che è di proprio piacimento tralasciando il particolare di non ostacolare gli altri; tuttavia se ci sono ancora personaggi che spinti da uno spirito innovatore volessero inventare, codificare, migliorare il panorama marziale con altro, perchè ne sentano l’esigenza, tengano a mente il seguente elenco senza che questo rappresenti una preferenza, un giudizio o qualsiasi altra cosa. Auguri:
Lotta Greco Romana; lotta Libera; Boxe; Kara Te ( Shotokan, Wado Ryu Go Jiu Ryu, Shinto Ryu ); Shorinjiri Kempo; Kick Boxing; Wing Chun; Ving Chun; Ving Chun Evolution; Jeet Kune Do; Iaido; Kobudo; Ken Do; Tang Su Do; Penkat; Silat; Kalariparyattu; Kushti; Arti Marziali Europee; Italian Knife Fencing; Hilot Sdoma; Iscudi; Bastone Siciliano; Paranza Corta; Tafang Tao, Systema Brasil Ryu; Systema; Ju ji Tzu; Brasilian Jiu Ji Tzu; MMA; Sambo; Spartan Fight; Krav Maga; Muay Thai; Matajan; Eskrima, Viet Vo Dao; Qwan Ki Do; Tae Kwon Do; Npiama; Letwey; Capoeira (Nago, Regional) ; Kick Boxing; Hikite; Ikite; Scherma; Pancrazio; Lotta Senegalese; Dambe; Lotta Nuba; Vajara Shen Do; Okichitaw; Angampora; Choi Kwan Do; Ssireum; Thang Ta; Sumo; Kombatan; Maculele; Aratoa; Ktm Kahuana; Lua; Liu Bo; Corra Hwarag Do. A livello mondiale Credo di averne certamente dimenticato qualcuno.
Poi C’é il mondo delle arti marziali cinesi che a livello famigliare superano i 600 stili i più riconosciuti: Shao Lin (Una ventina di sottosistemi che vanno dal Tai ji all’acrobatico); Tai ji Quan (Yang, Chen, Sun, Wu, Hao); Pa Kua Quan; Hou Quan; Hung Gar, Choy Li Fut ; Shuai Jiao; Xingy Quan; Liu He Ba Fan Quan; Wu Tao; Bai Ji Quan; Fan Zi Quan; Hong Jia; Meihua Quan; Bai Mei Quan; Tong Bei Quan; Lan Shou Men; Gou Jia Quan; Fei Hu Quan; Ying Men Quan; Ke Jia Quan; Rou Gong Men; Sun Bin Quan; San Huang Pao Chui; Ba Fa Quan; Ming Tang Quan; Mi Zong Quan; Di Tang Quan; Da Shen Pi Guan Men; Houquan; Zuijiuquan; Houquan; Heihuquan; Huquan; Longquan; Shequan; Niuquan; Tanglangquan. Inoltre vi è il Wu shu moderno con le sue codifiche ( Chang Quan Nan Quan Tai Ji Quan con le loro relative armi tradizionali).

Alternative di allenamento

Negli sport da combattimento e nelle arti marziali può accadere di andare incontro ad infortunio a carico della zona carpale. Chi lavora spesso con i pugni sà di cosa parlo, alle volte nonostante le precauzioni, come un bendaggio ben fatto e la qualità dei guantoni può verificarsi comunque una microlesione con relativo versamento che ha come primo risultato l’impossibilità di praticare allenamento al sacco o con qualsiasi altro supporto. In genere questo tipo di traumi si risolvono in uno o due mesi, un tempo che un agonista non può certo permettersi se non a discapito della perdita della forma fisica e soprattutto della risposta fisiologica alla fatica. Il mio consiglio in questi casi è quello di allenarsi lo stesso dedicando l’attenzione ad altri distretti muscolari: un settore che spesso si trascura, ed un’altra che permette l’alternativa fisiolgica generale al sistema metabolico necessario per il combattimento sportivo. Le spalle per chi tira pugni tendono a portarsi in avanti e ma modificare la struttura della della cuffia dei rotatori, questo fenomeno nel tempo compromette il range d’azione dell’articolazione; si può ovviare a questo inconveniente dedicandosi ad allenare i pettorali alla massima contrazione e minimo allungamento; mentre i deltoidi posteriori i sovraspinati, l’infraspinati ,i grandi rotondi ed il piccoli rotondi si dovranno allenare alla massima contrazione e minimo allungamento, questo sistema riallinerà ed in ogni caso stabilizzerà ulteriormente le spalle riallineando la testa degli omeri ai cercini delle scapole. Per quanto riguarda la risposta fisiologica si può andare a correre su una distanza sufficientemente lunga, sui 5 Km di cui i primi due percorsi ad un passo tranquillo e regolare e gli altri tre inserendo tratti in progressione ogni due minuti che diventeranno verso la fine sempre più assimilabili a scatti per almeno 30 secondi.
Fabrizio Botteghi

In combat sports and martial arts, it may happen to suffer an injury to the carpal area. Those who often work with their fists know what I mean, sometimes despite the precautions, such as a well-made bandage and the quality of the gloves, however, a micro-injury with relative spillage can occur, which has as a first result the impossibility of practicing bag training or with any other media. Typically this type of trauma resolves in one or two months, a time that an agonist can certainly not afford except at the expense of loss of physical form and above all of the physiological response to fatigue. My advice in these cases is to train the same by dedicating attention to other muscle districts: one sector that is often overlooked, and another that allows the general physiological alternative to the metabolic system necessary for sports combat. The shoulders for those who throw punches tend to move forward and but change the structure of the rotator cuff, this phenomenon over time compromises the range of action of the joint; this inconvenience can be avoided by dedicating oneself to training the pectorals at maximum contraction and minimum elongation; while the posterior deltoids the supraspinatus, the infraspinatus, the large rotunda and the small rotunda will have to train at maximum contraction and minimum elongation, this system will realign and in any case further stabilize the shoulders by realigning the head of the humerus to the seekers of the shoulder blades. As far as the physiological response is concerned, you can go running on a sufficiently long distance, on the 5 Km of which the first two routes at a calm and regular pace and the other three by inserting sections in progression every two minutes that will become more and more towards the end similar to jerks for at least 30 seconds.
Fabrizio Botteghi

Con rammarico!

Con Rammarico, qualcuno ha problemi con il principio matematico degli insiemi; non si possono sommare, dividere, moltiplicare e dividere capre e cavoli. Quando nasce una federazione sportiva, generalmente si dedica ad una displina, in particolare alcune sono concepite proprio per salvaguardare i valori e la diversità. in particolare la Fiwuk (Federazione Italiana Wu Shu Kung fu) votata alla tutela e all’organizzazione delle realtà sulle arti marziali cinesi nel tempo ha mutato le sue finalità per questioni di numeri minimi necessari per il riconoscimento C.O.N.I. aprendosi alle discipline “Affini” tipo Viet Vo Dao, poi ha incluso maestri capiscuola italiani di stili del tutto personali, e come ciliegina sulla torta, invece di favorire la rinascita del settore per il quale era nata si è deciso di attaccarsi al treno delle MMA che vanno tanto di moda e che comunque non hanno certo bisogno di accrediti da parte di altre relatà marziali, quelli che le praticano sanno benissimo di fare uno sport da combattimento che origina principalmente dal brasilian Jiu Ji tzu, boxe e kickboxing che niente a che fare con le realta cinesi che siano tradizionali o moderne. Se uno poi immagina che un insieme debba rappresentare tutte le forme di movimento perchè non includere la ginnastica artistica, la danza, la capoeira o il curling, perchè non includere la lotta greco-romanna che ha subito l’onta di essere stata esclusa dalle Olimpiadi. L’inclusione delle MMA in un settore così delicato e complesso delle realtà marziali cinesi che spaziano dal tradizionale al moderno fino al combattimento sportivo sanda con le sue regole, se per un verso è un salvagente economico organizzativo dall’altra è un vero suicidio politico, sociologico, morale e di immagine. L’affermazione che comunque un pugno è un pugno qualsiasi sia la scuola o il maestro che lo insegni se superficialmente è vera quando la vai ad analizzare in tutti i suoi aspetti è completamente falsa: la stessa tecnica portata termine da due fenotipi differenti fornirà un risultato analogo, un conto è dare un pugno pensato per attraversare un avversario o solo a toccarlo, farlo partire rilassato e serrarlo solo al contatto o tenerlo sempre in tensione, ruotarlo durante la sua triettoria, usare un guantone di differente caratura o non usarlo per niente, essere ben piantati sulle gambe o saltellando, darlo come primo colpo con il braccio della gamba avanzata, o con l’arto arretrato, quanto siano coinvolte le spalle le anche e quanto pronti a tornare nella posizione di guardia si deve conoscere la differenza fra un’arte marziale e una seppur efficace ciavattata…Ma di che stiamo parlando?! Uno se ne può fare una ragione ma le cose così non mi danno l’idea di coerenza e stabilità.

Fabrizio Botteghi

Mistificatori or Mistifiers

E poi ci sono i “Mistificatori” Non che il termine sia usato nella sua connotazione più offensiva, nel senso che nessuno mette in dubbio l’eventuale efficacia del risultato finale, tuttavia, quando maestri di discipline ben codificate traslano su altre discipline per via di quello che richiede il mercato mi assale la delusione. In particolare nell’ambito delle arti marziali cinesi, non bastavano gli innovatori capiscuola, ultimamente molti strizzano l’occhio al mondo del K1 o MMA glissando tutto il messaggio filosofico delle arti marziali orientali ma soprattutto asserendo che tali discipline sono per quelli che non hanno il tempo per dedicarsi alla complessità del così detto Kung Fu fanno un torto alle suddette discipline, come se non fosse necessario un complesso lavoro di allenamento che va a sfociare necessariamente nel combattimento sportivo al tempo stesso mettono in atto la autodistruzione di tutto quello hanno imparato e trasmesso prima, come se non bastassero i media a dare spazio alle derivazioni marziali in chiave americana, non è accostandosi ad una stella che se prende luce, probabilmente è più facile bruciarsi. Di fatto si stà tornando indietro ai tempi dei film orientali di cappa e spada in cui karate e kung fu erano totalmente confusi, insomma alla fine per questi signori il messaggio che passa è che tutto è uguale o simile…Ma de che?
Fabrizio Botteghi

And then there are the “Mistifiers”. Not that the term is used in its most offensive connotation, in the sense that no one questions the possible efficacy of the final result, however, when masters of well-coded disciplines move to other disciplines because of what the market demands comes to disappointment. Particularly in the Chinese martial arts field, the innovators of the world of mind were not enough, lately many people wink at the world of K1 or MMA by forgetting all the philosophical message of oriental martial arts but above all by asserting that these disciplines are for those who do not have the time to dedicate oneself to the complexity of the so-called Kung Fu do a wrong to the aforementioned disciplines, as if it were not necessary a complex training job that goes necessarily lead to the sport combat at the same time they put in place the self-destruction of everything they have learned and transmitted first, as if the media were not enough to give space to martial derivations in an American key, it is not approaching a star that if it takes light, it is probably easier to burn. In fact we are going back to the times of the oriental swashbuckling films in which karate and kung fu were totally confused, in short, for these gentlemen the message that passes is that everything is the same or similar … But what?
Fabrizio Botteghi