non sono d’accordo

Durante una riunione fra maestri ove per altro per questioni amministrative, non avevo alcuna voce in capitolo mi è capitato di sentir dire che le varie realtà marziali e di sport da combattimento non si fanno concorrenza fra di loro, che le persone che sono interessate ad una certa attività non sono attirate da un’altra, essendo io presente in modalità assertiva in quanto, come sopra, (Non avendo voce in capitolo e ovviamente nessuba possibilità decisionale). Ma in realtà e per esperienza diretta anche se a livello macroscopico è così c’è sempre una percentuale di persone che sbandano da una attività all’altra alla ricerca di neanche loro sanno cosa; nelle palestre dove ho insegnato sono arrivati da altre scuole non solo di kung fu ma anche da kara te, judo e pugilato e dalla mia scuola sono migrate negli anni almeno una trentina di allievi a scuole di Kung fu, aikido, pugilato, ed mma quindi dipende dai punti di vista. Se sei il gestore di una palestra alla fine i conti ti tornano sempre se invece sei solo un insegnante no! Un altro argomento risibile è quello al riguardo delle innumerevoli pagine dedicate alle arti marziali che per fare visualizzazioni visto che hanno un eccessivo inspiegabile successo incorporano spesso anche tutti gli sport da combattimento boxe compresa, in effetti gli sport da combattimento non sono arti marziali ma ne derivano, questo comunque rigenera una pletora di commenti sterili dall’una e dall’altra parte sulla efficacia o l’inefficienza degli altri che non fà bene a nessuno.

Fibre muscolari

Per gli atleti improvvisati è bene considerare quanto segue: i muscoli sono costituiti da tre tipi di fibre muscolari: tipo 1 , tipo 2 e una sorta di fibre intermedie che presentano caratteristiche di entrambe ma partendo da un a base di tipo 1.
Le fibre muscolari di tipi 1 dette anche bianche, sono anaeorobiche, veloci nell’attivazione, sviluppano molta energia e allo stesso tempo la esauriscono rilasciando acido lattico che intossica letteralmente il loro meccanismo, il nostro corpo è costituito principalmente da fibre di questo tipo in quanto in natura l’istinto alla risposta di una minaccia farci muovere velocemente che sia un a fuga o un attacco salvo il caso la contrazione sia così forte che blocca completamente il corpo; si è calcolato che le fibre bianche sono in grado di reagire allo stimolo motoneurale in soli 0,01 secondi, le fibre sono molto fitte e grandi il doppio di quelle rosse, la scarsità di mitocondri non riesce a produrre sufficiente quantità di adenosin trifosfato e il glicogeno termina rapidamente, negli esseri umani dopo 10 secondi di contrazioni prossime al loro massimale si accumula il lattato, chi corre i 200 metri si fà i secondi 100 sopportando la tossicità nelle sue fibre bianche e deve alla fine della gara fare un recupero praticamente obbligato, per gare di lunghezza superiori intervengono prima le fibre intermedie e poi quelle rosse che però riducono drasticamente la velocità e la potenza delle contrazioni a favore di una maggiore autonomia lavorando in aerobico; queste fibre non si allenano facilamente l’incremento della forza richiede molte precauzioni e stimoli, tuttavia i movimenti ripetuti tendono ad accorciare i muscoli stessi.
Le fibre muscolari di tipo 2 o rosse per via del loro pigmento, utilizzano l’ossigeno, sono impiegate da tutti durante i lavori manuali, ore passate a fare più o meno le stesse cose ad una intesità bassa o medio alta e da chi pratica sport di fondo, queste fibre sono resistenti ma molto più lente delle bianche, sono facilamente allenabili, quì i mitocondri sono abbondanti e il loro metabolismo legato all’ossigeno permette un loro lungo utilizzo nel tempo, la muscolatura rossa non sviluppa molta forza anzi i movimenti a basso spasmo a lungo andare addirittura la indebolisce.
Le fibre intermedie sono delle bianche che si sforzano di fare le rosse ed hanno caratteristiche intermedie.
Se a questo meccanismo di movimento aggiungiamo che movimenti a corto range o parziale rom accorciano ulteriormente i muscoli interessati e in genere allungano gli antagonisti, con l’allenamento sbagliato facilmente si và in contro a danneggiamenti posturali e o perdita di performances. In realtà chi pratica sport di velocità e potenza deve inserire sempre delle sessioni aerobiche per aiutare il metabolismo a drenare più in fretta l’acido lattico come al contrario chi pratica sport di fondo per avere una marcia in più si dovrebbe allenare anche sull’esplosività. l’eccessiva specializzazione non permette di eseguire movimenti veloci se non li si allena e viceversa. Non è un caso che il fenotipo degli atleti di fondo è estremamente longilineo mentre quelli di potenza hanno masse ben differenti.
Un altro tipico fondamento della muscolatura scheletrica è che lavora sempre in sinergia, cioè in coppia con altri muscoli antagonisti, da soli sarebbero solo in grado di tirare ma non di spingere, alterare l’equilibrio fra queste forze può generare danni alle strutture muscolari, tendinee, capsulari e scheletriche, ecco perchè non se ne sà mai abbastanza, se uno si limita a fare gli esercizi specifici dello sport praticato non compensandone gli eccessi da anziano non riuscirà nemmeno a pettinarsi da solo, muscoli corti, tendini sfibrati, articolazioni fuori asse sono troppo spesso problemi che si riscontrano su atleti anche di livello che per inseguire l’obbiettivo si concentrano solo su quello che serve per ottenere il risultato in gara. Chi allena così fà male!
L’eccessiva specializzazione crea degli assurdi del tipo un velocista non riesce a correre per 5 km di seguito e un fondista probabilmente non riesce a fare una sola accosciata su una gamba, per entrare in un gergo da canottieri o meglio da canoa – kayak, vi sono differenti forme di kayak: associate soprattutto alla forma della chiglia: filanti, plananti, filoplananti e ibride; i filanti sono difficili da direzionare, sono poco stabili lateralmente ma fendono velocemente l’acqua, i plananti sono facili da manovrare e molto stabili ma perdono in velocità, i filoplananti ed in fine gli ibridi in generale fanno parte di quei natanti buoni per tutto ma poco specializzati molto sviluppate nel turismo fluviale lacustre e marino. La forma le dimensioni la qualità dei materiali fanno la differenza nel supporto in questo caso la barca e la pagaia, nell’uomo per quanto riguarda la muscolatura ma sopratutto quello che stà sopra il collo la testa.
Nelle arti marziali, che sono il mia competenza, occorre un grande allenamento sulle fibre bianche per ovvi motivi di velocizzare tecniche che a parità di esecuzione tecnica ne aumentino l’efficacia, al tempo stesso si deve lavorare sull’apparato emuntore per lo smaltimento delle tossine dell’acido lattico per cui è necesario un lavoro aerobico equivalente ad almeno 5 km di corsa moderata e preferibilmente intervallata da allunghi. Le modalità e le intensità andrebbero impostate da persone competenti in quanto l’allenamento è sempre personale, specifico e differente fra una persona e l’altra.

Endorfine naturali

Discipline come lo Yoga, il Qi gong di cui le tecniche delle varie scuole di tai ji quan sono pregne, come epure la variante occidentale (Il training autogeno sintesi semplificata e spogliata dei contenti mistici fra Yoga e Qi gong ) favoriscono la produzione di endorfine e quindi del senso di benessere.
Oltre ad aumentare la tolleranza al dolore le endorfine sono responsabili del:
senso di appagamento che insorge dopo un rapporto sessuale
controllo dell’appetito e dell’attività gastrointestinale
la termoregolazione
la regolazione del sonno
la regolazione del ciclo mestruale
e la secrezione di altri ormoni come GH, ACTH, prolattina, catecolamine e cortisolo
Le endorfine hanno la capacità di regalare piacere, gratificazione e felicità aiutando a sopportare meglio lo stress. Riduzione di ansia, arrabbiature e controllo dell’appetito sono ulteriori proprietà benefiche delle endorfine che hanno tra l’altro anche un potente effetto analgesico nella ridotta percezione del dolore. La scienza ha confermato di l’interazione di queste sostanze con altri ormoni e neurotrasmettitori è alla base di numerosi aspetti della sfera psicologica e sessuale degli esseri umani e probabilmente anche degli Discipline come lo Yoga, il Qi gong di cui le tecniche delle varie scuole di tai ji quan sono pregne, come epure la variante occidentale (Il training autogeno sintesi semplificata e spogliata dei contenti mistici fra Yoga e Qi gong ) favoriscono la produzione di endorfine e quindi del senso di benessere.
ma cosa sono le endorfine? Queste sostanze sono preposte alla sensazione di ben essere e ben stare prodotte naturalmente dal nostro corpo.
Le endorfine sono polipeptidi prodotti dal cervello caratterizzati da una potente attività analgesica per alcuni aspetti ed eccitante per altri. La loro azione è simile alla morfina e ad altre sostanze oppiacee senza procurarne gli effetti collaterali. Nonostante questo somigliano molto agli oppiacei per il tipo di analgesia indotta.
Attualmente si distingono attualmente quattro distinte classi di endorfine, dette rispettivamente “alfa”, “beta”, “gamma” e “delta”.
Queste sostanze sono sintetizzate nell’ipofisi, a livello surrenale e in alcuni tratti dell’apparato digerente. Questi peptidi hanno i loro recettori in varie zone del sistema nervoso centrale ove si concentrano soprattutto nelle aree deputate alla percezione dolorifica.
Il rilascio delle endorfine in circolo avviene in particolari circostanze come ad esempio l’attività fisica, durante terapie analgesiche come l’agopuntura, la coppettazione, l’elettrostimolazione e il massaggio sportivo.
L’attività delle endorfine nel controllo delle attività nervose è stato studiato ed il ruolo di queste sostanze per certi aspetti ha ancora delle lacune.
L’endorfine sono importanti regolatrici dell’umore. Durante situazioni particolarmente stressanti il nostro organismo cerca di difendersi rilasciando endorfine che da un lato aiutano a sopportare meglio il dolore e dall’altro influiscono positivamente sullo stato emotivo.
Alcune droghe, come l’eroina, creano forte dipendenza, proprio a causa dell’inibizione che esse creano sulla produzione endogena di endorfine. All’interno del nostro organismo l’eroina si sostituisce infatti al ruolo naturale di queste sostanze inibendone la produzione. Quando si sospende l’assunzione di questa micidiale droga, i livelli plasmatici di endorfine sono estremamente bassi e ciò si correla al senso di stanchezza, insoddisfazione e malessere generale che porta il drogato a ricercare una nuova dose; da quì nasce la vera dipendenza.
Fitback positivi nella pratica del tai ji generano gratificazione attraverso la produzione di endorfine. Le endorfine come si evince dalla parola sono delle sostanze affini alle morfine ma prodotte all’interno del nostro corpo. Si tratta di ormoni prodotti dal cervello, queste sostanze ovviamente essendo autoprodotte non hanno le controindicazioni dei composti dopanti artificiali. Le endorfine si producono anche dopo un’approvazione, una carezza, un abbraccio,un bacio, una musica gradevole, l’attività fisica ecc. Le endorfine hanno una potente azione analgesica e stimolante. Per ora si distinguono dome scritto sopra, quattro tipi di sostanze endorfiniche o classi: alfa, beta, gamma e delta la produzione avviene fra il surrene parte dell’apparato digerente e nell’ipofisi; si tratta di peptidi con numerosissimi terminali recettori sparsi per tutto il sistema nervoso. Le endorfine non servono solo a lenire la sensazione del dolore che in natura ha una sua funzionalità ma servono ala senso di appagamento nei rapporti sessuali, regolazione dell’apettito, regolazione del sonno, della temperatura, aiutano la secrezione di altri ormoni tipo: GH, ACTH, prolactina, calecotamine, cortisolo e naturalmente nelle donne la produzione del latte. Le endorfine non danno assuefazione ma tendono a diminuire il loro effetto in un tempo limitato, in fondo anche da un punto di vista psicologico filosofico, la felicità è per definizione “Effimera” Si tratta di una sensazione che presesenta una specie di picco emotivo, difficile da mantere nel tempo, se non sotto forma di ricordo, normalmente non si trova questa emozione se si rimane in una zona di confort, qualsiasi sia l’attività in questione, e solo quando avviene un cambiamento da noi considerato positivo si hanno stimoli di tipo endorfinico. il segreto è nel cambiamento e nel costante lavoro magari graduale del cambiamento. La costanza nel cambiamento a livello fisiologico riferito all’attività fisica è di fatto l’allenamento.

Salvare gli sport da combattimento

L’unico modo per salvare le palestre di arti marziali e sport da combattimento dall’annichilimento da covid 19 é quello che la pandemia segua verosimilmente la tendenza di tutte le pandemie già succedutesi sulla Terra in varie epoche, quella a memoria d’uomo più devastante, detta la spagnola ha colpito il genere umano dal 1918 al 1920 si è estinta per lisi, che sarebbe una rottura della sua struttura interna per osmosi o perdita di energia, lasciando almeno 30 milioni di vittime, il genere umano è comunque sopravvissuto senza vaccini, senza antibiotici, senza penicellina, senza molta della tenologia biomedica presente odiernamente. Le economie del 18-20 erano certamente differenti e la mobilità anche molto più ridotta ma si può dire che di fatto sia la spagnola che il covid 19 sono stati conbattuti con le stesse armi, distanziamento sociale, igiene e mascherine che sono e restano ancora l’unica arma che veramente è stata messa in campo. Se le realtà delle palestre e i metodi di allenamento attendono lo sviluppo e la messa punto del fantomatico vaccino a cui stanno lavorando da mesi febrilmente almeno 118 laboratori sparsi nel mondo stiamo freschi. Ci sono poi troppi soggetti che mettono bocca e prendono decisioni a caso e spesso confuse e sbagliate con non pochi interessi economici al seguito: virologi, pneunologi, infettivologi, internisti, epidemiologi, manager di telefonia, negazionisti, complottisti, fabriche di presidi medici, fabriche di igenizzanti, opinionisti, giornalisti, ignoranti e politici.

Covid 19 e sport

La pandemia ha massacrato il settore delle palestre ed in particolare quello degli sport da combattimento ed arti maziali. Il timore di possibili micidiali contagi ha stimolato le istituzioni a fare una campagna impostata sulla paura alla sua ennesima potenza anche e soprattutto per nascondere le sue mancanze strutturali e decisionali, la paura genera attraverso secrezioni ormonali due reazioni: combattere o scappare ma vi è una terza via quella dettata dal terrore ossia la paura della paura, il panico, che immobilizza inibisce l’organismo e la psiche lasciandoci alla completa mercè della minaccia. Della pandemia si deve avere paura ma non terrore, pensate se non si trovasse il fatidico o fatidici vaccini. Sono tanti i laboratori e le industrie farmaceutiche che collaborando e allo stesso tempo in concorrenza cercano di risolvere il problema … Ma non è detto per Aids non ci sono ancora riusciti e allora che fare se non conviverci?

Endorfine

Discipline come lo Yoga, il Qi gong di cui le tecniche delle varie scuole di tai ji quan sono pregne, come epure la variante occidentale (Il training autogeno sintesi semplificata e spogliata dei contenti mistici fra Yoga e Qi gong ) favoriscono la produzione di endorfine e quindi del senso di benessere.
Oltre ad aumentare la tolleranza al dolore le endorfine sono responsabili del:
senso di appagamento che insorge dopo un rapporto sessuale
controllo dell’appetito e dell’attività gastrointestinale
la termoregolazione
la regolazione del sonno
la regolazione del ciclo mestruale
e la secrezione di altri ormoni come GH, ACTH, prolattina, catecolamine e cortisolo
Le endorfine hanno la capacità di regalare piacere, gratificazione e felicità aiutando a sopportare meglio lo stress. Riduzione di ansia, arrabbiature e controllo dell’appetito sono ulteriori proprietà benefiche delle endorfine che hanno tra l’altro anche un potente effetto analgesico implicato nella ridotta percezione del dolore. La scienza ha confermato di l’interazione di queste sostanze con altri ormoni e neurotrasmettitori è alla base di numerosi aspetti della sfera psicologica e sessuale degli esseri umani e probabilmente anche degli Discipline come lo Yoga, il Qi gong di cui le tecniche delle varie scuole di tai ji quan sono pregne, come epure la variante occidentale (Il training autogeno sintesi semplificata e spogliata dei contenti mistici fra Yoga e Qi gong ) favoriscono la produzione di endorfine e quindi del senso di benessere.
ma cosa sono le endorfine? Queste sostanze sono preposte alla sensazione di appagamento prodotte naturalmente dal nostro corpo.
Le endorfine sono polipeptidi prodotti dal cervello caratterizzati da una potente attività analgesica ed eccitante. La loro azione è simile alla morfina e ad altre sostanze oppiacee senza procurarne gli effetti collaterali. Nonostante questo somigliano molto agli oppiacei per il tipo di analgesia indotta.
Attualmente si distingono attualmente quattro distinte classi di endorfine, dette rispettivamente “alfa”, “beta”, “gamma” e “delta”.
Queste sostanze sono sintetizzate nell’ipofisi, a livello surrenale e in alcuni tratti dell’apparato digerente. Questi peptidi hanno i loro recettori in varie zone del sistema nervoso centrale ove si concentrano soprattutto nelle aree deputate alla percezione dolorifica.
animali.
Il rilascio delle endorfine in circolo avviene in particolari circostanze come ad esempio l’attività fisica, durante terapie analgesiche come l’agopuntura, la coppettazione, l’elettrostimolazione e il massaggio sportivo.
L’attività delle endorfine nel controllo delle attività nervose è stato studiato ed il ruolo di queste sostanze per certi aspetti ha ancora delle lacune.
L’endorfine sono importanti regolatrici dell’umore. Durante situazioni particolarmente stressanti il nostro organismo cerca di difendersi rilasciando endorfine che da un lato aiutano a sopportare meglio il dolore e dall’altro influiscono positivamente sullo stato emotivo.
Alcune droghe, come l’eroina, creano forte dipendenza, proprio a causa dell’inibizione che esse creano sulla produzione endogena di endorfine. All’interno del nostro organismo l’eroina si sostituisce infatti al ruolo naturale di queste sostanze inibendone la produzione. Quando si sospende l’assunzione di questa micidiale droga, i livelli plasmatici di endorfine sono estremamente bassi e ciò si correla al senso di stanchezza, insoddisfazione e malessere generale che porta il drogato a ricercare una nuova dose; da quì nasce la vera dipendenza.
Fitback positivi nella pratica del tai ji generano gratificazione attraverso la produzione di endorfine. Le endorfine come si evince dalla parola sono delle sostanze affini alle morfine ma prodotte all’interno del nostro corpo. Si tratta di ormoni prodotti dal cervello, queste sostanze ovviamente essendo autoprodotte non hanno le controindicazioni dei composti dopanti artificiali. Le endorfine si producono anche dopo un’approvazione, una carezza, un abbraccio,un bacio, una musica gradevole, l’attività fisica ecc. Le endorfine hanno una potente azione analgesica e stimolante. Per ora si distinguono dome scritto sopra, quattro tipi di sostanze endorfiniche o classi: alfa, beta, gamma e delta la produzione avviene fra il surrene parte dell’apparato digerente e nell’ipofisi; si tratta di peptidi con numerosissimi terminali recettori sparsi per tutto il sistema nervoso. Le endorfine non servono solo a lenire la sensazione del dolore che in natura ha una sua funzionalità ma servono ala senso di appagamento nei rapporti sessuali, regolazione dell’apettito, regolazione del sonno, della temperatura, aiutano la secrezione di altri ormoni tipo: GH, ACTH, prolactina, calecotamine, cortisolo e naturalmente nelle donne la produzione del latte. Le endorfine non danno assuefazione ma tendono a diminuire il loro effetto in un tempo limitato, in fondo anche da un punto di vista psicologico filosofico, la felicità è per definizione “Effimera” Si tratta di una sensazione che presesenta una apeciedi picco emotivo, difficile da mantere nel tempo, se non sotto forma di ricordo, normalmente non si trova questa emozione se si rimane in una zona diconfort, qualsiasi sia l’attività in questione, e solo quando avviene un cambiamento da noi considerato positivo si hanno stimoli di tipo endorfinico. il segreto è nel cambiamento e nel costante lavoro magari graduale del cambiamento. La costanza nel cambiamento a livello fisiologico riferito all’attività fisica è di fatto l’allenamento.

Il sistema vestibolare nelle arti marziali

Nelle arti marziali l’equilibrio è tutto, persino stili poco compresi dai profani come quello dell’ubriaco che simula per confondere l’avversario proprio le difficoltà motorie di chi alza troppo il gomito necessità di un sistema vestibolare di tutto rispetto. Data la posizione eretta degli umani l’apparato uditivo non poteva che essere integrato con il sistema vestibolare, infatti istintivamente anche un neonato si volta verso un rumore per identificarlo, in natura è fondamentale riconoscere da che parte viene un rumore che sia il gorgoglio di un ruscello per trovare l’acqua, il verso di un animale, il frastuono del rotolare delle rocce di una frana o il semplice richiamo di aiuto. Il fatto che nell’orecchio interno ci sia un sitema integrato che sovarintende all’equilibrio e l’udito comporta anche che un improvviso intenso rumore può interaggire con l’equilibrio stesso. Dire orecchio è una parola in realtà si tratta di tre zone ben delimitate che lavorano in sinergia: l’orecchio esterno, l’orecchio medio e l’orecchio interno.
L’orecchio esterno parte dal padiglione si stringe in una aperttura di circa tre centimetri ad un canale che porta al meato acustico esterno, alla fine di questo canale troviamo il timpano dove inizia l’orecchio medio costituito fondamentalmente dal sistema di ossicini più piccoli del corpo umano detti: martello incudine, staffa, e appena sopra i tre canali semicircolari ossei con la chiocciola ; la staffa a sua si connette meccanicamente con l’orecchio interno che è sede sia del riconoscimento della posizione dello spazio che della trasmissione delle onde sonore che attraverso il nervo acustico invia i segnali sotto forma di impulsi bioelettrici al cervelletto e il cervello vero e proprio. Tutto il sistema è soggetto alle vibrazioni che quando divengono ampi sono dei veri e spostamenti. Sopra la staffa nell’orecchio interno si trovano tre canali semicircolari che si sviluppano su tre piani spaziali, ogni canale è responsabile per il rispettivo piano ma contemporaneamente si integrano in un’unica informativa rispetto alla velocità angolare anche per far riconoscere la posizione, in realtà i canali hanno tre rispettive ampolle organizzate per l’equilibrio in movimento e si relazionano con il riferimento per la posizione della testa controllata da un altra ampolla o meglio un utricolo ed un vestibolo. Le onde sonore non sono altro che variazioni di pressione entrano nell’orecchio esterno e giungono al timpano, quando passano la membrana vengono amplificate e a seconda della frequenza vengono captate in diverse zone nella struttura della chiocciola, l’intima connessione fisica fra chiocciola e i canali semicircolari fanno intuire quanto una forte pressione interferisca sia con l’udito che con l’equilibrio. Responsabili materialmente della trasmissione delle sensazioni spaziali sono delle piccolissime strutture dette statoconi immersi in una sostanza gelatinosa proteica che prende il nome di otolita, la pressione e il suo cambiamento sulla struttura sottostante chiamata cellula capelluta fà partire l’informazione ai nervi sensitivi verso il sistema centrale e cervelletto per la corretta risposta correttiva. Gli astronauti che hanno lunghe permanenze in assenza di gravità o microgravità una volta tornati sulla Terra a parte un’altra lunga serie di problematiche legate a tutta l’idraulica dei fluidi corporei e la demineralizzazione delle ossa non hanno riferimenti gravitazionali da parte degli otoliti sulla cellula capelluta per cui non è solo la mancanza di tono muscolare a non farli sorreggere in stazione eretta ma la tendenza all’atrofia del sistema vestibolare che tende divenire più simile a quello dei pesci. se un soggetto viene bendato riesce comunque a comprendere se trovandosi su un ascensore sale o scende come se trovandosi in un’autoveicolo questo accelera, curva o frena. Un ottimo allenamento nelle arti marziali è quello della privazione sensoriale, proprio bendando l’atleta e togliendo la conferma visiva si affida la percezione dello spazio alle sole informazioni dell’orecchio, quando si riprendono le condizioni normali la sicurezza dei movimenti nello spazio ne giova immediatamente. Sempre nelle arti marziali i praticanti sanno che un colpo portato alle orecchie inibisce l’orientamento, porta anche ad una parziale sordità, anche un rumore molto forte come uno sparo fà persistere una sorta di acufenia caratterizzata dal percepire un fischio acuto per diversi minuti. fortunatamente le persone ipoudenti se non del tutto sorde non hanno problemi all’apparato vestibolare dell’orecchio, perchè pur in comunicazione i due sistemi possono funzionare in completa autonomia soprattutto a livello della trasmissione nervosa; per cui ci possono essere degli eccellenti atleti che anzi sono addirittura più concentrati dei normo-dotati in quanto nessun rumore li distrae.
Fabrizio Botteghi

Applicazioni terapeutiche del tai ji

L’applicazione delle tecniche tai ji quan nella pratica fisioterapico-riabilitativa per essere credibile deve passare necessariamente attraverso un approccio di tipo scientifico; questo anche se promuove cambiamenti seppur minimi ma comunque significativi è e deve essere per definizione misurabile non solo a livello qualitativo ma quantitativo. Ovviamente la resilienza di ogni essere vivente non può essere uguale per tutti tuttavia gli effetti devono poter essere duplicati e applicati in una certa misura su tutti. Fuori dell’ Italia e non solo nella Repubblica Popolare Cinese, è abbastanza comune che questa pratica sia considerata parte integrante del percorso riabilitativo dopo traumi fisici che hanno portato i pazienti fino alla condizione di coma. Negli U.S.A. L’American College of Reumatology ha approntato e relazionato abbondantemente e per periodi variabili soggetti che praticavano tai ji con altri che non lo praticavano rispetto a parità di sintomatologia artritica. Il Tai ji può spingersi oltre, Purtroppo è noto che la condizione di incoscienza crea danni direttamente proporzionali al tempo in cui si rimane in tale situazione, la situazione migliora sensibilmente quando il coma è indotto farmacologicamente per lenire sofferenze inutili tali da mettere da sole il paziente in pericolo di vita, come per i grandi ustionati. Nella nostra nazione vi sono alcune realtà che fanno da apri pista.
Le condizioni iniziali per una corretta pratica del tai ji quan e di quello che viene definito qi gong richiedono comunque una senzienza di quello che si cerca di raggiungere, il corpo rimane flessibile, rilassato ma tonico, si tratta di imitare le movenze di un felino, i gatti sembrano sempre rilassati a volte stanchi ma improvvisamente sono in grado di generare contrazioni esplosive, come è normale perchè è proprio quando un muscolo è depolarizzato che può essere stimolato al massimo senza gli antagonisti che ne frenino l’azione. Durante la gestualità anche quando si evince la forza non viene mai incentivata la rigidità e tantomeno l’inerzia. La calma la quasi assenza d’inerzia costringono il sistema vestibolare ad immagazzinare le istruzioni propriocettive più dettagliate; abinati al movimento il respiro e lo sguado sono parte integrante di tutti i sistemi tai ji, a partire dai piedi che fanno da radice, l’attenzione deve passare per le gambe, le anche, attraverso la colonna vertebrale in alto verso le braccia le mani ma nessuna di queste stazioni compreso lo sguardo e il respiro deve sovrastare gli altri. si tratta di un complesso gioco di equilibrio.
Le dinamiche e le traiettorie del movimento nel tai ji sono riconducibili al celebre disegno dell’ “Uomo vitruviano” di Leonardo Da Vinci ma rivisitato in tre dimensioni. Gli arti inferiori tendono a spostarsi secondo un piano quadrato mentre quelli superiori secondo moti circolari più o meno ampi a seconda dell’esigenza della tecnica e della particolare scuola di stile, in generale si possono di stinguere piccole, medie e grandi rotazioni. Il principio meccanico della maniera di muovere le articolazioni sempre incline alla rotondità è dovuto all’intuizione che tutte le strutture articolari si snodano con contatti lunari, semilunari o emisferici, quindi una gestualità che asseconda tali strutture è meno traumatica e permette un controllo maggiore dell’equilibrio, infatti non abbiamo ingranaggi ma più che altro strutture che sono assimilabili a cuscinetti a sfera, l’ideale in meccanica per ridurre al massimo gli attriti salvo gli esperimenti con le ceramiche superconduttrici che in realtà non fanno toccare affatto le superfici in relazione. Un ingranaggio ci farebbe muovere a scatti mentre nel tai ji a parte particolari tecniche che non riguardano certo la riabilitazione la ricerca della rotondità, la sinuoasità, la continuità e la precisione sono l’asse portante.
Come fà un’arte marziale quindi per definizione concepita per il combattimento a trasformarsi in tecnica riabilitativa? La risposta è relativamente semplice i maestri cinesi intuirono che per far imparare al meglio la correttezza dei gesti era necessario privarli del falso aiuto dell’inerzia, ovviamente questo è impossibile a livello assoluto ma ci si può avvicinare rallentando di molto la velocità, questo non significa affatto tali tecniche a livello marziale debbano essere applicate così lentamente. Fra i maestri che introdussero e promossero con maggior successo questo allenamento rallentato possiamo annoverare Yan Lu Chan, Lo stile Yang è quello che si è diffuso maggiormente nel mondo intorno agli anni 20 quando molte delegazioni straniere occidentali frequentavano i già grandi agglomerati divenuti megalopoli come Shangai, Pechino e Canton tuttavia tutte le scuole di tai ji dalla provincia dell’Henan al Wuhan adottano l’addestramento rallentato; questo sistema è pargonabile ai vecchi sistemi di registrazione vhs che potevano essere incisi a bassa risoluzione facendo durare maggiormente la registrazione a scapito della definizione o ad alta risoluzione consumando più nastro per tempo ma con il vantaggio di una nitidezza decisamente migliore. Rallentare i movimenti permette al cervello e a tutto il sistema vestibolare di immagazzinare un maggor numero di informazioni ottenendo una maggiore precisione seduta dopo seduta, come molti gesti atletici il praticante entrerà veramente nella condizione ideale quando non dovrà più pensare alla succesione dei movimenti, questi fluiranno automaticamente e a questo punto l’attenzione sarà indirizzata verso l’armonia fra azione e respirazione. A livello terapeutico si possono ulteriormente sezionare le tecniche in piccoli microgruppi di facile memorizzazione che possono essere ripetuti nei 4 punti cardinali e nei due sensi di rotazione per rispetto della simmetria. Il bello del tai ji quan è che padroneggiando una sequenza la si può praticare da soli, in gruppo praticamente ovunque, ci si può ritagliare un piccolo spazio temporale dedicato solo se stessi che nessuno potrà mai rubare, chi desidera studiare ulteriormente l’arte nell’approfondimento scoprirà le implicazioni marziali che ovviamente non saranno eseguite nella applicazione pratica con la lentezza dell’allenamento iniziale.
ferroeseta.com

 

Ma anche no!

Unire, mischiare, integrare le arti marziali a parte che è sempre stato fatto sin dagli albori della storia umana, attualmente per quello che sono divenute le arti marziali e gli sport da combattimento da cui derivano tali pratiche assumono altri significati, giustificazioni, valenze e pesi economici. Io direi “Ma anche no!” Una sorta di frenesia come quella alimentare degli squali quando si contendono la carcassa scarrocciante di una balena semisommersa alla deriva spinge un numero considerevole di nuovi fenomeni e profeti delle arti marziali e degli sport da combattimento ad inventare, riscoprire, mischiare o se preferite contaminare arti marziali con altro: danza, aerobica e ancor di più ovviamente stili con stili sempre sicuri di aver scelto il meglio di ogniuno scartando quello che ritengono inutile, innescando a mio parere un processo ossidoriduttivo di tutto il settore. A Roma si dice: buttarla in caciara quando non si vuole far capire niente e continuare a fare i proprio comodi, prendendo le arti marziali e gli sport da combattimento fondamentalmente come una fonte di reddito; peccato che nel frattempo le ossa del cetaceo scarnificato di riferimento si sono adagiate sul fondo dell’abisso. Adeguare le arti marziali alle esigenze del mercato, privarle dell’aspetto morale, delle peculiarità specifiche di stile, non le migliora ma le appiattisce. Il segreto della sopravvivenza in natura è nella bio-diversità perchè ostinarsi ad accorpare metodi e filosofie talvolta opposti per avere un risultato che una generazione dopo l’altra toglie tecnica alla tecnica e si attesta su posizioni che esaltano solo la prestanza fisica. Fermo restando che ognuno è libero di fare le sue scelte. C’è da segnalare inoltre che se proprio vogliamo fare ricerca nel settore c’erano e ci sono in italia delle arti marziali autoctone, in Sardegna, Sicilia nell’antica Roma ed anche queste dovrebbero essere preservate e non mistificate. Ogni giorno c’é chi ridicolizza il settore sentendosi il Bruce Li del momento ma io non vedo tutti questi super uomini. Naturalmente in una pseudo-democrazia ribadisco che ogniuno è libero di credere e fare ciò che vuole, d’altra parte si identifica il termine come sinonimo di fare tutto ciò che è di proprio piacimento tralasciando il particolare di non ostacolare gli altri; tuttavia se ci sono ancora personaggi che spinti da uno spirito innovatore volessero inventare, codificare, migliorare il panorama marziale con altro, perchè ne sentano l’esigenza, tengano a mente il seguente elenco senza che questo rappresenti una preferenza, un giudizio o qualsiasi altra cosa. Auguri:
Lotta Greco Romana; lotta Libera; Boxe; Kara Te ( Shotokan, Wado Ryu Go Jiu Ryu, Shinto Ryu ); Shorinjiri Kempo; Kick Boxing; Wing Chun; Ving Chun; Ving Chun Evolution; Jeet Kune Do; Iaido; Kobudo; Ken Do; Tang Su Do; Penkat; Silat; Kalariparyattu; Kushti; Arti Marziali Europee; Italian Knife Fencing; Hilot Sdoma; Iscudi; Bastone Siciliano; Paranza Corta; Tafang Tao, Systema Brasil Ryu; Systema; Ju ji Tzu; Brasilian Jiu Ji Tzu; MMA; Sambo; Spartan Fight; Krav Maga; Muay Thai; Matajan; Eskrima, Viet Vo Dao; Qwan Ki Do; Tae Kwon Do; Npiama; Letwey; Capoeira (Nago, Regional) ; Kick Boxing; Hikite; Ikite; Scherma; Pancrazio; Lotta Senegalese; Dambe; Lotta Nuba; Vajara Shen Do; Okichitaw; Angampora; Choi Kwan Do; Ssireum; Thang Ta; Sumo; Kombatan; Maculele; Aratoa; Ktm Kahuana; Lua; Liu Bo; Corra Hwarag Do. A livello mondiale Credo di averne certamente dimenticato qualcuno.
Poi C’é il mondo delle arti marziali cinesi che a livello famigliare superano i 600 stili i più riconosciuti: Shao Lin (Una ventina di sottosistemi che vanno dal Tai ji all’acrobatico); Tai ji Quan (Yang, Chen, Sun, Wu, Hao); Pa Kua Quan; Hou Quan; Hung Gar, Choy Li Fut ; Shuai Jiao; Xingy Quan; Liu He Ba Fan Quan; Wu Tao; Bai Ji Quan; Fan Zi Quan; Hong Jia; Meihua Quan; Bai Mei Quan; Tong Bei Quan; Lan Shou Men; Gou Jia Quan; Fei Hu Quan; Ying Men Quan; Ke Jia Quan; Rou Gong Men; Sun Bin Quan; San Huang Pao Chui; Ba Fa Quan; Ming Tang Quan; Mi Zong Quan; Di Tang Quan; Da Shen Pi Guan Men; Houquan; Zuijiuquan; Houquan; Heihuquan; Huquan; Longquan; Shequan; Niuquan; Tanglangquan. Inoltre vi è il Wu shu moderno con le sue codifiche ( Chang Quan Nan Quan Tai Ji Quan con le loro relative armi tradizionali).

Alternative di allenamento

Negli sport da combattimento e nelle arti marziali può accadere di andare incontro ad infortunio a carico della zona carpale. Chi lavora spesso con i pugni sà di cosa parlo, alle volte nonostante le precauzioni, come un bendaggio ben fatto e la qualità dei guantoni può verificarsi comunque una microlesione con relativo versamento che ha come primo risultato l’impossibilità di praticare allenamento al sacco o con qualsiasi altro supporto. In genere questo tipo di traumi si risolvono in uno o due mesi, un tempo che un agonista non può certo permettersi se non a discapito della perdita della forma fisica e soprattutto della risposta fisiologica alla fatica. Il mio consiglio in questi casi è quello di allenarsi lo stesso dedicando l’attenzione ad altri distretti muscolari: un settore che spesso si trascura, ed un’altra che permette l’alternativa fisiolgica generale al sistema metabolico necessario per il combattimento sportivo. Le spalle per chi tira pugni tendono a portarsi in avanti e ma modificare la struttura della della cuffia dei rotatori, questo fenomeno nel tempo compromette il range d’azione dell’articolazione; si può ovviare a questo inconveniente dedicandosi ad allenare i pettorali alla massima contrazione e minimo allungamento; mentre i deltoidi posteriori i sovraspinati, l’infraspinati ,i grandi rotondi ed il piccoli rotondi si dovranno allenare alla massima contrazione e minimo allungamento, questo sistema riallinerà ed in ogni caso stabilizzerà ulteriormente le spalle riallineando la testa degli omeri ai cercini delle scapole. Per quanto riguarda la risposta fisiologica si può andare a correre su una distanza sufficientemente lunga, sui 5 Km di cui i primi due percorsi ad un passo tranquillo e regolare e gli altri tre inserendo tratti in progressione ogni due minuti che diventeranno verso la fine sempre più assimilabili a scatti per almeno 30 secondi.
Fabrizio Botteghi

In combat sports and martial arts, it may happen to suffer an injury to the carpal area. Those who often work with their fists know what I mean, sometimes despite the precautions, such as a well-made bandage and the quality of the gloves, however, a micro-injury with relative spillage can occur, which has as a first result the impossibility of practicing bag training or with any other media. Typically this type of trauma resolves in one or two months, a time that an agonist can certainly not afford except at the expense of loss of physical form and above all of the physiological response to fatigue. My advice in these cases is to train the same by dedicating attention to other muscle districts: one sector that is often overlooked, and another that allows the general physiological alternative to the metabolic system necessary for sports combat. The shoulders for those who throw punches tend to move forward and but change the structure of the rotator cuff, this phenomenon over time compromises the range of action of the joint; this inconvenience can be avoided by dedicating oneself to training the pectorals at maximum contraction and minimum elongation; while the posterior deltoids the supraspinatus, the infraspinatus, the large rotunda and the small rotunda will have to train at maximum contraction and minimum elongation, this system will realign and in any case further stabilize the shoulders by realigning the head of the humerus to the seekers of the shoulder blades. As far as the physiological response is concerned, you can go running on a sufficiently long distance, on the 5 Km of which the first two routes at a calm and regular pace and the other three by inserting sections in progression every two minutes that will become more and more towards the end similar to jerks for at least 30 seconds.
Fabrizio Botteghi