Le arti marziali nel pozzo

Il mondo visto da un pozzo o meglio il cielo che si intravede guardando in alto è solo una porzione circolare della volta celeste e se uno è sempre vissuto in tale angusta dimora quello che vede è tutto il suo mondo e come sopra di lui è tutto il suo cielo. Le arti marziali non sono immuni da paragoni che calzano con la descrizione appena enunciata, ogni stile, metodo, scuola e maestro hanno delle certezze all’interno delle quali nessuno osa insinuare il dubbio. Tutti i metodi sono buoni se studiati e perseguiti con dedizione ma ci vorrebbe un p’ò meno ortodossia nell’enunciare che tale stile è nettamente superiore all’altro poichè molto se non tutto dipende da chi lo pratica. le arti marziali cinesi per esempio nella loro vastità tendono a non soffermarsi troppo sul combattimento a terra, in quanto considerata, ultima ratio, e fuori da un’ottica che potremmo definire cavalleresca, tuttavia esistono le tecniche a terra ma vengono poco usate sia nella parte sportiva dove sono state del tutto abolite almeno per adesso con il fermo dell’intervento dell’arbitro; a livello difensivo viene considerato poco sicuro portare lo scontro deliberatamente a terra in una collutazione troppo ravvicinata nel, reale, la possibilità di ricevere coltellate, cacciavitate e morsi è troppo alta, si pensa più ad una difesa a terrra simile a quella che attuerebbe un felino difendendo la schiena e il collo ma sempre cercando di astenersi al contatto contiguo. Quando uno frequenta un kwon o dojio che dir si voglia ha purtroppo la condizione del mondo visto nel pozzo ma tutti sappiamo che il cielo è immensamente più grande della porzione visibile dal fondo di un buco.

Fabrzio Botteghi

Massa critica

Nell’ambito dei corsi in palestra vi è una regola non scritta ma valida per qualsiasi disciplina e riguarda verso l’alto e verso il basso il concetto di ” Massa critica” i corsi che sono seguiti da poche persone sono a forte rischio di estinzione, perchè chi viene vedere per farsi un’idea di cosa lo aspetta è fortemente condizionato dal numero dei partecipanti che nel caso si stia parlando di un neofita potrebbe non aver altri termini di paragone che l’idea di un corso è buono se è seguito da molte persone, in queste condizioni sentire istruttori che continuano pedessiquamente ad asserire di non aver bisogno di pubblicità, i clienti vengono con il passaparola è triste; al contrario ci si iscrive più volentieri quando il corso appare sovraffollato, a questo punto si deve trovare un rimedio per poter accedere ad altri spazi altrimenti si perde la cosidetta, clientela. La massa critica è fondamentale in natura, determina l’estizione o la sopravvivenza delle speci, anche in fisica certi materiali assumono un potenziale instabile solo con una certa massa. Per quanto riguarda le arti marziali cinesi vi è ancora una grande confusione fra quello che propinano i media, quello che da cinese è divenuto statunitense e ripropinato, quello che è stato rielaborato da altri maestri occidentali con la presunzione di essere il meglio di uno più stili, quello di capi scuola “Fai da te” che si inventano di sana pianta delle sequenze, lo dichiarano anche e vengono anche accettati negli enti di promozione e federazioni ecc. vi siete mai chiesti come mai in Italia che non è propriamente un paese di “Leoni ” vi siano un numero spropositato di grandi maestri piuttosto giovani di nono o decimo livello? ma in oriente è così? non credo proprio sia in Giappone ancora meno in Cina l’idea dei gradi sulla cintura sono un risvolto più commerciale e secondariamente di riconoscimento, certo con un numero di praticanti sempre in crescita occorre monitorare quello che si insegna e come viene appreso. Vale ancora molto in Cina l’idea che la cintura serve a tenere su i pantaloni, in caso di necessità non è che uno scontro lo eviti perchè hai la cintura più elevata, in natura vince l’alce che ha i palchi più grossi, il leone più forte e veloce, insomma lo devi sempre dimostrare quello che vali.

Differenze fra addestramento e allenamento

Le differenze tra addestramento e allenamento anche ai profani possono sembrare sinonimi, va ricercata negli obbiettivi che si prefiggono. L’addestramento è quasi sinonimo dell’ inquadramento, ossia ottenere uno standard minimo ed intercambiabile; questo minimo in realtà può essere anche spostato verso l’alto come nel caso dei corpi militari di elite. Nell’antica Roma le legioni avevano particolari tecniche per ogni specializzazione militare , per i fanti oltre che la nota formazione a tortuga di protezione avevano messo a punto un sistema di turnazione sulla prima linea di combattimento all’arma bianca, tale sistema era sincroniazzato e ad un comando metteva sempre uomini freschi dopo pochi minuti di combattimento, contro uno schieramento che invece aveva sempre gli stessi sempre più stanchi e quindi più lenti; i romani evidentemente sapevano che nessun uomo può tenere ritmi elevati di potenza e velocità se non per limitati periodi di tempo, è evidente che per fare questo occorre muoversi all’unisono ed essere per usare un gergo moderno formattati nell’uguaglianza. L’allenamento invece di ricercare l’uguaglianza esalta la diversità, il miglioramento continuo, spinge a far emergere l’individuo dalla massa, da se stessi e giorno dopo giorno; per fare questo l’atleta letteralmente violenta il corpo instaurando delle vere e proprie tempeste ormonali che andranno di volta in volta a modificare la fisiologia scheletrica, muscolare e neurale in modo che gli adattamenti permettano di sopportare più agevolmente le sollecitazioni. Allenare significa stressare, per questo sono altrettanto importanti le sedute di rilassamento, senza le quali si finirebbe presto nel gorgo del super-allenamento che in un paragone automobilistico equivarrebbe a correre con un’auto scarburata.
Fabrizio Botteghi
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The differences between practice and training laypersons may seem synonymous, it must be sought in the objectives they pursue. The practice is almost synonymous of classification, namely to obtain a minimum standard and interchangeable; this minimum actually can also be moved upwardly as in the case of military corps of elite. In ancient Rome the legions had special techniques for each specialization military, for the soldiers in addition to the known safety training at “Tortuga” had developed a shift system on the front line of combat with cutting weapons, and this system was sincroniazzato a command always put fresh men after a few minutes of fighting, against a side that had however always the same more and more tired and therefore slower; The Romans apparently knew that no man can keep a high rate of speed and power except for limited periods of time, it is clear that to do this you must move in unison and be formatted to use modern jargon equality. The workout in training is instead of seeking equality enhances diversity, continuous improvement, drives to the emergence of the individual from the mass, from themselves and day after day; to do this the athlete literally violent body establishing real hormonal storms that will from time to time to change the physiology of skeletal, muscular and neural adaptations so that it possible to withstand the stresses more easily. Coaching means stress, so they are just as important as relaxation sessions, without which we would end soon in the whirlpool of super-workout that with an automotive comparison would be to run with a car with no carburation.
Fabrizio Botteghi
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Arti marziali e sport da combattimento

Occorre dirimere e classificare tra le arti marziali e sport da combattimento dalle quali derivano. Le arti marziali hanno nella loro origine il DNA del guerriero che deve aggiungere al fatto di essere vincente anche il non trascurabile dettaglio di portare a casa la pelle; questo le inquadra fra le discipline che devono passare per necessità di comunità di intenti attraverso un percorso addestrativo di base che assicuri uno standard che altrimenti ai tempi delle battaglie corpo a corpo non permetteva sinergie fra le truppe, parimenti è del mondo marziale il concetto di moralità e compassione per il nemico sconfitto anche se culturalmente questo presenta differenti risvolti. Odiernamente, con la avvento delle armi da fuoco e tecnologie sempre più evolute, profuse a piene mani quando si tratta di fare del male non ci si risparmia, le arti marziali, sono rivolte principalmente al campo della difesa personale e protezione dei più deboli, rimangono sempre le basi addestrative ma si possono incrementare con pratiche atletiche che vanno migliorare le performance personali. Gli sport da combattimento, sono il risvolto sportivo delle arti marziali, e si avvalgono di regole, almeno sulla carta certe per mantenere il combattimento su un piano sportivo moralmente accettabile, anche per questa ragione chi pratica gli sport da combattimento tende subito ad un approccio di tipo atletico, anche quì in genere gli insegnanti se bravi insistono sulla moralità, correttezza e lealtà. Per fare degli esempi concreti: il Ju do è l’evoluzione sportiva del Ju Ji Tsu; la kick box del Kara Te; e il Sanda del Kung Fu. Fondamentalmente le differenze pratiche sono che se nel contesto marziale può essere necessario ritirarsi per salvarsi la vita nel campo sportivo equivarrebbe a perdere l’incontro; inoltre mentre a livello marziale è normale che uno si abitui a combattere con categorie di peso differenti intervenendo a livello articolare e i punti particolarmente sensibili, nello sport al contrario queste tecniche sono severamente bandite e producono penalità, trattandosi di un combattimento con delle limitazioni anche dove è contemplato il contatto pieno i combattimenti sono divisi per categorie di peso, sempre per l’incolumità degli atleti, non vorrei però generare dubbi, incolumità, non significa affatto che i contendenti non se le diano di santa ragione, non parliamo di Curling ovviamente! Anche per quanto riguarda l’uso delle armi nel tiro con l’arco, anticamente si usato in guerra e caccia, odiernamente solo in quest’ultima, tuttavia c’è anche l’aspetto sportivo di tipo Olimpico che per esasprare il centro dei target impone l’arciere fermo acolpire un paglione anch’esso fisso, cosa alquanto differente dalla situazione naturale della caccia dove animale e uomo corrono e si inseguono.

Fabrizio Botteghi

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Arti marziali e giochi di prestigio

Nel campo delle arti marziali più che negli sport da combattimento la presenza di mistificazione è notevole e riconoscibile dagli addetti ai lavori ma molto meno da chi si affaccia per le prime volte a tali discipline. Se poi si scende ancora nello specifico negli infiniti gironi delle arti marziali cinesi, nella melassa delle sue contraddizioni la mistificazione si sposa con la prestidigitazione e l’illusionismo, per illusione non intendo riferirmi alle tecniche elusive ma al modo di porsi di sedicenti maestri, quì la realtà supera la fantasia, ci sono infatti un numero considerevole di insegnanti che pur avendo praticato pochi anni, in qualche modo fanno l’azzardo di mettersi in proprio cercando di costruirsi un passato con qualsiasi mezzo, dall’affiliazione all’ente di promozione più conveniente, alle fotografie ripassate con photoshop, depilazioni per apparire più giovani con il petto glabro, fanno i fotomodelli più che far vedere almeno un assaggio delle loro capacità o fotografie reali riprese a Seattle nel cimitero accanto alla tomba di Bruce li, ad evocare l’idea che se uno fà questo deve essere per forza autentico. Purtroppo chi fà le spese di questa situazione è sempre l’utenza che giustamente tende per definizione a credere quello che gli viene proposto se ben inpiattato. Non ci sono federazioni, enti di promozione ne presentazioni sui social che possano garantire più del 50% di quello che promettono, la regola aurea delle federazioni, anche quelle riconosciute dal C.O.N.I. è quella di accettare il pagamento delle quote di iscrizione e fanno poco altro se non equiparare tutti gli sport assimilandoli ad immagine e somiglianza del Calcio, cosa improponibile sia da un punto di vista organizzativo, economico, e dalle necessità di allenamento; non resta una volta incuriositi che andare di persona a vedere come ci si allena nella palestra che si è scelta, controllare se il maestro si allena con gli allievi, che tipo di tranfer intercorre fra insegnate e studenti o se l’apprendimento vero e proprio avviane attraverso, terze parti, per mezzo ulteriori stages con altri insegnanti. Per quale motivo se non ad alto livello ci si iscrive in una palestra con un maestro per poi imparare da una terza persona? Usiamo il cervello se non altro per evitare una levitazione dei costi.

Fabrizio Botteghi

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Bullismo nel 2017?

Bullismo? Ma veramente si può credere che si possa sconfiggere il cosidetto fenomeno del bullismo con la cultura? Vi risulta che “La gente di cultura” Non commette omicidi? Le chiacchiere da salotto, l’intervento delle istituzioni, la magistratura, la presenza sul territorio delle forze dell’ordine, come se fosse possibile anche nella migliore delle situazioni dovrebbe esserci un poliziotto per ogni essere umano, in una situazione di onnipresenza, per poi chi di poter  controllare tutto con la tecnologia gli posso rammentare che i più grandi attentati sono stati eseguiti proprio sotto gli obbiettivi delle telecamere; in un certo senso anche i bulli in particolare in branco pare amino postare le loro bravate sui social aggiungendo demenza al stupidità; è in genere questo tipo di bravate li fà cadere nella rete degli inquirenti ma sempre dopo che i fatti sono accaduti. Iscriversi ad una buona palestra di arti marziali è la risposta vincente per stroncare sul nascere qualsiasi “Goliardia” Sconfinante nel reato vero e proprio, che non ha un margine definito ma è credetemi estremamente nebuloso.

Fabrizio Botteghi

Impigement

Purtroppo la sindrome da impigement della spalla o conflitto acromiale non è al solo appannaggio del il voley , il tennis o il kayak, ma si estende anche a sport da combattimento e le arti marziali. In genere la responsabilità di questa patologia è da imputare principalmente ai tendini del sovraspinato e infraspinato che troppo o mal sollecitati si infiammano e modificano l’assetto della cuffia dei rotatori, la cuffia dei rotatori è oltrettutto prossima al nervo radiale che si estende per tutto il braccio. La funzionalità articolare diminuita nel suo range porta la muscolatura ad utilizzare tutta la catena muscolare interessata in un modo a dir poco antalgico se non sbagliato, con una diminuzione significativa della forza e della resistenza, oltretutto questa sindrome è sempre associata a dolori persistenti anche in fase notturna. Nelle arti marziali analizzando il gesto del pugno diretto è fondamentale che il movimento sia accompagnato dalla rotazione dell’anca, consequentemente di parte del busto e rotazione ed avanzamento della spalla con protrusione della clavicola nella direzione dello stesso, in modo che a fine corsa omero e clavicola si trovino sulla stessa direttrice, in tal modo la forza centrifuga del pugno che si allontana verso l’avversario sia trattenuta da quella centripeta esercitata dalla cuffia dei rotatori e i legamenti, questa è la posizione finale che crea lo stress minimo per l’articolazione, tutte le altre soluzioni maggiormente rigide sono comunque più lesionanti; si deve pensare alle migliaia di volte che un atleta dl settore ripete il gesto nell’arco di anni. In effetti ogni colpo, specialmente quelli a vuoto tendono a creare un microtrauma che può lesionare le varie strutture della complessa enartosi ad incastro lasso più mobile di cui siamo in possesso. Una grande verità conosciuta in geriatria, è che i muscoli più piccoli coinvolti nella spalla ma non per questo meno importanti tendono negli anni all’atrofia e vengono sopraffatti dalla trazione delle strutture muscolari di maggior volume primi fra tutti pettorali con il risultato estetico di incurvare il busto in avanti e conferire il tipico aspetto delle persone anziane piegate in avanti. L’importanza dei piccoli muscoli della spalla non è solo estetica, in effetti queste piccole strutture muscolari profonde sono anche quelle iniziano il movimento dell’articolazione e ne affinano la precisione, in effetti subito dopo si inserisce l’azione del muscolo pennato deltoide, molto più forte e superficiale. Il deltoide si divide in tre sezioni, anteriore mediale e posteriore, generalmente nel porsi di fronte all’avversario si sviluppano maggiormente le prime due sezioni con la tendenza a tralasciare la sezione posteriore che nonostante sia costituita principalmente di fibre rosse e quindi lente ha una enorme funzione stabilizzatrice e coaudivante. I piccoli muscoli a cui dobbiamo molta più attenzione se vogliamo allenarci per molto tempo anche in età avanzata sono: Il sovraspinato, l’infraspinato, il piccolo rotondo, il sottoscapolare, non dimentichiamoci anche il bicipite brachiale, il grande rotondo e il piccolo pettorale. Il mio consiglio è allenare questi gruppi muscolari cercando ove possibile di isolarne il gesto per poi ripeterlo in sinergia con gli altri apparati. Lavorando con gradualità con l’ausilio di carichi naturali, sovraccarichi di pesi o resistenze elastiche è fondamentale per la longevità atletica essere costanti nel mantere la funzionalità della cuffia dei rotatori.
Fabrizio Botteghi

Messaggio irritante

Un fenomeno veramente irritante nel mondo delle arti marziali sono le pubblicazioni di libri redatti sull’argomento da chi non è addetto ai lavori, La carta stampata ed il web, credetemi ne è saturo, si tratta di personaggi che raccolgono notizie con il block notes o tecnologie più moderne per poi riversarle commentandole come fossero esperienze personali, anche se mi è capitato di leggere, la qualunque, il bello è che se ben scritto può essere tutto credibile. alcune pubblicazioni sono anche rilegate elegantemente e se le fanno anche pagare profumatamente. Il fenomeno non è certo nuovo ed è stato utilizzato anche in altri campi, il problema è che non essendo farina del proprio sacco alla fine il messaggio diventa un esercizio stilistico se non un copia incolla leggermente modificato, per smascherare tali comportamenti non sempre il lettore appassionato dell’argomento ha gli strumenti per rendersi conto dove finisce la realtà e comincia la fantasia, spesso ci sono riferimenti ad altri libri, citazioni di altri maestri, periodi storici embricatisi nell’affollato panorama storico orientale ed in particolare nello scacchiere cinese. La stessa attenzione che in quasi tutte le palestre di arti marziali cinesi viene riversata sullo storico del proprio insegnante, i suoi studi i suoi maestri le scuole, i viaggi, le gare, per dare garanzia della bontà del prodotto si offrono immagini che però non danno in realtà alcuna sicurezza del metodo di insegnamento e delle capacità specifiche di chi opera, sarebbe molto più esplicativo un breve filmato durante la lezione o vedere il maestro durante una performance piuttosto che chiacchiere, diplomi e cinture: le chiacchiere muovono l’aria, i diplomi se li bruci ti scaldi e con le cinture tengono su i pantaloni. Quello che resta è ciò che hai dentro, sei padrone di una tecnica è tua e nessuno te la potrà mai togliere. Oggi o si scrive con formattazione stile web, togliendo, scartando, sintetizzando e nella sostanza lasciando l’argomento sempre a livello superficiale o si scrivono libri alla Leone Tolstoi in cui perdersi senza mai più ritrovarsi; un medico può disquisire di argomenti inerenti la medicina, un cuoco sulla destrezza ai fornelli e forse un maestro di arti marziali della sua esperienza. Un indizio su chi scrive e talvolta su chi insegna lo può dare, le physique du role, se in qualche immagine appare l’autore o avete occasione di incontrarlo, vi potete fare un’idea della sua forma fisica, se è scadente qualche dubbio dovrebbe affiorare. Rammentiamo che questo è il paese che ha dato i natali a Carlo Lorenzini, in arte Carlo Collodi, non è mica un caso che per Pinocchio l’argomento sono le bugie, come non lo è che la sua favola è conosciuta e tradotta in tutto il mondo, dire le bugie fà parte dell’attitudine umana all’opportunismo, talvolta si vive l’intera vita fra di bugie, una bella menzogna per essere credibile necessita di un substrato di verità ed è questa la metodica adottata da questi scrittori pseudomarziali.
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by Fabrizio Botteghi

Sfregio

Vorrei chiarire il concetto di sfregio che fà rima con spregio e pare un concetto nebuloso alle nuove generazioni, tese alla caccia delle opportunità a tutti i  costi compreso quello della sopraffazione. Sfregio significa taglio che deturpa in particolare il viso, una parte molto in evidenza, quindi che non può essere nascosta, ogni volta che ci si specchia viene rimarcata, in senso più allargato e letterale fanno parte dello sfregio tutte quelle azioni che in qualche modo umiliano la parte offesa a scopo gratuito, con l’intento di togliere ogni moto di reazione, fare uno sfregio a qualcuno anche in tempo di guerra sposta tutto sul lato personale ed è a quella sede che se ne deve rispondere.

Fabrizio Botteghi

Wushu teacher & Charisma

Il “Carisma” nel wu shu é dato dalla figura del maestro all’interno del Kwon (Palestra) e naturalmente a livello mediatico dalla figura dell’attore marziale di turno, tutti noi che amiamo le arti marziali cinesi abbiamo un debito nei confronti di Bruce lee prima Jackye Chan e Jet Li poi che a prescindere dalle doti tecniche non hanno rivali mediatici per la divulgazione a livello planetario della nostra arte. Mentre per il carisma dell’attore marziale intervengono varie tecniche sociologiche a supporto del personaggio per quanto riguarda il livello didattico della figura del maestro il discorso é differente e per molti versi più complesso, fuori dalla luce dei riflettori e dall’amplificazione mediatica, l’istruttore di arti marziali cinesi deve contare oltre che al suo bagaglio tecnico, e alla capacità di trasmettere la sua conoscienza sapendo scomporre le tecniche più complesse in esercizi più abbordabili anche e proprio sul carisma. Attenzione, ci sono tecniche che possono aiutare ad aumentare il proprio carisma ma sanno di surrogato talvolta funzionano a patto che vi sia una efficiente organizzazione e delle buone basi tecniche, il carisma tuttavia é un’altra cosa, difficile da definire anche per gli spicologi, può essere così potente che una volta superata la massa critica di consenso permette di “Vivere di rendita” e può cambiare il corso della storia. Restando nel campo del wu shu, il magnetismo del maestro non é una cosa che si può imparare ha a che fare con il concetto di classe, si dice la classe non é acqua, il maestro deve apparire ed essere sicuro di se, traspirare empatia, comprensione e simpatia, senza raccontare frottole propinando elogi casuali; cosa molto difficile da realizzare e sempre alla mercè di qualsiasi invidiosa malalingua che lavorando ne l sottosuolo può destabilizzare la sua figura. Tuttavia superata una certa massa critica di proseliti la figura Alfa che é presente in tutti primati rimane inattaccabile, in Italia per le arti marziali cinesi ritengo che questa massa critica si attesti sui 100 praticanti, al di sotto di questo proselitismo il rischio di crash è sempre in agguato e occorre tutto il carisma di cui sia disposizione per mantenere il gruppo coeso. essere in grado di trasformare fisicamente gli essere umani e di aiutarli a tirar e fuori il loro meglio non ha prezzo!
Fabrizio Botteghi
The “Charisma” in wushu is given by the figure of the teacher within the Kwon (Gymnasium) and of course in the media by the martial figure of the actor of the moment, all of us who love Chinese martial arts we have a debt to Bruce lee before Jackye Chan and Jet Li then that regardless of technical skills they do not rival media for dissemination at the global level of our art. While for the martial actor charism involved various sociological techniques in support of the character with regard to the educational level of the figure of the teacher’s speech it is different and in many ways more complex, out of the spotlight and media amplification, the instructor of Chinese martial arts has to count in addition to his technical background, and the ability to transmit his knowledge knowing decompose the most complex technical exercises also more affordable and right on charisma. Beware, there are techniques that can help increase your charisma but they know surrogate sometimes work as long as there is an efficient organization and good technical basis, charisma is something else, however, difficult to define even for psychologists, can be so powerful that once the critical mass of consensus allows for “Living annuity” and can change the course of history. Remaining in the field of wu shu, the magnetism of the master is not something you can learn has to do with the concept of class, it says the class is not water, the teacher should appear and be confident, transpire empathy, understanding and sympathy, without telling lies propinano random praise; something very difficult to achieve and always at the mercy of any envious malalingua that working the soil it can destabilize her figure. However, once a certain critical mass of followers Alfa figure that is present in all primates remains unassailable, in Italy for the Chinese martial arts believe that this critical mass accounts will be at 100 practitioners, below this proselytism is always the risk of crash lurking and need all the charisma of which is available to keep the group cohesive. be able to physically transform human beings and help them and bring out their best is priceless!
Fabrizio botteghi