Testa aerobio o anaerobico?

Ogni tanto escono delle mode che consigliano questo o quel metodo per misurare le cose, chè un p’ò una fissazione del genere umano, come misurare il tempo attraverso una suddivisione di intervalli dello stesso, eppure il tempo scorre comunque lo si misuri; una di queste è fare il test di massima capacità aerobica riferendosi alla muscolatura rossa o quello del proprio limite anaerobico. dove finisce una comuincia l’altra e viceversa per differenti modalità e tempi di movimento. il fatto è che non è sufficiente fare un solo controllo per avere un responso certo, ma trattandosi di un metodo scientifico riferito alla razza umana le cose sono molto più complesse e dei referimenti reali sono possibili solo se sono riportabili su una sorta di grafico, le condizioni di temperatura, pressione, quantità d’ossigeno ottenute a differenti ore della giornata influenzano certamente i dati e devono essere ripetuti ad intervalli che siano significativi per poter redarre un allenamento mirato per ogni soggetto in ogni specifico sport. Una serie di test veramente attendibili sono accessibili solo ad atleti di livello sui quali il sistema sport in particolare quello italiano è in grado di investire, sappiamo benissimo che nonostante le tante chiacchiere l’investimento corposo sugli sport è solo su determinati settori e per atleti che muovono interessi economici sostanziosi in termini di sponsor; per cui questi paramentri importanti ai fini dell’allenamento specifico direi che sono fuori portata della maggior parte del popolo degli atleti, meglio allenarsi sulla qualità degli esercizi e lasciare questi seppur importati test scientfici ai “Geni” che hanno portato per esempio l’Italia dell’atletica ai risultati che ottenuti nel 2017 , se lo sport che insegue in pratica solo il risultato è così ben strutturato, mi sembra di non dover aggiungere altro.

Fabrizio Botteghi

Sometimes they come out of ways that advocate this or that method of measuring things, that there is a fixation of mankind, how to measure time by dividing it into intervals, yet the time is still flowing; One of these is to do the ultimate aerobic capacity test, referring to the red muscle or your anaerobic limit. Where the other ends, and vice versa for different modes and times of movement. The fact is that it is not enough to do just one control to have a certain answer, but as a scientific approach to the human race, things are much more complex and actual referrals are only possible if they can be reproduced on a sort of graph, Temperature, pressure, oxygen levels obtained at different hours of the day certainly affect the data and must be repeated at intervals that are significant to be able to tailor a targeted workout for each subject in each specific sport. A series of truly reliable tests are only accessible to athletes of the highest level on which the sporting system, especially the Italian system, is able to invest. We know very well that, despite so much talk, full sports investment is limited to certain sectors and athletes who They have substantial economic interests in terms of sponsors; So these important benchmarks for specific training would mean that they are out of reach of most athletes, better train on the quality of the exercises and leave these although imported scientific tests to the “Genius” that have led, for example, to Italy ‘Athletic to the results obtained in 2017, if sport pursuing only the result is so well structured, I do not seem to have to add anything else.
Fabrizio Botteghi

Arti marziali e sport da combattimento

Occorre dirimere e classificare tra le arti marziali e sport da combattimento dalle quali derivano. Le arti marziali hanno nella loro origine il DNA del guerriero che deve aggiungere al fatto di essere vincente anche il non trascurabile dettaglio di portare a casa la pelle; questo le inquadra fra le discipline che devono passare per necessità di comunità di intenti attraverso un percorso addestrativo di base che assicuri uno standard che altrimenti ai tempi delle battaglie corpo a corpo non permetteva sinergie fra le truppe, parimenti è del mondo marziale il concetto di moralità e compassione per il nemico sconfitto anche se culturalmente questo presenta differenti risvolti. Odiernamente, con la avvento delle armi da fuoco e tecnologie sempre più evolute, profuse a piene mani quando si tratta di fare del male non ci si risparmia, le arti marziali, sono rivolte principalmente al campo della difesa personale e protezione dei più deboli, rimangono sempre le basi addestrative ma si possono incrementare con pratiche atletiche che vanno migliorare le performance personali. Gli sport da combattimento, sono il risvolto sportivo delle arti marziali, e si avvalgono di regole, almeno sulla carta certe per mantenere il combattimento su un piano sportivo moralmente accettabile, anche per questa ragione chi pratica gli sport da combattimento tende subito ad un approccio di tipo atletico, anche quì in genere gli insegnanti se bravi insistono sulla moralità, correttezza e lealtà. Per fare degli esempi concreti: il Ju do è l’evoluzione sportiva del Ju Ji Tsu; la kick box del Kara Te; e il Sanda del Kung Fu. Fondamentalmente le differenze pratiche sono che se nel contesto marziale può essere necessario ritirarsi per salvarsi la vita nel campo sportivo equivarrebbe a perdere l’incontro; inoltre mentre a livello marziale è normale che uno si abitui a combattere con categorie di peso differenti intervenendo a livello articolare e i punti particolarmente sensibili, nello sport al contrario queste tecniche sono severamente bandite e producono penalità, trattandosi di un combattimento con delle limitazioni anche dove è contemplato il contatto pieno i combattimenti sono divisi per categorie di peso, sempre per l’incolumità degli atleti, non vorrei però generare dubbi, incolumità, non significa affatto che i contendenti non se le diano di santa ragione, non parliamo di Curling ovviamente! Anche per quanto riguarda l’uso delle armi nel tiro con l’arco, anticamente si usato in guerra e caccia, odiernamente solo in quest’ultima, tuttavia c’è anche l’aspetto sportivo di tipo Olimpico che per esasprare il centro dei target impone l’arciere fermo acolpire un paglione anch’esso fisso, cosa alquanto differente dalla situazione naturale della caccia dove animale e uomo corrono e si inseguono.

Fabrizio Botteghi

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Arti marziali e giochi di prestigio

Nel campo delle arti marziali più che negli sport da combattimento la presenza di mistificazione è notevole e riconoscibile dagli addetti ai lavori ma molto meno da chi si affaccia per le prime volte a tali discipline. Se poi si scende ancora nello specifico negli infiniti gironi delle arti marziali cinesi, nella melassa delle sue contraddizioni la mistificazione si sposa con la prestidigitazione e l’illusionismo, per illusione non intendo riferirmi alle tecniche elusive ma al modo di porsi di sedicenti maestri, quì la realtà supera la fantasia, ci sono infatti un numero considerevole di insegnanti che pur avendo praticato pochi anni, in qualche modo fanno l’azzardo di mettersi in proprio cercando di costruirsi un passato con qualsiasi mezzo, dall’affiliazione all’ente di promozione più conveniente, alle fotografie ripassate con photoshop, depilazioni per apparire più giovani con il petto glabro, fanno i fotomodelli più che far vedere almeno un assaggio delle loro capacità o fotografie reali riprese a Seattle nel cimitero accanto alla tomba di Bruce li, ad evocare l’idea che se uno fà questo deve essere per forza autentico. Purtroppo chi fà le spese di questa situazione è sempre l’utenza che giustamente tende per definizione a credere quello che gli viene proposto se ben inpiattato. Non ci sono federazioni, enti di promozione ne presentazioni sui social che possano garantire più del 50% di quello che promettono, la regola aurea delle federazioni, anche quelle riconosciute dal C.O.N.I. è quella di accettare il pagamento delle quote di iscrizione e fanno poco altro se non equiparare tutti gli sport assimilandoli ad immagine e somiglianza del Calcio, cosa improponibile sia da un punto di vista organizzativo, economico, e dalle necessità di allenamento; non resta una volta incuriositi che andare di persona a vedere come ci si allena nella palestra che si è scelta, controllare se il maestro si allena con gli allievi, che tipo di tranfer intercorre fra insegnate e studenti o se l’apprendimento vero e proprio avviane attraverso, terze parti, per mezzo ulteriori stages con altri insegnanti. Per quale motivo se non ad alto livello ci si iscrive in una palestra con un maestro per poi imparare da una terza persona? Usiamo il cervello se non altro per evitare una levitazione dei costi.

Fabrizio Botteghi

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Punti di forza

I punti di forza di un atleta a seconda dello sport praticato possono riguardare una infinità di fattori, nelle arti marziali cinesi le abilità propriocettive ed il tempismo imperano sia che ci si trovi nel terrreno della situazione come nel combattimento vero e proprio che simulato nell’evoluzione delle forme Tao Lu. Per quanto riguarda lo sviluppo muscolare occorre certamente allenare le fibre bianche per sviluppare la velocità d’esecuzione ma se trascuriamo quelle rosse non riusciremo a recuperare velocemente le energie con un calo di prestazione. Quale sarà il punto debole? Certamente si tratterà della componenete che trascuriamo di più, per confrontarci solo a livello muscolare ed articolare, qualsiasi gesto ottiene il massimo rendimento quando tutta la catena muscolo scheletrica si attiva per lo scopo prefissato e come la forza di una catena è data dalla resistenza del suo anello più debole, così, il corpo umano perderà efficienza se nell’attivazione e trasmissione della forza trova dei vuoti. Questo significa che ci si deve allenare di più dove si è più deboli o se preferite rivangando la nota legge di Murphy se una cosa può accadere … Accade non si pensi che quello che abbiamo trascurato prima poi torni a galla, non si possono pettinare i capelli se non si sciolgono i nodi, non ci sono più le mezze stagioni, si stava meglio quando si stava peggio ecc.ecc. ed è per questo che esistono i preparatori atletici, gli allenatori, i maestri; questi hanno non solo il compito di insegnare delle tecniche specifiche che comunque andrebbero insegnate anche al solo livello addestrativo ma si concentrano su ogni atleta quando questo é atleticamente disposto all’agonismo per scovare le lacune personali, l’atleta tende spesso a saltare le metodiche che lo affaticano o lo mettono in imbarazzo bypassandone buona parte del lavoro che ritiene poco utile per lo sport che pratica e di fatto non correggendo i difetti i problemi non vengono risolti bensì acuiti. La presenza di una figura che non guarda in faccia nessuno alla fine porterà i suoi frutti, un esempio eclatante può essere quello di non eseguire i movimenti dinamici a rom completa.
Fabrizio Bottehi

Bullismo nel 2017?

Bullismo? Ma veramente si può credere che si possa sconfiggere il cosidetto fenomeno del bullismo con la cultura? Vi risulta che “La gente di cultura” Non commette omicidi? Le chiacchiere da salotto, l’intervento delle istituzioni, la magistratura, la presenza sul territorio delle forze dell’ordine, come se fosse possibile anche nella migliore delle situazioni dovrebbe esserci un poliziotto per ogni essere umano, in una situazione di onnipresenza, per poi chi di poter  controllare tutto con la tecnologia gli posso rammentare che i più grandi attentati sono stati eseguiti proprio sotto gli obbiettivi delle telecamere; in un certo senso anche i bulli in particolare in branco pare amino postare le loro bravate sui social aggiungendo demenza al stupidità; è in genere questo tipo di bravate li fà cadere nella rete degli inquirenti ma sempre dopo che i fatti sono accaduti. Iscriversi ad una buona palestra di arti marziali è la risposta vincente per stroncare sul nascere qualsiasi “Goliardia” Sconfinante nel reato vero e proprio, che non ha un margine definito ma è credetemi estremamente nebuloso.

Fabrizio Botteghi

Impigement

Purtroppo la sindrome da impigement della spalla o conflitto acromiale non è al solo appannaggio del il voley , il tennis o il kayak, ma si estende anche a sport da combattimento e le arti marziali. In genere la responsabilità di questa patologia è da imputare principalmente ai tendini del sovraspinato e infraspinato che troppo o mal sollecitati si infiammano e modificano l’assetto della cuffia dei rotatori, la cuffia dei rotatori è oltrettutto prossima al nervo radiale che si estende per tutto il braccio. La funzionalità articolare diminuita nel suo range porta la muscolatura ad utilizzare tutta la catena muscolare interessata in un modo a dir poco antalgico se non sbagliato, con una diminuzione significativa della forza e della resistenza, oltretutto questa sindrome è sempre associata a dolori persistenti anche in fase notturna. Nelle arti marziali analizzando il gesto del pugno diretto è fondamentale che il movimento sia accompagnato dalla rotazione dell’anca, consequentemente di parte del busto e rotazione ed avanzamento della spalla con protrusione della clavicola nella direzione dello stesso, in modo che a fine corsa omero e clavicola si trovino sulla stessa direttrice, in tal modo la forza centrifuga del pugno che si allontana verso l’avversario sia trattenuta da quella centripeta esercitata dalla cuffia dei rotatori e i legamenti, questa è la posizione finale che crea lo stress minimo per l’articolazione, tutte le altre soluzioni maggiormente rigide sono comunque più lesionanti; si deve pensare alle migliaia di volte che un atleta dl settore ripete il gesto nell’arco di anni. In effetti ogni colpo, specialmente quelli a vuoto tendono a creare un microtrauma che può lesionare le varie strutture della complessa enartosi ad incastro lasso più mobile di cui siamo in possesso. Una grande verità conosciuta in geriatria, è che i muscoli più piccoli coinvolti nella spalla ma non per questo meno importanti tendono negli anni all’atrofia e vengono sopraffatti dalla trazione delle strutture muscolari di maggior volume primi fra tutti pettorali con il risultato estetico di incurvare il busto in avanti e conferire il tipico aspetto delle persone anziane piegate in avanti. L’importanza dei piccoli muscoli della spalla non è solo estetica, in effetti queste piccole strutture muscolari profonde sono anche quelle iniziano il movimento dell’articolazione e ne affinano la precisione, in effetti subito dopo si inserisce l’azione del muscolo pennato deltoide, molto più forte e superficiale. Il deltoide si divide in tre sezioni, anteriore mediale e posteriore, generalmente nel porsi di fronte all’avversario si sviluppano maggiormente le prime due sezioni con la tendenza a tralasciare la sezione posteriore che nonostante sia costituita principalmente di fibre rosse e quindi lente ha una enorme funzione stabilizzatrice e coaudivante. I piccoli muscoli a cui dobbiamo molta più attenzione se vogliamo allenarci per molto tempo anche in età avanzata sono: Il sovraspinato, l’infraspinato, il piccolo rotondo, il sottoscapolare, non dimentichiamoci anche il bicipite brachiale, il grande rotondo e il piccolo pettorale. Il mio consiglio è allenare questi gruppi muscolari cercando ove possibile di isolarne il gesto per poi ripeterlo in sinergia con gli altri apparati. Lavorando con gradualità con l’ausilio di carichi naturali, sovraccarichi di pesi o resistenze elastiche è fondamentale per la longevità atletica essere costanti nel mantere la funzionalità della cuffia dei rotatori.
Fabrizio Botteghi

Se ti remano contro

Non c’è niente di peggio del trovarsi in una barca in cui c’è chi rema contro. Nell’ambito delle palestre gli istruttori sono il valore aggiunto che però non è sufficiente per il raggiungimento del successo. Sono in realtà molti i fattori che intervengono nel far sì che tutto proceda per il meglio, spesso determinate è anche chi le gestisce. Una cattiva gestione può essere miope quando non si accorge dei cambiamenti, un centro sportivo che era perfetto 30 anni fà come unica alternativa al calcio, difficilmente rimane sulla cresta dell’onda se non corre ai ripari quando intorno sorgonocome funghi decine di palestre. La Rai quando era monopolista la televisione, era quella e basta! Se siamo nel campo delle arti marziali e sport da combattimento e suoi derivati il terreno è estremamente paludoso per gli istruttori figuriamoci se la palestra non è adeguata agli standard di sicurezza e pulizia fino addirittura alla possibiltà di parcheggio delle auto nei suoi pressi. Anche se tutti i requisiti sopracitati sono ottemperati, non è detto tutto fili liscio, se chi gestisce pensa che la promozione, la pubblicità in generale sotto qualsiasi forma che sia consetita dalle condizioni economiche sia una spesa e non un investimento i problemi possono diventare devastanti perchè le spese comunque correranno. costruirsi un sito o una pagina facebook che non venga frequentemente aggiornato, che non sia un braccio vivo dell’attività vale meno del vecchio passa parola. Attualmente siete fortunati se avete come insegnante uno che sia stato in gioventù un agonista o addirittura campione di specialità, difficilmente troverete laureati in scienze motorie, invece è pieno di quasi “Fai da te” in fondo per avere credibilità nel paese di Pulcinella e Pinocchio basta avere qualche attestato da parte di un qualsiasi ente di promozione sportiva riconosciuto dal C.O.N.I. Spesso per esigenze di cassa i gestori possono arrivare a remare contro, si tratta di imprenditori che passano con disinvoltura dal campo della norcineria a quello della cartoleria e spiaggiano nel campo del fitness con un pressapochismo disarmante che porta ad un continuo ricambio di corsi ed istruttori in una girandola impazzita che disorienta la clientela fino ad allontanarla definitivamente. Quando un insegnante si trova in questa situazione la migliore cosa da fare è cambiare palestra finchè si è in tempo.

Sfregio

Vorrei chiarire il concetto di sfregio che fà rima con spregio e pare un concetto nebuloso alle nuove generazioni, tese alla caccia delle opportunità a tutti i  costi compreso quello della sopraffazione. Sfregio significa taglio che deturpa in particolare il viso, una parte molto in evidenza, quindi che non può essere nascosta, ogni volta che ci si specchia viene rimarcata, in senso più allargato e letterale fanno parte dello sfregio tutte quelle azioni che in qualche modo umiliano la parte offesa a scopo gratuito, con l’intento di togliere ogni moto di reazione, fare uno sfregio a qualcuno anche in tempo di guerra sposta tutto sul lato personale ed è a quella sede che se ne deve rispondere.

Fabrizio Botteghi

Ma siamo quello che mangiamo?

Al riguardo del: siamo quello che mangiamo, analizzando bene quello che ci serve per vivere, per dare un senso all’ammasso dei nostri carboidrati, riferendoci alle quantità, in primo luogo abbiamo bisogno di aria, in 24 ore abbiamo bisogno di almeno 40 metri cubi di aria a livello del mare, che dovrebbe avere un titolo di ossigeno intorno ai 22% poi é indispensabile l’acqua proporzionalmente alla temperatura esterna e alle condizioni di vento passiamo da 1 litro e 1/2 ai 7 , in genere bastano tre giorni senza bere per avere dei gravi problemi fisiologici, poi il cibo dalle 2500 alle 3000 calorie giornaliere per persone attive pari ad un massimo di 2 kg di alimenti solidi. Stranamente ci si preoccupa molto, certamente a ragione degli alimenti che presentano alterazioni o manipolazioni dovute a politiche agronomiche ed industriali che ragionano con la testa da amministratori delegati di banca, dei geni che se trovano un alimento che economicamente dà soddisfazione di convenienza lo spremono quasi per forza in ogni prodotto secondario, come è accaduto con l’olio di palma, che di per sè non é tossico ma il suo uso intensivo ha rischiato seriamente di far sparire l’ habitat degli orangotanghi, ora l’allarme parrebbe rientrato, anzi quasi tutte le industrie di traformazione usano la dicitura : senza olio di palma come strategia di marketing, peccato che fino a qualche mese fà lo usassero tranquillamente tutti, solo la Ferrero stoicamente continua a confermare che lo usano per i loro prodotti ma che la provenienza di produzione è certificata come rispettosa dell’ambiente. il fatto che si usi per certi prodotti dal sapore tipico proprio l’olio di palma é dovuto alle caratteristiche intrinseche di questo prodotto: primo ha poco sapore e quindi non disturba il sapore della ricetta, poi non inrancidisce potendo essere stoccato a lungo e soprattutto è di gran lunga più economico di qualsiasi altro olio. naturalmente nell’ambiente agroalimentare c’è di molto peggio, ogni tanto le autorità sanitarie lanciano allarmi sull’inquinamento delle acque per via di cause naturali o artificiali come diserbanti e concimazioni poco ortodosse, ci stà che l’acqua per via della grande e inevitabile assunzione che se ne fà desta sempre monitorata, tuttavia la sostanza che viene maggiormente ingerita, o meglio scambiata e circola all’interno del corpo non é visibile, è apparentemente leggera e si chiama aria, si può immaginare fra inquinamento chimico, batterico metalli pesanti particolato di ogni tipo, inquinamento elettromagnetico e modo di respirare che i nostri guai passano principalamente dal sitema respiratorio….Detto questo: fumate, fumate!

Per molti ma non per tutti

Nelle arti marziali cinesi, come nella vita, il rispetto si deve conquistare con l’atteggiamento la dedizione e l’allenamento. La selezione purtroppo non si ferma quì, quello che in nessuna palestra verrà mai detto per ovvi motivi legati alla necessità di far cassa, é che il kung fu è per molti ma non per tutti. Ad una analisi superficiale si è portati a credere che il “Non per tutti ” Sia riferito in primo luogo alle caratteristiche fisiche degli allievi, nulla di più sbagliato! un’atleta che non abbia i prerequisiti fisici che favoriscono quelle che saranno le fondamenta per l’apprendimento delle arti marziali cinesi ma che possieda senso morale e completa fiducia nell’insegnante avrà più possibilità di continuare per tutta la vita a coltivare quest’arte a prescindere se potrà mai vincere un qualsisi tipo di campionato. L’atteggiamento sbagliato da degli atleti è anche alimentato dalla cultura del vincente a tutti i costi molto cara agli amanti del calcio, in questo spazio c’è spazio solo per i vincenti, winners, e niente per i perdenti, loosers, eppure i perdenti a l mondo sono la stragrande maggioranza, la cultura del vincente oltre ad alimentare l’ansia da prestazione genera anche milioni di frustrati e incrementando le tensioni sociali come se ce ne fosse bisogno. Nella vita a volte si vince a volte si perde, é la capacità di rialzarsi da dove si è caduti che fà la differenza. Praticate arti marziali cinesi soprattutto per voi, per la salute, per combattere il vostro lato oscuro il vero nemico che abbiamo al nostro fianco.