Marketing marziale?

I furbetti del settore, gli intraprendenti, ottimizzatori o chiamateli come meglio credete propongono corsi di difesa personale per sole donne ma chi insegna è uomo inoltre garantiscono che l’esperienza sarà di breve durata, grandi risultati ed efficacia ma non sono seri nel messaggio e come viene proposto, vanno visti per quello che valgono e sono. Quindi uomini e donne che nell’ambito delle arti marziali e sport da combattimento si allenato costantemente per anni perdono tempo? Sono stupidi, non conoscono questi fenomeni della comunicazione marziale? Non Credo proprio. Assodato che la maggior parte delle agressioni anche a scopo sessuale avviene nell’ambito famigliare con tutti i risvolti psicologici del caso, un uomo che insegna a sole donne fà il gallo nel pollaio, tutto diventa magicamente credibile con un pubblico che ignora tradizioanlmente la materia, inoltre da che mondo è mondo sono quasi sempre gli uomini ad aggredire le donne e a che serve farle allenare fra loro, anche le atlete agoniste per migliorarsi si devono allenare con chi è più forte per quale motivo a livello difensivo non si possono testare le capacità in una situazione vicina alla realtà? Già la realtà ci racconta che spesso le aggressioni sono perpretate a tradimento, prima la vittima viene stordita da droga, alcool o sonnifero poi aggredita. l’effetto sorpresa è la carta di successo, poi la forza fisica e il peso, al massimo in poche settimane ti possono dare dei consigli come la mamma sulle potenziali attività a rischio, abbigliamento, frequentazioni o comportamenti sociali. Nelle arti marziali e quindi nella difesa anche la tecnica più raffinata necessita di una certa tonicità, lo stesso movimento eseguito da uan persona allenata ha una resa più efficace. Se promettono un diploma di frequenza al corso di difesa personale per sole donne vi lascio immaginare quanto possa spaventare e cosa ci si pulire l’eventuale aggressore. Rimane solo l’aspetto utilitario a livello di marketing aziendale, se poi nella stessa palestra si tengono corsi regolari di una qualsiasi fra le centinaia di arti marziali e sport da combattimento.

Non è così

Non Sempre la ripetizione di un gesto migliora le qualità fisiche di chi lo esegue, per questo esiste la definizione di lavori usuranti, talvolta abusata quando il disagio è più che altro di tipo mentale. il pensiero cinese per quanto riguarda la pratica di un buon lavoro ( gong fu ) recita che eseguire un’operazione al meglio la si deve fare 1000 volte, repetita juven dunque che si tratti di sport o lavoro vero e proprio, purtroppo non è sempre così. ripere un movimento ossessivamente è vero che porta all’ottimizzazione ma non necessariamente migliora l’ergonomicità. La pubblicità per anni ha reclamizzato meccanismi vibranti, dalle fasce alle pedane che promettevano dimagrimento aumento tono del muscolare rinforzo dell’impalcatura scheletrica contro l’osteoporosi ed altri miracoli del genere; quindi i trattoristi e gli operai che lavorano con martelli pneomatici non dovrebbero avere problemi? Chiaramente siamo fuori, i piccoli movimenti con intesità bassa o media dove il range d’azione delle articolazioni è limitato portano verso la degenerazione sia dei capi articolari che delle inserzioni muscolari, sterssano i tendini ed accorciano i muscoli. La forza è dipendente dallo stimolo, il maratoneta sfruttando le fibre rosse è in grado di resistere ad uno sforzo di media intensità prolungato per molto tempo, per sua tipologia comunque la forza passa in secondo piano, mentre il ritmo, la tecnica e la testa sono fondamentali, per quanto ci si possa allenare nelle lunghe distanze l’incremento della forza sarà sempre trascurabile rispetto alla resistenza. I velocisti al contrario hanno bisogno della forza, le fibre bianche la riescono ad esprimere ma solo per brevissimi periodi di tempo, allenare la forza significa almeno nella corsa, chiedere il massimo della contrazione e del rilassamento nel più breve tempo possibile contemporaneamente al massimo raggio d’azione delle articolazioni. certo si tratta di una semplificazione anche nella corsa veloce è importante la ginnasticazione, lo studio del miglior gesto atletico per ogni singolo atleta, conta in tempo di contatto a terra, la frequenza dei passi, il tempo che i piedi non toccano il suolo, l’assetto del corridore nella fase iniziale e finale ecc. In generale allenarsi, che sia per la ricerca della forza o della resistenza senza eseguire un movimento completo ed ampio che vada a stimolare le fibre interessate su diversi piani non porta lontano, per fare un buon lavoro conta più della quantità la qualità.
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Fabrizio Botteghi

allenamento condizionamento

L’allenamento parte necessariamente dal condizionamento, saltare gli steps nella gradualità della quantità e della qualità degli esercizi equivale in matematica a tentare di risolvere equazioni quando non si padroneggiano le tabelline. Tuttavia a molti allenatori ed atleti sembra non interessare, vanno dritti al risultato nel minor tempo possibile causando traumi che prima o poi si faranno sentire, riducendo la di molto la longevità sportiva degli atleti e creando anche problemi nelle normali attività di tutti i giorni. Pensando ad un esempio che possono cogliere tutti si sà che un albero per essere solidale con il terreno deve affondare bene le radici, se queste non presentano questa condizione viene giù al primo alito di vento. Occorre pazienza nell’allenamento, non provate cose che necessitano di una determinata forza di base se prima non la si è acquisita, i movimenti antalgici o comunque forzati e fondamentalmente sbagliati possono illudere e far regredire rispetto agli obbiettivi che si prefissano; per correre si deve prima saper camminare per camminare occorre saper stare in piedi.
Fabrizio Botteghi

Ma cosa scrivete?

Che non esista una legge per obbligare gli inserzionisti pubblicitari ad attenersi alla veridicità di quello che propongono è sicuro ma c’è sempre chi si spinge oltre nella mistificazione, tipo un centro di Olistico che porta guarda caso un nome cinese, il suo target è un pubblico adulto quasi sicuramente non sportivo, presenta il (Khi Cong) allargandosi a dire che in cinese si dice Qi Gong asserendo che si tratta di una pratica derivante dal Viet Vodao ma siete fuori di senno? Casomai i vietnamiti hanno assorbito tale pratica dagli immigrati cinesi con il tai ji e spezzoni di varie altre arti marziali. Si approfitta come al solito del pressappochismo e del fatto che la Cina e Vietnam sono lontani, oltretutto quando nelle immagini che non riproduco per non fargli ulteriore pubblicità, si vede una silhoutte umana in una postura chiaramente di tai ji quan così prendono per i fondelli tutti praticanti di arti marziali cinesi, chi ha organizzato tale campagna pubblicitaria non si è evidentemente preoccupato di vedere se in Italia era già arrivata tale arte, oppure volutamente gli hanno dato un tocco di mistero tirando il ballo il Vietnam, tanto per dire noi lo facciamo strano. Che ci siano concorrenti nel settore energetico marziale è una cosa accettadile e direi pure inevitabile ma che chiunque dica la qualsiasi no! D’altra parte dire una cosa e poi farne un’altra esprimere la propria oppinione su qualsiasi argomento anche se non si hanno le competenze in Italia è uno sport nazionale. potevano parlare delle origini Wudan, o Denfeng che le varie scuole hanno assunto la classificazione di tai ji solo non più di 300 anni fà ma no buttimola come si dice a Roma in caciara. Certamente avvengono cose ben più gravi ma per me che identifico il wu shu (arti marziali cinesi) come parte integrante della vita certe uscite pubblicitarie sono simpatiche come pestare le deizioni canine sul marciapiede.
Fabrizio Botteghi

Mettere bocca

Che la gente che non pratica arti marziali o sport da combattimento arrivi in palestra avendo un’idea tutta loro su quello che andranno a praticare spesso falsata da ciò che viene propinato da filmografia di serie B è già di per sè un grosso problema soprattutto nell’approccio con l’insegnante, tutti vogliono fare tutto subito senza passare per un lungo duro lavoro di avvicinamento che consenta prima di tutto di non farsi male da soli prima ancora di affrontare un avversario sia sul tappeto di gara o disgraziatamente per difesa. Il peggio è quando a credere cosa sia un’arte marziale che non si pratica venga spiegato o inteso da chi ne pratica un’altra. Nel caso delle arti marziali cinesi spesso atleti di altre discipline di combattimento ostentano conoscenze che non gli competono e parlano a sproposito, a volte in buona fede altre credendo che screditando possano ottenerne un vantaggio, cosa questa che non esiste, il target (Il Bersaglio) è differente, chi pratica boxe, kara te, judo non è interessato al Kung fu come non lo sono i praticanti di arti miste. contrariamente molti atleti di arti marziali cinesi storicamente passano alle suddette discipline. Si annoverano centinaia di scuole tradizionali di wu shu (Arti marziali cinesi) comprese le codifiche del wu shu moderno che include anche le scuole di tai ji quan scambiate e considerate dai più in Occidente delle scuole di danza per anziani. Come fà uno che si allena su una ventina di tecniche anche se efficaci ad avere voce in capitolo, sarebbe come far mettere bocca ad un imbianchino sul carico strutturale di un cavalcavia…Mi rendo poi conto che questo in Italia può sempre succedere.
Fabrizio Botteghi

That people who do not practice martial arts or combat sports come to the gym having an idea of ​​their own on what they will go to practice often distorted by what is proposed by filmography series B is already a big problem especially in ‘ approach with the teacher, everyone wants to do everything immediately without going through a long hard work of approach that allows first of all not to get hurt alone before even facing an opponent either on the carpet or unfortunately for defense. The worst is when you believe what a martial art is that you do not practice being explained or understood by someone else who practices it. In the case of Chinese martial arts often athletes of other disciplines of combat flaunt knowledge that does not compete and speak inappropriately, sometimes in good faith others believing that discrediting can get an advantage, what does not exist, the target (The Target) it’s different, who practices boxing, kara te, judo is not interested in Kung fu like mixed arts practitioners are not. in contrast, many Chinese martial arts athletes historically pass to the aforementioned disciplines. There are hundreds of traditional schools of wu shu (Chinese martial arts) including the codings of modern wu shu which also includes tai ji quan traded and considered by most in the West of the dance schools for the elderly. How does one who trains about twenty technicians even if effective to have a say, it would be like putting a mouthpiece to the burden of structural load of a flyover … I then realize that this in Italy can always happen.
Fabrizio Botteghi

Perchè www.ferroeseta.com

Se vi chiedete come con tutti i social network gratuiti ci sia bisogno di un sito personale tutto dipende dalla dilagante modalità da, leone da tastiera, che evidentemente mostra quanta gente non abbia veramente di meglio da fare che parlare di quello che non conosce, criticare per gusto di provocare, senza apportare significative riflessioni e soprattutto non facendo quasi mai vedere quello che sa fare, sembrano bambini dispettosi e al tempo stesso vecchi irrigiditi su arcaiche convinzioni. Se per chi pratica pugilato tutto il resto è escrementizio, e per regola invariantiva accade lo stesso quando il riferimento parte dal kara te, judo, kung fu o mma. Mi domando: per quale motivo inserirsi nei gruppi social dedicati alle arti marziali e gli sport da combattimento, fatene uno chiuso e solo per la vostra attività, altro che condividere…A me sembra che sono condivisi solo gli insulti, per cui uno non può postare niente che non venga comunque deriso dall’imbecille pieno di sè di turno; chi pensa che le figure, i katà , i tao lu non servano a niente, chi alla tecnica sopperisce con la forza magari sviluppata con i pesi, non a caso quasi tutti i giovani nuovi maestri sono particolarmente muscolati ed aggiungerei probabilmente dopati; se i moderatori dei gruppi in questione non applicano con severità le regole della semplice educazione è un delirio molto simile alle trasmissioni di tuttologia nazionalpopolari a cui ci hanno assuefatto in televisione. Mi sembra di essere stato esaustivo!
Fabrizio Botteghi www.ferroeseta.com

Simbiosi

In una sorta di simbiosi informatico-sportiva, le arti marziali e gli sport da combattimento l’hardware è come la preparazione preparazione atletica, il software la tecnica e non ultima la bontà dei componenti è la capacità di gestire la paura o se preferite il coraggio. considerando che la tecnica in particolare nelle arti marziali cinesi è assimilabile alla cinetica della catena e che la forza di questa è data dalla resistenza dell’anello più debole, quando ci si allena è necessario fare attenzione proprio nelle cose che riescono peggio poichè saranno queste che faranno la differenza, contrariamente a quanto si crede ciò che riesce in qualche modo naturale non necessariamente ti capiterà.

Affari d’oro per fisioterapisti ed osteopati

Nel corso dei prossimi anni, da facile profeta, immagino un aumento considerevole dei profitti per fisioterapisti e gli osteopati ; praticare arti marziali sport da combattimento e preparazione atletica ad un certo livello non è come giocare alla play station, questi professionisti sanitari dovranno ringraziare non solo i maestri di arti marziali “Fai da te” ma anche la sconfinata platea di istruttori di, crossfit e attività affini. Negli sport da combattimento purtroppo non basta dare due calci e due pugni potenti e passatemi il termine “Ciavattati” Il dono del colpo da K.O. non è da tutti e nella speranza o l’illusione di ottenerlo in molti, troppi, hanno la pessima tendenza tutta statunitense di semplificare con l’intento di ottimizzare sopperendo e surrogango alle carenze tecniche con l’aumento della forza sviluppata quasi sempre con carichi artificiali. Organizzare l’aumento della forza non è così semplice come appare al profano, una cosa è la forza esplosiva, una cosa è quella reistente, una la forza veloce ecc. ogniuna di queste capacità va allenata con le sue specificità ed applicata differentemente alle caratteristiche dell’atleta; se poi per aumentare la forza esplosiva si và a crescere troppo di massa nel combattimento possono sorgere seri problemi di resistenza e di appartenenza ad una determinata categoria, si deve tenere presente che il rapporto forza peso deve essere sempre abbondante. Dietro il trend dell’addestramento di resistenza alla forza tipico dei corpi speciali inserendo elementi di potenziamento è esploso il fenomeno dell’allenamento funzionale  quì, tra alcuni istruttori bravi troviamo un Mondo di pressappochisti totalmente o parzialmente a conoscenza dell’anatomia e fisiologia umana, essere inclini all’aiutino chimico e senza controllo medico rientra purtroppo nella norma, spesso ci sono insegnanti del settore che snocciolano erudizioni farmacologiche e biologiche che già sentite nel campo dei bodybuilders, inoltre si vedono piegamenti e trazioni eseguiti fuori delle linee ideali, rom incomplete, posizioni della colonna vetebrale a rischio lesioni tuttavia con la musica a palla, se si è giovani finchè dura fà verdura. Rimanendo saldo il principio che i soldi investiti per l’attività fisica sono sempre un bene, prestate attenzione quando vi iscrivete in una palestra di questo tipo a chi vi state affidando.

Pratica allenante

Nelle arti marziali praticare le tecniche anche se non al massimo delle performances significa comunque fare una seduta allenante, al contrario scimmiottarle magari tenendo una posizione più comoda per le gambe non lo è. Si tratta della stessa situazione che si viene a creare quando per la preparazione atletica di base o evoluta non si eseguono le rom complete o in assetto che mette in pericolo la stabilità delle articolazioni. Fare gli esercizi correttamente significa migliorare la qualità dell’allenamento; l’equazione + lavoro = maggiore risultato non è sintatticamente ne praticamente corretta; Allenarsi troppo fà solo affaticare e commettere errori, se poi si entra nella parte oscura e marcia dello sport, tanto cara ai numerosi mistificatori presenti nel settore come lupi mascherati da agnelli, allora ci si proietta in escamotages pericolose con additivi che vanno ad alterare il metabolismo e la stessa sensazione della fatica, senza fatica non si comprende quando siamo al limite e ognuno invece dovrebbe conoscerlo per poterlo superare. Il riposo serve come l’esercizio, è necessario proprio a metabolizzarlo. Allenarsi qualitativamente più che quantitativamente permette di ottenre risultati più duraturi nel tempo e previene gli infortuni. Se invece siete come gli automobilisti che preferiscono una bella carrozzeria senza un motore adeguato allora è un altro paio di maniche.
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A volte è necessario rammentarlo.

A volte anche se banale è necessario rammentarlo.
Il combattimento sportivo necessita di alcune regole auree fondamentali, non avete di fronte una persona qualsiasi ma un atleta preparato fisicamente psicologicamente, difficilmente si intimorirà con finte o puerili provocazioni: la prima è la più ovvia ma anche la più difficile, consiste nel non essere dove arrivano i colpi; la seconda assumere una guardia ben chiusa, possibilmente impenetrabile, non concedere niente all’avversario; La terza riguarda la strategia di tenersi il centro del terreno di gara, che sia tatami o ring questo sarà il punto più lontano dai suoi margini; la quarta è coltivare la capacità di mobilità sul tronco e sulle gambe, colpire poi ritrarsi, schiavare attaccanto arretrare colpendo; la quinta consiste anche nelle discipline che lo prevedono, nel non subire o farsi coivolgere in leve articolari… Più un’infinità di altri dettagli variabili volta per volta.