Mettere bocca

Che la gente che non pratica arti marziali o sport da combattimento arrivi in palestra avendo un’idea tutta loro su quello che andranno a praticare spesso falsata da ciò che viene propinato da filmografia di serie B è già di per sè un grosso problema soprattutto nell’approccio con l’insegnante, tutti vogliono fare tutto subito senza passare per un lungo duro lavoro di avvicinamento che consenta prima di tutto di non farsi male da soli prima ancora di affrontare un avversario sia sul tappeto di gara o disgraziatamente per difesa. Il peggio è quando a credere cosa sia un’arte marziale che non si pratica venga spiegato o inteso da chi ne pratica un’altra. Nel caso delle arti marziali cinesi spesso atleti di altre discipline di combattimento ostentano conoscenze che non gli competono e parlano a sproposito, a volte in buona fede altre credendo che screditando possano ottenerne un vantaggio, cosa questa che non esiste, il target (Il Bersaglio) è differente, chi pratica boxe, kara te, judo non è interessato al Kung fu come non lo sono i praticanti di arti miste. contrariamente molti atleti di arti marziali cinesi storicamente passano alle suddette discipline. Si annoverano centinaia di scuole tradizionali di wu shu (Arti marziali cinesi) comprese le codifiche del wu shu moderno che include anche le scuole di tai ji quan scambiate e considerate dai più in Occidente delle scuole di danza per anziani. Come fà uno che si allena su una ventina di tecniche anche se efficaci ad avere voce in capitolo, sarebbe come far mettere bocca ad un imbianchino sul carico strutturale di un cavalcavia…Mi rendo poi conto che questo in Italia può sempre succedere.
Fabrizio Botteghi

That people who do not practice martial arts or combat sports come to the gym having an idea of ​​their own on what they will go to practice often distorted by what is proposed by filmography series B is already a big problem especially in ‘ approach with the teacher, everyone wants to do everything immediately without going through a long hard work of approach that allows first of all not to get hurt alone before even facing an opponent either on the carpet or unfortunately for defense. The worst is when you believe what a martial art is that you do not practice being explained or understood by someone else who practices it. In the case of Chinese martial arts often athletes of other disciplines of combat flaunt knowledge that does not compete and speak inappropriately, sometimes in good faith others believing that discrediting can get an advantage, what does not exist, the target (The Target) it’s different, who practices boxing, kara te, judo is not interested in Kung fu like mixed arts practitioners are not. in contrast, many Chinese martial arts athletes historically pass to the aforementioned disciplines. There are hundreds of traditional schools of wu shu (Chinese martial arts) including the codings of modern wu shu which also includes tai ji quan traded and considered by most in the West of the dance schools for the elderly. How does one who trains about twenty technicians even if effective to have a say, it would be like putting a mouthpiece to the burden of structural load of a flyover … I then realize that this in Italy can always happen.
Fabrizio Botteghi

Perchè www.ferroeseta.com

Se vi chiedete come con tutti i social network gratuiti ci sia bisogno di un sito personale tutto dipende dalla dilagante modalità da, leone da tastiera, che evidentemente mostra quanta gente non abbia veramente di meglio da fare che parlare di quello che non conosce, criticare per gusto di provocare, senza apportare significative riflessioni e soprattutto non facendo quasi mai vedere quello che sa fare, sembrano bambini dispettosi e al tempo stesso vecchi irrigiditi su arcaiche convinzioni. Se per chi pratica pugilato tutto il resto è escrementizio, e per regola invariantiva accade lo stesso quando il riferimento parte dal kara te, judo, kung fu o mma. Mi domando: per quale motivo inserirsi nei gruppi social dedicati alle arti marziali e gli sport da combattimento, fatene uno chiuso e solo per la vostra attività, altro che condividere…A me sembra che sono condivisi solo gli insulti, per cui uno non può postare niente che non venga comunque deriso dall’imbecille pieno di sè di turno; chi pensa che le figure, i katà , i tao lu non servano a niente, chi alla tecnica sopperisce con la forza magari sviluppata con i pesi, non a caso quasi tutti i giovani nuovi maestri sono particolarmente muscolati ed aggiungerei probabilmente dopati; se i moderatori dei gruppi in questione non applicano con severità le regole della semplice educazione è un delirio molto simile alle trasmissioni di tuttologia nazionalpopolari a cui ci hanno assuefatto in televisione. Mi sembra di essere stato esaustivo!
Fabrizio Botteghi www.ferroeseta.com

Simbiosi

In una sorta di simbiosi informatico-sportiva, le arti marziali e gli sport da combattimento l’hardware è come la preparazione preparazione atletica, il software la tecnica e non ultima la bontà dei componenti è la capacità di gestire la paura o se preferite il coraggio. considerando che la tecnica in particolare nelle arti marziali cinesi è assimilabile alla cinetica della catena e che la forza di questa è data dalla resistenza dell’anello più debole, quando ci si allena è necessario fare attenzione proprio nelle cose che riescono peggio poichè saranno queste che faranno la differenza, contrariamente a quanto si crede ciò che riesce in qualche modo naturale non necessariamente ti capiterà.

Affari d’oro per fisioterapisti ed osteopati

Nel corso dei prossimi anni, da facile profeta, immagino un aumento considerevole dei profitti per fisioterapisti e gli osteopati ; praticare arti marziali sport da combattimento e preparazione atletica ad un certo livello non è come giocare alla play station, questi professionisti sanitari dovranno ringraziare non solo i maestri di arti marziali “Fai da te” ma anche la sconfinata platea di istruttori di, crossfit e attività affini. Negli sport da combattimento purtroppo non basta dare due calci e due pugni potenti e passatemi il termine “Ciavattati” Il dono del colpo da K.O. non è da tutti e nella speranza o l’illusione di ottenerlo in molti, troppi, hanno la pessima tendenza tutta statunitense di semplificare con l’intento di ottimizzare sopperendo e surrogango alle carenze tecniche con l’aumento della forza sviluppata quasi sempre con carichi artificiali. Organizzare l’aumento della forza non è così semplice come appare al profano, una cosa è la forza esplosiva, una cosa è quella reistente, una la forza veloce ecc. ogniuna di queste capacità va allenata con le sue specificità ed applicata differentemente alle caratteristiche dell’atleta; se poi per aumentare la forza esplosiva si và a crescere troppo di massa nel combattimento possono sorgere seri problemi di resistenza e di appartenenza ad una determinata categoria, si deve tenere presente che il rapporto forza peso deve essere sempre abbondante. Dietro il trend dell’addestramento di resistenza alla forza tipico dei corpi speciali inserendo elementi di potenziamento è esploso il fenomeno dell’allenamento funzionale  quì, tra alcuni istruttori bravi troviamo un Mondo di pressappochisti totalmente o parzialmente a conoscenza dell’anatomia e fisiologia umana, essere inclini all’aiutino chimico e senza controllo medico rientra purtroppo nella norma, spesso ci sono insegnanti del settore che snocciolano erudizioni farmacologiche e biologiche che già sentite nel campo dei bodybuilders, inoltre si vedono piegamenti e trazioni eseguiti fuori delle linee ideali, rom incomplete, posizioni della colonna vetebrale a rischio lesioni tuttavia con la musica a palla, se si è giovani finchè dura fà verdura. Rimanendo saldo il principio che i soldi investiti per l’attività fisica sono sempre un bene, prestate attenzione quando vi iscrivete in una palestra di questo tipo a chi vi state affidando.

Pratica allenante

Nelle arti marziali praticare le tecniche anche se non al massimo delle performances significa comunque fare una seduta allenante, al contrario scimmiottarle magari tenendo una posizione più comoda per le gambe non lo è. Si tratta della stessa situazione che si viene a creare quando per la preparazione atletica di base o evoluta non si eseguono le rom complete o in assetto che mette in pericolo la stabilità delle articolazioni. Fare gli esercizi correttamente significa migliorare la qualità dell’allenamento; l’equazione + lavoro = maggiore risultato non è sintatticamente ne praticamente corretta; Allenarsi troppo fà solo affaticare e commettere errori, se poi si entra nella parte oscura e marcia dello sport, tanto cara ai numerosi mistificatori presenti nel settore come lupi mascherati da agnelli, allora ci si proietta in escamotages pericolose con additivi che vanno ad alterare il metabolismo e la stessa sensazione della fatica, senza fatica non si comprende quando siamo al limite e ognuno invece dovrebbe conoscerlo per poterlo superare. Il riposo serve come l’esercizio, è necessario proprio a metabolizzarlo. Allenarsi qualitativamente più che quantitativamente permette di ottenre risultati più duraturi nel tempo e previene gli infortuni. Se invece siete come gli automobilisti che preferiscono una bella carrozzeria senza un motore adeguato allora è un altro paio di maniche.
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A volte è necessario rammentarlo.

A volte anche se banale è necessario rammentarlo.
Il combattimento sportivo necessita di alcune regole auree fondamentali, non avete di fronte una persona qualsiasi ma un atleta preparato fisicamente psicologicamente, difficilmente si intimorirà con finte o puerili provocazioni: la prima è la più ovvia ma anche la più difficile, consiste nel non essere dove arrivano i colpi; la seconda assumere una guardia ben chiusa, possibilmente impenetrabile, non concedere niente all’avversario; La terza riguarda la strategia di tenersi il centro del terreno di gara, che sia tatami o ring questo sarà il punto più lontano dai suoi margini; la quarta è coltivare la capacità di mobilità sul tronco e sulle gambe, colpire poi ritrarsi, schiavare attaccanto arretrare colpendo; la quinta consiste anche nelle discipline che lo prevedono, nel non subire o farsi coivolgere in leve articolari… Più un’infinità di altri dettagli variabili volta per volta.

Palestre nel pontino

Credo che l’utenza media delle palestre di Pomezia e dintorni abbia iniziato a rendersi conto dei limiti e non solo dei vantaggi che presentano le megastrutture sportive presenti nel territorio. La critica non è intorno alla strutture monumentali e tutto sommato ben costruite ma all’organizzazione della didattica. Si tratta di stabilire per quale ragione una persona si iscrive in palestra, se è per fare socializzazione oltre la superficialità dei social network è un conto ma se lo si fà per stare in forma o imparare una qualsiasi disciplina, è tutto un altro conto; il sistema di considerare i corsi come degli scaffali da supermercato intercambiabili, come pure facilmente perorare la sostituibilità degli insegnanti, la scelta economica di servirsi di istruttori assunti a tempo determinato, spesso sottopagati che però devono essere presenti l’intera giornata, porta ad un decadimento dell’attenzione e della professionalità, così dopo anni di allenamento non si vedono risultati, se i primi anni queste megastrutture per attirare clientela proponevano gadget di ogni genere nel tempo scemando questa tendenza fè rimasto solo lo specchietto delle allodole della retta mensile molto bassa o forti sconti se si porta un nuovo cliente va considerato che anche se viene proposto un mensile di 35,00 euro per un generico allenamento con i pesi dove vengono fornite delle schede di allenamento e fate tutto da soli, il pagamento probabilmente deve essere fatto per tutto l’anno il che significa 420,00 euro ma per un qualsiasi motivo se uno non può frequentare questo sistema di prepagamento è a tutto sfavore dell’utenza. Gli istruttori poi sono il valore aggiunto di qualsiasi struttura sportiva, la stessa attività potrebbe essere insegnata bene o mediocramente o male fareste costruire un ponte a chi ha solo impastato calce? Nelle Arti marziali, nella danza o la ginnastica artistica questi fattori diventano esiziali. Dovrebbero esserci in giro nel territorio un gran numero di spartani ma d’Estate al mare vedo tante pancette!

Fabrizio Botteghi

Boicottaggio del kung fu

Come far rimanere uno sport d’elitè in un cantuccio di nicchia? Basta boicottarlo a tutti i livelli; dall’alto le massime istituzioni dello sport internazionale non andando le aleatorie promesse non lo fanno entrare alle competizioni olimpiche, mentre altri sport decisamente opinabili e dallo scarzo seguito non hanno questo trattamento. A livello basso e personalmente ho provato sulla mia pelle, dai gestori delle palestre che approfittando dei miei sforzi pubblicitari dirottavano i clienti in altre attività, ai “Colleghi” Di altre arti marziali che creavano problemi sull’uso delle armi tradizionali, fra l’atro prive di filo, adducendo il fatto che rovinassero il tatami, quando non era questo contestavano le scarpette di pezza o di gomma morbida, mentre loro non pulivano il sangue che rimaeva sui tappeti dopo il loro allenamento, un altro sitema è quello di mettere i propri volantini pubblicitari o biglitti da visita praticamente in posti nascosti o farne sparire un p’ò alla volta senza che nessuno mi contatti, questo diventa poco credibile quando i pezzi presi sono 50 e non ti contatta nessuno , a volte sono capitati periodi in cui le persone che volevano fare una lezione di prova se si trattava di arti marziali cinesi potevano al massimo vedere la lezione, al freddo seduti su una sedia di plastica, come al freddo spesso e volentieri venivano lasciati i miei atleti, appena cominciava il nostro turno, magicamente, i riscaldamenti venivano sistematicamente spenti, naturalmente vane sono stte le mie rimostranze con le risposte che può darti solo un despota: o così o quella è la porta! Il massimo è quando altri istruttori serrano a chiave la porta si immette sull’uscita di sicurezza, non dicendolo ma celando la scusa che i miei atleti possano usufruire delle loro attrezzature gelosamente custodite o peggio che se possano portar via quando tutta la struttura internamente ed esternamente è monitorata da telecamere. Tanto non ci fermerete!

Fabrizio Botteghi

Le arti marziali nel pozzo

Il mondo visto da un pozzo o meglio il cielo che si intravede guardando in alto è solo una porzione circolare della volta celeste e se uno è sempre vissuto in tale angusta dimora quello che vede è tutto il suo mondo e come sopra di lui è tutto il suo cielo. Le arti marziali non sono immuni da paragoni che calzano con la descrizione appena enunciata, ogni stile, metodo, scuola e maestro hanno delle certezze all’interno delle quali nessuno osa insinuare il dubbio. Tutti i metodi sono buoni se studiati e perseguiti con dedizione ma ci vorrebbe un p’ò meno ortodossia nell’enunciare che tale stile è nettamente superiore all’altro poichè molto se non tutto dipende da chi lo pratica. le arti marziali cinesi per esempio nella loro vastità tendono a non soffermarsi troppo sul combattimento a terra, in quanto considerata, ultima ratio, e fuori da un’ottica che potremmo definire cavalleresca, tuttavia esistono le tecniche a terra ma vengono poco usate sia nella parte sportiva dove sono state del tutto abolite almeno per adesso con il fermo dell’intervento dell’arbitro; a livello difensivo viene considerato poco sicuro portare lo scontro deliberatamente a terra in una collutazione troppo ravvicinata nel, reale, la possibilità di ricevere coltellate, cacciavitate e morsi è troppo alta, si pensa più ad una difesa a terrra simile a quella che attuerebbe un felino difendendo la schiena e il collo ma sempre cercando di astenersi al contatto contiguo. Quando uno frequenta un kwon o dojio che dir si voglia ha purtroppo la condizione del mondo visto nel pozzo ma tutti sappiamo che il cielo è immensamente più grande della porzione visibile dal fondo di un buco.

Fabrzio Botteghi

Integratori?

Integratori? Per me fanno parte di un discorso apparentemente anacronistico come poi è effettivamente. Mentre tutto il mondo dello sport della medicina dello sport legata al risultato prima che alla salute dell’alteta si muove praticamente all’unisono in direzione nettamemnte favorevole ai cosidetti Integratori, io la penso diversamente. Quando si parla di qualcosa spesso di sintesi ed estremamente concentrato e non comparabile in natura ad alcun alimento, si rischia di sconfinare nel campo del doping, quelli che decidono cosa identificare o no come sostanze dopanti sono sempre i medici che come uomini non sono immuni da forti pressioni economiche legate alla commercializzazione delle suddette sostanze. Tolte le maltodestrine reperibili in natura anche se in concentrazioni inferiori alle barrette in commercio, Tutto il grosso del mercato è assorbito su prodotti che apportano una maggiore percentuale di proteine; gli amminoacidi ramificati, che giornalmente possono essere assunti senza creare troppi squilibri non superano i 2 grammi, con quantià tali siamo sicuri che visto la diffusione globale di tali prodotti e la loro facile reperibilità che i consumatori non indulgano al solito ” Fai da te” Perchè si è spinti a ottenere con il fare il meno possibile? Si vogliono sviluppare i muscoli nel minor tempo possibile come se una bella macchina fosse necessariamente performante ma purtroppo non è così. Chiaramente non entro nemmeno nel campo delle conclamate sostanze dopanti che alterano la capacità di trasporto del sangue, le alterazioni ormonali, gli steroidi anabolizzanti perchè per me lì siamo alla follia conclamata.in Europa 2.500 anni fà c’éra una città divenuta famosa proprio per le performance atletiche e guerriere, Sparta, i guerriri spartani invece che gli integratori si nutrivano di razioni relativamente povere, tale comportamento alimentare stimola il corpo ad estrarre il massimo da qualsiasi alimento e fortifica il carattere nei confronti delle avversità; fate vivere un lottatore nel lusso e ben nutrito, gli verrà mai la voglia di combattere? Nel mondo animale si può fare l’esempio dei cervi che avendo in pratica quattro stomaci sono in grado nei periodi invernali di digerire anche i rami secchi ma se vengono nutriti con cibi più nutrienti tendono a perdere questa esiziale caratteristica rischiando la morte. Non vorrei fare al contempo un discorso estremamente talebano ma per integrare i liquidi non cè nulla meglio dell’acqua o se volete aggiungere sali minerali del tè, mentre per gli zuccheri ve ne sono fin troppi, come per le proteine. é chiaro che per alcuni sport di lunga durata o imprese l’integrazione diventa obligatoria se vi trovate sul Manga Parbhat è difficile trasportare il cibo convenzionale. Fare dell’integrazione alimentare il cardine del proprio allenamento é stravolgere il senso delle cose; ti devi allenare, nutrire e riposare, più si segue la gradualità e la costanza più i risultati saranno duraturi, al contrario con l’aiutino si ottengono risultati ben più evidenti in minor tempo ma si perdono anche velocemente. Negli sport da combattimento l’acquisire massa è un’arma a doppio taglio nello spendere energia per aumentare massa non è detto che si rimane sempre così veloci passando a categorie di peso che per altri sono naturali. il vero segreto è praticare! Nelle arti marziali cinesi il rapporto, forza veloce peso, deve essere il più positivo possibile aumentando il denominatore non è che la proporzionalità tra superficie della sezione muscolare e forza crescano secondo una linea retta ma piuttosto secondo una curva di saturazione, oltre la quale i muscoli in primis il cuore non saranno più in grado di gestire il proprio peso e volume muscolare; prorprio per questo il bodybuilding classico concentra il lavoro muscolare sforzandosi di isolare il lavoro in giorni differenti per ogni distretto, tuttavia in natura questo non avverrebbe mai come realmente è quasi impossibile isolare del tutto il lavoro di un singolo muscolo, siamo fatti per lavorare in e con la sinergia di tutto il corpo a partire dal cervello.