Ma anche no!

Unire, mischiare, integrare le arti marziali a parte che è sempre stato fatto sin dagli albori della storia umana, attualmente per quello che sono divenute le arti marziali e gli sport da combattimento da cui derivano tali pratiche assumono altri significati, giustificazioni, valenze e pesi economici. Io direi “Ma anche no!” Una sorta di frenesia come quella alimentare degli squali quando si contendono la carcassa scarrocciante di una balena semisommersa alla deriva spinge un numero considerevole di nuovi fenomeni e profeti delle arti marziali e degli sport da combattimento ad inventare, riscoprire, mischiare o se preferite contaminare arti marziali con altro: danza, aerobica e ancor di più ovviamente stili con stili sempre sicuri di aver scelto il meglio di ogniuno scartando quello che ritengono inutile, innescando a mio parere un processo ossidoriduttivo di tutto il settore. A Roma si dice: buttarla in caciara quando non si vuole far capire niente e continuare a fare i proprio comodi, prendendo le arti marziali e gli sport da combattimento fondamentalmente come una fonte di reddito; peccato che nel frattempo le ossa del cetaceo scarnificato di riferimento si sono adagiate sul fondo dell’abisso. Adeguare le arti marziali alle esigenze del mercato, privarle dell’aspetto morale, delle peculiarità specifiche di stile, non le migliora ma le appiattisce. Il segreto della sopravvivenza in natura è nella bio-diversità perchè ostinarsi ad accorpare metodi e filosofie talvolta opposti per avere un risultato che una generazione dopo l’altra toglie tecnica alla tecnica e si attesta su posizioni che esaltano solo la prestanza fisica. Fermo restando che ognuno è libero di fare le sue scelte. C’è da segnalare inoltre che se proprio vogliamo fare ricerca nel settore c’erano e ci sono in italia delle arti marziali autoctone, in Sardegna, Sicilia nell’antica Roma ed anche queste dovrebbero essere preservate e non mistificate. Ogni giorno c’é chi ridicolizza il settore sentendosi il Bruce Li del momento ma io non vedo tutti questi super uomini. Naturalmente in una pseudo-democrazia ribadisco che ogniuno è libero di credere e fare ciò che vuole, d’altra parte si identifica il termine come sinonimo di fare tutto ciò che è di proprio piacimento tralasciando il particolare di non ostacolare gli altri; tuttavia se ci sono ancora personaggi che spinti da uno spirito innovatore volessero inventare, codificare, migliorare il panorama marziale con altro, perchè ne sentano l’esigenza, tengano a mente il seguente elenco senza che questo rappresenti una preferenza, un giudizio o qualsiasi altra cosa. Auguri:
Lotta Greco Romana; lotta Libera; Boxe; Kara Te ( Shotokan, Wado Ryu Go Jiu Ryu, Shinto Ryu ); Shorinjiri Kempo; Kick Boxing; Wing Chun; Ving Chun; Ving Chun Evolution; Jeet Kune Do; Iaido; Kobudo; Ken Do; Tang Su Do; Penkat; Silat; Kalariparyattu; Kushti; Arti Marziali Europee; Italian Knife Fencing; Hilot Sdoma; Iscudi; Bastone Siciliano; Paranza Corta; Tafang Tao, Systema Brasil Ryu; Systema; Ju ji Tzu; Brasilian Jiu Ji Tzu; MMA; Sambo; Spartan Fight; Krav Maga; Muay Thai; Matajan; Eskrima, Viet Vo Dao; Qwan Ki Do; Tae Kwon Do; Npiama; Letwey; Capoeira (Nago, Regional) ; Kick Boxing; Hikite; Ikite; Scherma; Pancrazio; Lotta Senegalese; Dambe; Lotta Nuba; Vajara Shen Do; Okichitaw; Angampora; Choi Kwan Do; Ssireum; Thang Ta; Sumo; Kombatan; Maculele; Aratoa; Ktm Kahuana; Lua; Liu Bo; Corra Hwarag Do. A livello mondiale Credo di averne certamente dimenticato qualcuno.
Poi C’é il mondo delle arti marziali cinesi che a livello famigliare superano i 600 stili i più riconosciuti: Shao Lin (Una ventina di sottosistemi che vanno dal Tai ji all’acrobatico); Tai ji Quan (Yang, Chen, Sun, Wu, Hao); Pa Kua Quan; Hou Quan; Hung Gar, Choy Li Fut ; Shuai Jiao; Xingy Quan; Liu He Ba Fan Quan; Wu Tao; Bai Ji Quan; Fan Zi Quan; Hong Jia; Meihua Quan; Bai Mei Quan; Tong Bei Quan; Lan Shou Men; Gou Jia Quan; Fei Hu Quan; Ying Men Quan; Ke Jia Quan; Rou Gong Men; Sun Bin Quan; San Huang Pao Chui; Ba Fa Quan; Ming Tang Quan; Mi Zong Quan; Di Tang Quan; Da Shen Pi Guan Men; Houquan; Zuijiuquan; Houquan; Heihuquan; Huquan; Longquan; Shequan; Niuquan; Tanglangquan. Inoltre vi è il Wu shu moderno con le sue codifiche ( Chang Quan Nan Quan Tai Ji Quan con le loro relative armi tradizionali).

Alternative di allenamento

Negli sport da combattimento e nelle arti marziali può accadere di andare incontro ad infortunio a carico della zona carpale. Chi lavora spesso con i pugni sà di cosa parlo, alle volte nonostante le precauzioni, come un bendaggio ben fatto e la qualità dei guantoni può verificarsi comunque una microlesione con relativo versamento che ha come primo risultato l’impossibilità di praticare allenamento al sacco o con qualsiasi altro supporto. In genere questo tipo di traumi si risolvono in uno o due mesi, un tempo che un agonista non può certo permettersi se non a discapito della perdita della forma fisica e soprattutto della risposta fisiologica alla fatica. Il mio consiglio in questi casi è quello di allenarsi lo stesso dedicando l’attenzione ad altri distretti muscolari: un settore che spesso si trascura, ed un’altra che permette l’alternativa fisiolgica generale al sistema metabolico necessario per il combattimento sportivo. Le spalle per chi tira pugni tendono a portarsi in avanti e ma modificare la struttura della della cuffia dei rotatori, questo fenomeno nel tempo compromette il range d’azione dell’articolazione; si può ovviare a questo inconveniente dedicandosi ad allenare i pettorali alla massima contrazione e minimo allungamento; mentre i deltoidi posteriori i sovraspinati, l’infraspinati ,i grandi rotondi ed il piccoli rotondi si dovranno allenare alla massima contrazione e minimo allungamento, questo sistema riallinerà ed in ogni caso stabilizzerà ulteriormente le spalle riallineando la testa degli omeri ai cercini delle scapole. Per quanto riguarda la risposta fisiologica si può andare a correre su una distanza sufficientemente lunga, sui 5 Km di cui i primi due percorsi ad un passo tranquillo e regolare e gli altri tre inserendo tratti in progressione ogni due minuti che diventeranno verso la fine sempre più assimilabili a scatti per almeno 30 secondi.
Fabrizio Botteghi

In combat sports and martial arts, it may happen to suffer an injury to the carpal area. Those who often work with their fists know what I mean, sometimes despite the precautions, such as a well-made bandage and the quality of the gloves, however, a micro-injury with relative spillage can occur, which has as a first result the impossibility of practicing bag training or with any other media. Typically this type of trauma resolves in one or two months, a time that an agonist can certainly not afford except at the expense of loss of physical form and above all of the physiological response to fatigue. My advice in these cases is to train the same by dedicating attention to other muscle districts: one sector that is often overlooked, and another that allows the general physiological alternative to the metabolic system necessary for sports combat. The shoulders for those who throw punches tend to move forward and but change the structure of the rotator cuff, this phenomenon over time compromises the range of action of the joint; this inconvenience can be avoided by dedicating oneself to training the pectorals at maximum contraction and minimum elongation; while the posterior deltoids the supraspinatus, the infraspinatus, the large rotunda and the small rotunda will have to train at maximum contraction and minimum elongation, this system will realign and in any case further stabilize the shoulders by realigning the head of the humerus to the seekers of the shoulder blades. As far as the physiological response is concerned, you can go running on a sufficiently long distance, on the 5 Km of which the first two routes at a calm and regular pace and the other three by inserting sections in progression every two minutes that will become more and more towards the end similar to jerks for at least 30 seconds.
Fabrizio Botteghi

Con rammarico!

Con Rammarico, qualcuno ha problemi con il principio matematico degli insiemi; non si possono sommare, dividere, moltiplicare e dividere capre e cavoli. Quando nasce una federazione sportiva, generalmente si dedica ad una displina, in particolare alcune sono concepite proprio per salvaguardare i valori e la diversità. in particolare la Fiwuk (Federazione Italiana Wu Shu Kung fu) votata alla tutela e all’organizzazione delle realtà sulle arti marziali cinesi nel tempo ha mutato le sue finalità per questioni di numeri minimi necessari per il riconoscimento C.O.N.I. aprendosi alle discipline “Affini” tipo Viet Vo Dao, poi ha incluso maestri capiscuola italiani di stili del tutto personali, e come ciliegina sulla torta, invece di favorire la rinascita del settore per il quale era nata si è deciso di attaccarsi al treno delle MMA che vanno tanto di moda e che comunque non hanno certo bisogno di accrediti da parte di altre relatà marziali, quelli che le praticano sanno benissimo di fare uno sport da combattimento che origina principalmente dal brasilian Jiu Ji tzu, boxe e kickboxing che niente a che fare con le realta cinesi che siano tradizionali o moderne. Se uno poi immagina che un insieme debba rappresentare tutte le forme di movimento perchè non includere la ginnastica artistica, la danza, la capoeira o il curling, perchè non includere la lotta greco-romanna che ha subito l’onta di essere stata esclusa dalle Olimpiadi. L’inclusione delle MMA in un settore così delicato e complesso delle realtà marziali cinesi che spaziano dal tradizionale al moderno fino al combattimento sportivo sanda con le sue regole, se per un verso è un salvagente economico organizzativo dall’altra è un vero suicidio politico, sociologico, morale e di immagine. L’affermazione che comunque un pugno è un pugno qualsiasi sia la scuola o il maestro che lo insegni se superficialmente è vera quando la vai ad analizzare in tutti i suoi aspetti è completamente falsa: la stessa tecnica portata termine da due fenotipi differenti fornirà un risultato analogo, un conto è dare un pugno pensato per attraversare un avversario o solo a toccarlo, farlo partire rilassato e serrarlo solo al contatto o tenerlo sempre in tensione, ruotarlo durante la sua triettoria, usare un guantone di differente caratura o non usarlo per niente, essere ben piantati sulle gambe o saltellando, darlo come primo colpo con il braccio della gamba avanzata, o con l’arto arretrato, quanto siano coinvolte le spalle le anche e quanto pronti a tornare nella posizione di guardia si deve conoscere la differenza fra un’arte marziale e una seppur efficace ciavattata…Ma di che stiamo parlando?! Uno se ne può fare una ragione ma le cose così non mi danno l’idea di coerenza e stabilità.

Fabrizio Botteghi

Lungo e forte

Purtroppo non mi stancherò mai di ribadire quello che segue, visto il prepotente ritorno della muscolarità prima di tutto, che sia ottenuta con additivi o se ne faccia meno è bene riammentare a chi per esibire il bicipite a mezza rom per ottenere l’effetto “Palla” che fisiologicamente e biologicamente i muscoli si possono presentare schematicamente in quattro modalità: Lunghi e deboli, corti e deboli, corti e forti ma anche lunghi e forti. Ovviamente da un punto di vista atletico é l’ultima la modalità da ricercare e da allenare che garantisce oltretutto una maggiore longevità per l’intero apparato locomotore. I muscoli Lunghi e forti non creano squilibri ai piccoli muscoli stabilizzatori profondi come quelli della regione dell’anca, della colonna vertebrale e della cuffia dei rotatori. Sfortunatamente per quanto riguarda l’occhio i muscoli profondi non sono evidenti come quelli esterni appena sotto la pelle. Ad ogni modo il bicipite si può evidenziare anche lavorandolo a rom completa in posizione supina, allungarlo e ripetendo l’esercizio in presa prona in modo che sia coinvolto principalmente il muscolo brachiale che posto fisicamente sotto il bicipite contribuirà all’aumento del suo volume. Certo se uno ricerca la funzionalità il discorso è molto più complesso.

Fabrizio Botteghi

Unfortunately I will never get tired of reiterating what follows, given the overwhelming return of muscularity first of all, whether obtained with additives or if it is less so, it is good to rejoin to those who exhibit the biceps half rom to get the effect “Ball “that physiologically and biologically the muscles can be presented schematically in four ways: long and weak, short and weak, short and strong but also long and strong. Obviously from an athletic point of view it is the last one to be researched and trained which also guarantees greater longevity for the entire musculoskeletal system. The long and strong muscles do not create imbalances in the small deep stabilizing muscles such as those in the hip region, the spine and the rotator cuff. Unfortunately for the eye the deep muscles are not as obvious as the outer ones just below the skin. In any case, the biceps can also be highlighted by working with a full rom in a supine position, stretching it out and repeating the exercise in a prone grip so that the brachialis muscle that is physically placed under the biceps is involved will increase its volume. Of course if one searches for functionality, the discourse is much more complex.
Fabrizio Botteghi

Sfortunatamente – Unfortunately

Nelle arti marziali e più in generale negli sport da combattimento che usano i pugni vedo accontenta l’occhio e che illude di avere muscolarmente tutte le carte in regola per la potenza e la velocità del gesto atletico. Sfortunatamente i muscoli che vediamo in superfice appena sotto la pelle non sono quelli che per esempio a livello dell’articolazione della spalla determinano la corretta posizione dell’omero rispetto alla superficie su cui deve scorrere al lato della scapola. Il muscolo pennato deltoide su cui si distinguono tre sezioni anteriore, mediana e posteriore è la copertura della vera e prorpria cuffia dei rotatori, se uno allena troppi allenamenti assimilabili al bodybuilding, come si stesse cercando una forma che questo gruppo muscolare senza tener conto di quello che si trova sotto, la spalla cresce di volume ma non necessariamente la sua efficienza, se i piani di scorrimento tra la testa dell’omero e la glena della scapola subiscono uno scivolamento statisticamente più probabile in avanti il range di movimento diminuisce drasticamente alcuni gesti divengono difficoltosi se non dolorosi. Il fatto di avere molti impatti in avanti con le braccia distese rafforzano il grande e piccolo pettorale questo fa sì che le spalle si spostano avanti contemporaneamente si allungano i muscoli che si trovano dietro le scapole; per gli impatti a partire dalle mani, le fasciature ben fatte, i guanti, la posizione corretta dei gomiti possono contenere i microtraumi mentre per quanto riguarda la spalla essendo una enartrosi ad incastro lasso il discorso è molto più complesso. Sotto il deltoide la posizione dell’omero rispetto alla scapola è garantita fondamentalmente da 5 muscoli locali: il sovraspinato, l’infraspinato, il piccolo rotondo, il grande rotondo e il sotto scapolare, anche i legamenti e le borse sinoviali danno ovviamente il loro contributo, tuttavia tensioni ed accorciamenti di gruppi muscolari molto più grandi che si innestano nei pressi delle spalle influenzano ulteriormente l’area interessata. In linea generale per quanto riguarda ad esempio un pugno diretto il miglior modo per non farsi male è far sì che al momento della massima estensione e durante l’impatto il polso, il gomito e la clavicola si trovino sulla stessa direzione, per cui ruotare la spalla è corretto sotto tutti i punti di vista, avere le spalle nella posizione corretta consente di allungare l’attività in età avanzata ed è una buona norma per gli agonisti per prevenire infortuni. In genere accade che i muscoli anteriori siano più sviluppati dei posteriori mentre questi sono oltre che meno sviluppati sono più lunghi, come possiamo agire per correggere quello che da un atteggiamento può diventare una patologia con dolori ed indolenzimenti decisamente non auspicabili ad un atleta sul ring? Si devono in generale sempre allungare tutti i muscoli ma nello specifico dobbiamo allenare almeno una volta al giorno per 15 minuti i muscoli posteriore delle spalle in condizioni di massima contrazione e minimo allungamento, a poco a poco la trazione sulla testa dell’omero porterà in assetto naturale le articolazioni. Scaldarsi a carico naturale poi con l’aiuto di piccoli pesi o elastici, non servono grandi carichi i muscoli della cuffia sono piccoli occorre invece costanza ed attenzione nel mantenere le spalle depresse. Trascurare la ginnastica posturale illudendosi di costruirsi una grande “Carrozzeria” è come avere una macchina americana 5000 cc di cilindrata che ha solo 150 cavalli. Il rapporto da tenere ben in mente deve essere sempre relativo forza su peso. L’atleta deve per principi attraverso delle rom complete lavorare sempre in massimo allungamento e massimo accorciamento dei muscoli, salvo nei casi che occorre fare delle correzioni della postura.
Al minimo sentore di difficoltà motoria livello della spalla è bene rivolgersi ad un medico specialista per inquadrare il problema fugando qualsiasi dubbio, probabilmente se il problema è lieve o di media entità un bravo fisioterapista o istruttore sarà in grado di correggere lo squilibrio fra i muscoli antagonisti, il campanello d’allarme deve essere preso subito in considetazione per non finire ad esempio nella sindrome di impigment del muscolo sovraspinato, sindrome che moltissimi hanno in forma latente ma che trascurata può arrivare a lesionare il muscolo stesso per via dello sfregamento meccanico fra clavicola e scapola.
Fabrizio Botteghi
In martial arts and more generally in combat sports that use fists I see too many trainings similar to crossfit or even bodybuilding, as if you were looking for a shape that satisfies the eye and that has the illusion of having all the papers in order the power and speed of the athletic gesture. Unfortunately the muscles that we see on the surface just below the skin are not those that for example at the level of the shoulder joint determine the correct position of the humerus in relation to the surface on which it must slide to the side of the scapula. The pennate deltoid muscle on which three anterior, median and posterior sections are distinguished is the coverage of the true and protruding rotator cuff, if one trains a lot this muscle group without taking into account what is below, the shoulder grows in volume but not necessarily its efficiency, if the sliding planes between the head of the humerus and the glenoid of the scapula undergo a statistically more probable sliding forward the range of movement drastically decreases some gestures become difficult if not painful. Having many impacts forward with outstretched arms reinforces the large and small pectoralis this causes the shoulders to move forward simultaneously lengthening the muscles that lie behind the shoulder blades; for impacts from the hands, well-made bandages, gloves, the correct position of the elbows can contain microtraumas while as regards the shoulder being a loose joint joint the matter is much more complex. Under the deltoid the position of the humerus in relation to the scapula is fundamentally guaranteed by 5 local muscles: the supraspinatus, the infraspinatus, the small round, the large round and the scapular underneath, also the ligaments and synovial bags obviously make their contribution, however tensions and shortening of much larger muscle groups that are grafted near the shoulders further influence the affected area. In general, as regards a direct punch, for example, the best way to avoid injury is to have the wrist, elbow and collarbone in the same direction at the time of maximum extension and impact, so rotate the shoulder is correct from all points of view, having the shoulders in the correct position allows to lengthen the activity in old age and is a good rule for the agonists to prevent injuries. In general it happens that the anterior muscles are more developed than the posterior ones while they are more than less developed are longer, how can we act to correct what from an attitude can become a pathology with pain and soreness definitely not desirable to an athlete in the ring? In general, we must always stretch all the muscles, but in particular we must train the posterior shoulder muscles at least once a day for 15 minutes in conditions of maximum contraction and minimum elongation. natural joints. Warming up with natural load then with the help of small weights or elastic, you do not need large loads the muscles of the cuff are small, instead, constancy and attention are required in keeping the shoulders depressed. Neglecting postural gymnastics under the illusion of building a large “body shop” is like having an American 5000 cc engine that has only 150 horses power. The relationship to keep in mind must always be relative to weight. The athlete must by principles through complete roms always work in maximum stretching and maximum shortening of the muscles, except in the cases that it is necessary to make corrections of the posture.
To the slightest hint of difficulty in leveling the shoulder, it is best to consult a specialist to frame the problem, avoiding any doubt, probably if the problem is mild or medium, a good physiotherapist or trainer will be able to correct the imbalance between the antagonist muscles , the alarm bell must be immediately taken into consideration in order not to end up for example in the syndrome of impigment of the supraspinatus muscle, a syndrome that many have in latent form but that neglected can even damage the muscle itself due to the mechanical rubbing between clavicle and scapula.
Fabrizio Botteghi

Mistificatori or Mistifiers

E poi ci sono i “Mistificatori” Non che il termine sia usato nella sua connotazione più offensiva, nel senso che nessuno mette in dubbio l’eventuale efficacia del risultato finale, tuttavia, quando maestri di discipline ben codificate traslano su altre discipline per via di quello che richiede il mercato mi assale la delusione. In particolare nell’ambito delle arti marziali cinesi, non bastavano gli innovatori capiscuola, ultimamente molti strizzano l’occhio al mondo del K1 o MMA glissando tutto il messaggio filosofico delle arti marziali orientali ma soprattutto asserendo che tali discipline sono per quelli che non hanno il tempo per dedicarsi alla complessità del così detto Kung Fu fanno un torto alle suddette discipline, come se non fosse necessario un complesso lavoro di allenamento che va a sfociare necessariamente nel combattimento sportivo al tempo stesso mettono in atto la autodistruzione di tutto quello hanno imparato e trasmesso prima, come se non bastassero i media a dare spazio alle derivazioni marziali in chiave americana, non è accostandosi ad una stella che se prende luce, probabilmente è più facile bruciarsi. Di fatto si stà tornando indietro ai tempi dei film orientali di cappa e spada in cui karate e kung fu erano totalmente confusi, insomma alla fine per questi signori il messaggio che passa è che tutto è uguale o simile…Ma de che?
Fabrizio Botteghi

And then there are the “Mistifiers”. Not that the term is used in its most offensive connotation, in the sense that no one questions the possible efficacy of the final result, however, when masters of well-coded disciplines move to other disciplines because of what the market demands comes to disappointment. Particularly in the Chinese martial arts field, the innovators of the world of mind were not enough, lately many people wink at the world of K1 or MMA by forgetting all the philosophical message of oriental martial arts but above all by asserting that these disciplines are for those who do not have the time to dedicate oneself to the complexity of the so-called Kung Fu do a wrong to the aforementioned disciplines, as if it were not necessary a complex training job that goes necessarily lead to the sport combat at the same time they put in place the self-destruction of everything they have learned and transmitted first, as if the media were not enough to give space to martial derivations in an American key, it is not approaching a star that if it takes light, it is probably easier to burn. In fact we are going back to the times of the oriental swashbuckling films in which karate and kung fu were totally confused, in short, for these gentlemen the message that passes is that everything is the same or similar … But what?
Fabrizio Botteghi

Differenze

Sò che servirà relativamente solo a chi ha orecchie per intendere, indubbiamente in un confronto sportivo vince il più forte come in guerra vince il più astuto, tuttavia vorrei chiarire gli aspetti fondamentali che differenziano gli sport da combattimento dalle arti marziali, i dubbi e le critiche vicendevolmente degli uni sugli altri nascono da un vizio di forma basico. Gli sport da combattimento proprio perchè sport hanno delle regole che in qualche modo salvaguardano l’incolumità degli atleti, per questo portano i colpi a contatto pieno solo in determinate aree del corpo, quando non lo fanno hanno affinato la tecnica del controllo come per il kara te, un ibrido tra forma e combattimento. I puristi del contatto pieno però sanno benissimo che in sede di allenamento anche loro non portano i colpi sempre a fondo, devono per forza provare le cose prima di eseguirle al meglio, quelle che nella boxe si chiamano “Figure” non sono altro che forme ripetute all’infinito per automatizzarne il gesto. Le arti marziali di qualsiasi disciplina non contemplano la salvaguardia dell’avversario perchè in natura sarebbe un nemico fortunatamente si è sviluppato un senso di rispetto empatico verso il perdente di umana pietas, verosimilmente dalla tradizione Buddista di Shao Lin, per cui le forme o tecniche a vuoto sono simulazioni che possono essere ripetute con uno più patner con o senza armi tradizionali alla ricerca della perfezione e della credibilità del gesto, come fanno gli stuntmen o nel wrestingh, nelle arti marziali la competizione agonistica del combattimento è un aspetto volutamente sportivo e per questo soggetto a limitazioni che in alcuni casi inibiscono 80% delle potenzailità delle specialità. In pratica quanto durerebbe un alteta ben allenato se gli arriva deliberatamente un calcio sul ginocchio o sui genitali? Quanto resisterebbe ad una stretta al collo senza soffocare per questo ad esempio è nato il judo dal ju jitsu; il primo uno sport la seconda un’arte marziale, nelle arti marziali cinesi il sanda è la parte sportiva del combattimento e non usano che un piccolo arsenale di tecniche tradizionali anche se portate a contatto pieno. Probabilmente qualche dubbio viene anche per via degli “Innovatori” quelli che estrapolano tecniche in modo randomico da varie discipline creadone di nuove, non sapendo loro stessi dove comincia l’arte marziale e dove finisce lo sport, un lavoro che spesso e volentieri non fà altro che togliere, tecnica, sostituire con potenzaimento, portare all’essenziale e far sembrare alla fine tutto simile… Ma non è così!

Un esempio calzante è dato dal fenomeno M.M.A. letteralmente Mixed Martial Arts al tempo uno per diventare un esperto si faceva il mazzo per anni nella boxe, nel ju ji tsu, nella sua variante brasiliana e possibilmente nella kik boxing, poi cominciavano ad unire le varie tecniche estrategie…Adesso entrano in palestra e dopo un allenamento di potenziamento, si prendono a pugni come non farebbe un pugile, fanno proiezioni come non un judoka e non danno calci come un atleta di kik.

Il segreto del successo – the secret of success

A tutto il mondo degli, svezzati, quelli che sanno già tutto l’argomento sarà già noto o addirittura non interessa affatto in quanto perfettamente assorbiti dal siastema stesso al punto di consideralo naturale. Nella società troppo tempo e sempre più il successo è legato non come si vede nei film alle proprie capacità che qualcuno prima o poi valorizzerà, magari quando capita l’occasione è bene essere pronti ma alla totale casualità dell’essere al posto giusto nel momento giusto. In altri termini saper scegliere i piedi giusti da leccare è molto più remunerativo in termini economici e di notorietà dell’essere un grande studioso, tecnico, letterato, poliglotta o maestro di arti marziali. D’altra parte la storia che non viene oramai più portata nei banchi di scuola ci insegna che a ritroso sono veramente innumerevoli gli esempi di personaggi e leaders politici incompetenti, immorali, paranoici, schizzofrenici, megalomani e decisamente pazzi che hanno spadroneggiato e tuttora mostrano con orgoglio la propria arroganza, ciò nonostante l’umanità in qualche modo ha la resilienza per continuare in qualche modo ad esistere.
Fabrizio Botteghi

To all the world of the weaned, those who already know the whole subject will already be known or even not interested at all because they are perfectly absorbed by the system itself to the point of considering it natural. In society too much time and more and more success is bound not as we see in the movies to their own abilities that someone will sooner or later value, maybe when the opportunity happens it is good to be ready but to the total randomness of being in the right place at the right time . In other words, knowing how to choose the right feet to be licked is much more profitable in economic terms and notoriety than being a great scholar, technician, writer, polyglot or martial arts master. On the other hand, the story that is no longer brought to school shows us that there are truly innumerable examples of incompetent, immoral, paranoid, schizophrenic, megalomaniac and decidedly crazy political figures and leaders who have lorded and still show with pride one’s arrogance, yet humanity somehow has the resilience to somehow continue to exist.
Fabrizio Botteghi

Ovvietà che si devono rammentare sui surrogati

Così come probabilmente ci si diverte l’illusione è inevitabile, un’arte maziale non è uguale ad un’altra, come ogni maestro fà storia a se. Spesso si è indotti dal business system a credere che fare sky diving in tandem sia la stessa cosa che lanciarsi con il paracadute; praticare spinnig al chiuso o pedalare nella natura non sono la stessa cosa; ci sarebbero una infinità di altri esmpi che sarebbe veramente lungoe sterile continuare ad elencare, chi vuole capire capisca! Allenarsi nell’aero-boxe senza essere mai saliti su un ring non fà di voi un pugile.

Fabrizio Botteghi

Just as we are probably amused, the illusion is inevitable, a mazial art is not the same as another, like every master makes history in itself. It is often induced by the business system to believe that doing sky diving in tandem is the same thing as launching with a parachute; practicing spinning indoors or pedaling in nature are not the same thing; there would be an infinity of other examples that would be really long and sterile to continue to list, those who want to understand understand! Training in the aero-boxing without ever getting into a ring doesn’t make you a boxer.

Fabrizio Botteghi

De même que nous sommes probablement amusés, l’illusion est inévitable, un art mazial n’est pas identique à un autre, comme chaque maître fait l’histoire en soi. Le système commercial a souvent tendance à croire que faire de la plongée en ciel en tandem équivaut à lancer avec un parachute. pratiquer le spinning à l’intérieur ou pédaler dans la nature ne sont pas la même chose; il y aurait une infinité d’autres exemples qui seraient vraiment longs et stériles pour continuer à énumérer, ceux qui veulent comprendre comprennent! S’entraîner à l’aéronautique sans jamais entrer dans un ring ne fait pas de vous un boxeur.

Fabrizio Botteghi

Assim como provavelmente estamos achando graça, a ilusão é inevitável, uma arte mazial não é a mesma que outra, como todo mestre faz história em si mesmo. Muitas vezes é induzido pelo sistema de negócios acreditar que fazer sky diving em conjunto é a mesma coisa que lançar com um pára-quedas; praticar girar dentro de casa ou pedalar na natureza não é a mesma coisa; haveria uma infinidade de outros exemplos que seriam realmente longos e estéreis para continuar a listar, aqueles que querem entender entendem! Treinar no aero-boxe sem nunca entrar em um ringue não faz de você um boxeador.

Fabrizio Botteghi

 

Forza e tecnica

A parità di forza la differenza la fà la tecnica, questa senza la prima é poco efficace.
La tecnica permette di usare tutto il corpo per uno scopo coerente, decuplicando le forze in un’azione che utilizza ottimizzando al massimo la catena cinetica. Negli sport da combattimento e nelle arti marziali ha preso piede da anni la rincorsa allo sviluppo della forza trascurando purtroppo la tecnica, visto che comunque questo sistema ha la sua efficacia si continua così tanto non importa quando a 30 anni gli atleti saranno inchiodati dagli acciacchi. I danni alla struttura muscolo scheletrica e soprattutto a carico dei tendini e delle articolazioni sono inevitabili quando si bypassano tappe importanti dell’allenamento. quale è il sistema più relativamente facile e immediato per allenare la forza? Il lavoro con carichi prossimi al proprio massimale; ora sia che lo la resistenza sia elastica, idraulica, o semplicemente gravitazionale con i pesi, vanno rispettati dei tempi di recupero appropriati per ogni fenotipo il chè và oltre la scheda tecnica di allenamento, se si vuole fare un percorso molto lungo con la propria attività fisica si devono prima condizionare articolazioni tendini e muscoli e poi portarli una volta ben riscaldati vicino al loro limite. Per fare questo occorre tempo che pare nessuno abbia. Per prima cosa sono necessarie delle sedute di allenamento che conprendano al loro interno tensioni isotoniche e isometriche, concentriche ed eccentriche, tenendo presente che ogni tensione muscolare lascia la tendenza del muscolo a rimanere contratto talmente superiore al tono muscolare di base che è necessario allungarlo per ridargli elasticità. Dopo l’allenamento di forza è poco utile forzare la mano con tecniche specifiche eseguite al massimo delle possibilità in quanto la sensibilità della proprioezione viene alterata dal superlavoro appena terminato, mentre sicuramente giova ripeterle in scioltezza, per lasciare una sorta di memoria a livello dei motoneuroni
Fabrizio Botteghi
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With the same strength the difference is made by the technique, this without the first is not very effective.
The technique allows to use the whole body for a coherent purpose, increasing the forces in an action that uses optimizing the kinetic chain as much as possible. In combat sports and martial arts, for years the pursuit of strength has taken hold, unfortunately neglecting the technique, since this system has its effectiveness, however, it continues so much no matter when at 30 the athletes will be nailed by injuries. Damage to the skeletal muscle structure and especially to tendons and joints is inevitable when important stages of training are bypassed. which is the most relatively easy and immediate way to train strength? Work with loads close to its ceiling; now whether the resistance is elastic, hydraulic, or simply gravitational with the weights, appropriate recovery times must be respected for each phenotype which goes beyond the technical training card, if you want to take a very long journey with your own activity physics must first condition tendon joints and muscles and then bring them once well warmed near their limit. To do this it takes time that no one seems to have. First, training sessions are needed that incorporate isotonic and isometric, concentric and eccentric tensions, keeping in mind that every muscle tension leaves the tendency of the muscle to remain contracted so much higher than the basic muscle tone that it is necessary to lengthen it to give it back elasticity. After strength training it is of little use to force the hand with specific techniques performed to the maximum of the possibilities as the sensitivity of the owning is altered by the overwork just finished, while surely it is useful to repeat them in fluency, to leave a sort of memory at the level of the motor neurons
Fabrizio Botteghi
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