Differenze

Sò che servirà relativamente solo a chi ha orecchie per intendere, indubbiamente in un confronto sportivo vince il più forte come in guerra vince il più astuto, tuttavia vorrei chiarire gli aspetti fondamentali che differenziano gli sport da combattimento dalle arti marziali, i dubbi e le critiche vicendevolmente degli uni sugli altri nascono da un vizio di forma basico. Gli sport da combattimento proprio perchè sport hanno delle regole che in qualche modo salvaguardano l’incolumità degli atleti, per questo portano i colpi a contatto pieno solo in determinate aree del corpo, quando non lo fanno hanno affinato la tecnica del controllo come per il kara te, un ibrido tra forma e combattimento. I puristi del contatto pieno però sanno benissimo che in sede di allenamento anche loro non portano i colpi sempre a fondo, devono per forza provare le cose prima di eseguirle al meglio, quelle che nella boxe si chiamano “Figure” non sono altro che forme ripetute all’infinito per automatizzarne il gesto. Le arti marziali di qualsiasi disciplina non contemplano la salvaguardia dell’avversario perchè in natura sarebbe un nemico fortunatamente si è sviluppato un senso di rispetto empatico verso il perdente di umana pietas, verosimilmente dalla tradizione Buddista di Shao Lin, per cui le forme o tecniche a vuoto sono simulazioni che possono essere ripetute con uno più patner con o senza armi tradizionali alla ricerca della perfezione e della credibilità del gesto, come fanno gli stuntmen o nel wrestingh, nelle arti marziali la competizione agonistica del combattimento è un aspetto volutamente sportivo e per questo soggetto a limitazioni che in alcuni casi inibiscono 80% delle potenzailità delle specialità. In pratica quanto durerebbe un alteta ben allenato se gli arriva deliberatamente un calcio sul ginocchio o sui genitali? Quanto resisterebbe ad una stretta al collo senza soffocare per questo ad esempio è nato il judo dal ju jitsu; il primo uno sport la seconda un’arte marziale, nelle arti marziali cinesi il sanda è la parte sportiva del combattimento e non usano che un piccolo arsenale di tecniche tradizionali anche se portate a contatto pieno. Probabilmente qualche dubbio viene anche per via degli “Innovatori” quelli che estrapolano tecniche in modo randomico da varie discipline creadone di nuove, non sapendo loro stessi dove comincia l’arte marziale e dove finisce lo sport, un lavoro che spesso e volentieri non fà altro che togliere, tecnica, sostituire con potenzaimento, portare all’essenziale e far sembrare alla fine tutto simile… Ma non è così!

Un esempio calzante è dato dal fenomeno M.M.A. letteralmente Mixed Martial Arts al tempo uno per diventare un esperto si faceva il mazzo per anni nella boxe, nel ju ji tsu, nella sua variante brasiliana e possibilmente nella kik boxing, poi cominciavano ad unire le varie tecniche estrategie…Adesso entrano in palestra e dopo un allenamento di potenziamento, si prendono a pugni come non farebbe un pugile, fanno proiezioni come non un judoka e non danno calci come un atleta di kik.

Ovvietà che si devono rammentare sui surrogati

Così come probabilmente ci si diverte l’illusione è inevitabile, un’arte maziale non è uguale ad un’altra, come ogni maestro fà storia a se. Spesso si è indotti dal business system a credere che fare sky diving in tandem sia la stessa cosa che lanciarsi con il paracadute; praticare spinnig al chiuso o pedalare nella natura non sono la stessa cosa; ci sarebbero una infinità di altri esmpi che sarebbe veramente lungoe sterile continuare ad elencare, chi vuole capire capisca! Allenarsi nell’aero-boxe senza essere mai saliti su un ring non fà di voi un pugile.

Fabrizio Botteghi

Just as we are probably amused, the illusion is inevitable, a mazial art is not the same as another, like every master makes history in itself. It is often induced by the business system to believe that doing sky diving in tandem is the same thing as launching with a parachute; practicing spinning indoors or pedaling in nature are not the same thing; there would be an infinity of other examples that would be really long and sterile to continue to list, those who want to understand understand! Training in the aero-boxing without ever getting into a ring doesn’t make you a boxer.

Fabrizio Botteghi

De même que nous sommes probablement amusés, l’illusion est inévitable, un art mazial n’est pas identique à un autre, comme chaque maître fait l’histoire en soi. Le système commercial a souvent tendance à croire que faire de la plongée en ciel en tandem équivaut à lancer avec un parachute. pratiquer le spinning à l’intérieur ou pédaler dans la nature ne sont pas la même chose; il y aurait une infinité d’autres exemples qui seraient vraiment longs et stériles pour continuer à énumérer, ceux qui veulent comprendre comprennent! S’entraîner à l’aéronautique sans jamais entrer dans un ring ne fait pas de vous un boxeur.

Fabrizio Botteghi

Assim como provavelmente estamos achando graça, a ilusão é inevitável, uma arte mazial não é a mesma que outra, como todo mestre faz história em si mesmo. Muitas vezes é induzido pelo sistema de negócios acreditar que fazer sky diving em conjunto é a mesma coisa que lançar com um pára-quedas; praticar girar dentro de casa ou pedalar na natureza não é a mesma coisa; haveria uma infinidade de outros exemplos que seriam realmente longos e estéreis para continuar a listar, aqueles que querem entender entendem! Treinar no aero-boxe sem nunca entrar em um ringue não faz de você um boxeador.

Fabrizio Botteghi

 

Forza e tecnica

A parità di forza la differenza la fà la tecnica, questa senza la prima é poco efficace.
La tecnica permette di usare tutto il corpo per uno scopo coerente, decuplicando le forze in un’azione che utilizza ottimizzando al massimo la catena cinetica. Negli sport da combattimento e nelle arti marziali ha preso piede da anni la rincorsa allo sviluppo della forza trascurando purtroppo la tecnica, visto che comunque questo sistema ha la sua efficacia si continua così tanto non importa quando a 30 anni gli atleti saranno inchiodati dagli acciacchi. I danni alla struttura muscolo scheletrica e soprattutto a carico dei tendini e delle articolazioni sono inevitabili quando si bypassano tappe importanti dell’allenamento. quale è il sistema più relativamente facile e immediato per allenare la forza? Il lavoro con carichi prossimi al proprio massimale; ora sia che lo la resistenza sia elastica, idraulica, o semplicemente gravitazionale con i pesi, vanno rispettati dei tempi di recupero appropriati per ogni fenotipo il chè và oltre la scheda tecnica di allenamento, se si vuole fare un percorso molto lungo con la propria attività fisica si devono prima condizionare articolazioni tendini e muscoli e poi portarli una volta ben riscaldati vicino al loro limite. Per fare questo occorre tempo che pare nessuno abbia. Per prima cosa sono necessarie delle sedute di allenamento che conprendano al loro interno tensioni isotoniche e isometriche, concentriche ed eccentriche, tenendo presente che ogni tensione muscolare lascia la tendenza del muscolo a rimanere contratto talmente superiore al tono muscolare di base che è necessario allungarlo per ridargli elasticità. Dopo l’allenamento di forza è poco utile forzare la mano con tecniche specifiche eseguite al massimo delle possibilità in quanto la sensibilità della proprioezione viene alterata dal superlavoro appena terminato, mentre sicuramente giova ripeterle in scioltezza, per lasciare una sorta di memoria a livello dei motoneuroni
Fabrizio Botteghi
www.ferroeseta.com

With the same strength the difference is made by the technique, this without the first is not very effective.
The technique allows to use the whole body for a coherent purpose, increasing the forces in an action that uses optimizing the kinetic chain as much as possible. In combat sports and martial arts, for years the pursuit of strength has taken hold, unfortunately neglecting the technique, since this system has its effectiveness, however, it continues so much no matter when at 30 the athletes will be nailed by injuries. Damage to the skeletal muscle structure and especially to tendons and joints is inevitable when important stages of training are bypassed. which is the most relatively easy and immediate way to train strength? Work with loads close to its ceiling; now whether the resistance is elastic, hydraulic, or simply gravitational with the weights, appropriate recovery times must be respected for each phenotype which goes beyond the technical training card, if you want to take a very long journey with your own activity physics must first condition tendon joints and muscles and then bring them once well warmed near their limit. To do this it takes time that no one seems to have. First, training sessions are needed that incorporate isotonic and isometric, concentric and eccentric tensions, keeping in mind that every muscle tension leaves the tendency of the muscle to remain contracted so much higher than the basic muscle tone that it is necessary to lengthen it to give it back elasticity. After strength training it is of little use to force the hand with specific techniques performed to the maximum of the possibilities as the sensitivity of the owning is altered by the overwork just finished, while surely it is useful to repeat them in fluency, to leave a sort of memory at the level of the motor neurons
Fabrizio Botteghi
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Allenamento alla forza

L’allenamento della resistenza presenta delle difficoltà generalmente facilmente superabili a prescindere dalle condizioni genetiche muscolari, se non si hanno problemi articolari basta essere costanti nell’aumentare la distanza di percorrenza anche solo di 100 metri ad ogni sessione di allenamento e si arriva a percorrere in pochi mesi molti km per aumentare la performances ovviamente si deve cercare poi di coprire una distanza certa in tempi sempre più corti. Altro discorso è quando si vuole allenare la forza, quì purtroppo la gentica ha una valenza decisamente maggiore, la distribuzione delle fibre la loro composizione tra fibre bianche e rosse, gli attacchi dei capi articolari, la qualità della cartilaggine dei tendini, il numero dei neuroni motore e una miriadi di altri dettagli fanno la differenza. In ogni caso l’allenamento specifico alla forza qualsiasi sistema si usi con macrocicli e microcicli alternando resistenze elastiche a sistemi gravitazionali da risultati solo che la risposta è molto differente da un soggetto ad un altro: ci sono persone che hanno risposta elastica e capacità contrattile; un’ottima risposta, chi una buona, una media ed una scarsa, in ogni caso non basteranno pochi mesi per riscontri apprezzabili. Sinceramente è facile allenare i primi soggetti sempre che abbiano anche delle buone capacità coordinative ed articolari, cosa alquanto rara, se poi si vuole avere elementi che possseggano anche la testa. La stragrande maggioranza della popolazione ha una risposta media rispetto allenamento alla forza per cui l’unico modo per sopperire a tale mancanza rimane la tecnica… Quì si apre un mondo oramai scarsamente comprensibile a tutti quelli che vogliono tutto e subito.Nell’allenamento alla forza non si aumenta tale capacità aumentando il numero di ripetizioni, se alzate sempre lo stesso peso avrete sempre la stessa forza, a limite diverrete più resistenti ma non più forti.

Resistance training is generally difficult to overcome, regardless of the genetic muscle conditions, if you do not have joint problems, it is enough to be constant in increasing the distance even just 100 meters at each training session and you get to walk in a few months, many kilometers to increase the performance, obviously, one must then try to cover a certain distance in ever shorter times. Another argument is when one wants to train strength, unfortunately the gentility has a decidedly greater value, the distribution of fibers their composition between white and red fibers, the attacks of the articular heads, the quality of the cartilage of the tendons, the number of neurons engine and a myriad of other details make the difference. In any case, specific strength training, whatever system is used with macrocycles and microcycles, alternating elastic resistances to gravitational systems with results only that the answer is very different from one subject to another: there are people who have elastic response and contractile capacity; an excellent response, some good, medium and poor, in any case a few months will not be enough for appreciable feedback. Honestly it is easy to train the first subjects as long as they also have good coordination and articulation skills, which is quite rare, if you want to have elements that also have the head. The vast majority of the population has an average response compared to strength training, so the only way to make up for this lack is the technique … Here, a world that is now scarcely understandable opens up to all those who want everything and immediately. the force does not increase this capacity by increasing the number of repetitions, if you always raise the same weight you will always have the same strength, at the limit you will become more resistant but not stronger.

 

Inutili discussioni marziali

Mi è capitato di constatare assurda anche comprensibile diadriba, fra praticanti su quale arte marziale o sport di combattimento sia il migliore, a volte si assiste a squallide lotte interne nelle palestre tra un disciplina ed un’altra per conquistarsi maggior spazio. La verità è che il target umano per ogni disciplia è differente e al tempo stesso delle tecniche che vanno bene per un soggetto sono controproducenti per un altro. In altre parole le persone che praticano boxe, muai thai, karate, krav maga, judo, mma, hapkido, tae kwon do, iaido, kempo, lotta greco romana, lotta libera, jiu ji zu, brasilian jiu ji zu, kendo, kala ri pariat e chi più ne ha più ne metta, sono tra loro differenti per regolamenti sportivi, psicologicamente, sociologicamente e moralmente differenti fra loro e a loro volta tutti diversi e talvolta diffidenti rispetto al wu shu. Non c’è nulla da temere chi vince un confronto rimane il più forte a prescindere dalla disciplina che pratica.
I happened to see absurd also understandable diatribe, between practitioners on which martial art or combat sports is the best, sometimes there is a squalid internal struggles in the gyms between one discipline and another to gain more space. The truth is that the human target for each discipline is different and at the same time the techniques that are good for one subject are counterproductive for another. In other words, people who practice boxing, muai thai, karate, krav maga, judo, mma, hapkido, tae kwon do, iaido, kempo, roman greek fight, free fight, jiu ji zu, brasilian jiu ji zu, kendo, kala re pariat and so on and so forth, are different from each other for sports regulations, psychologically, sociologically and morally different from each other and in turn all different and sometimes wary of the wu shu. There is nothing to fear who wins a comparison remains the strongest regardless of the discipline he practices.
Il m’est arrivé de voir une diatribe aussi compréhensible que absurde, entre pratiquants pour lesquels les arts martiaux ou les sports de combat sont les meilleurs, parfois il y a des luttes internes sordides dans les gymnases entre les disciplines pour gagner plus d’espace. La vérité est que la cible humaine pour chaque discipline est différente et que, simultanément, les techniques qui sont bonnes pour un sujet sont contre-productives pour un autre. En d’autres termes, les personnes qui pratiquent la boxe, le muai thai, le karaté, le krav maga, le judo, le mma, l’hapkido, le tae kwon do, le iaido, le kempo, le combat grec, le combat libre, le jiu ji zu, le brésilien jiu ji zu, le kendo, le kala Les paroles, etc., sont différentes les unes des autres pour les règlements sportifs, psychologiquement, sociologiquement et moralement différentes les unes des autres et, à leur tour, toutes différentes et parfois méfiantes du wu shu. Il n’y a rien à craindre qui gagne une comparaison reste le plus fort indépendamment de la discipline qu’il pratique.

To be or not to be

Essere o avere? Essere o non essere? Certamente “Essere” piuttosto che avere. Alla più che nutrita schiera di marzialisti che praticano soprattutto per avere riconoscimenti, attestati, diplomi, illudendosi che il loro valore si ponga oltre i fini di una carriera marzial-burocratica vorrei rammentare che in caso di difesa personale potreste aver accumulato solo un mucchio di carta straccia se quello che dettano le pezze d’appoggio non corrisponde a verità. Il colore della cintura non vi salverà, quello che sapete fare forse si!

To be or have? To be or not to be? Certainly “Being” rather than having. To the most nourished group of martial artists who practice above all to have acknowledgments, certificates, diplomas, deluding themselves that their value goes beyond the aims of a marzial-bureaucratic career, I would like to remind you that in case of self-defense you may have accumulated only a pile of paper if what is dictated by the pieces of support does not correspond to the truth. The color of the belt will not save you, what you can do maybe!
Fabrizio Botteghi

Physique du rôle

Può essere anche un pensiero non, politically correct, ma non escludendo che vi possano essere e ci sono maestri di qualsiasi attività sportiva che pur non essendo più nel “Physique du rôle” sono in grado di trasferire la loro conoscenza alle future generazioni, per me rimane sempre l’idea romantica che il maestro dovrebbe essere d’esempio. Ho difficoltà a credere a persone dalla scarsa forma fisica che vogliono insegnare ad altri quello che non sono loro, al tempo stesso sono meravigliato di quanti si iscrivono a corsi di arti marziali, sport da combattimento, cross fit e potenziamenti di vario tipo senza che si pongano i miei dubbi.
It can also be a thought, not politically correct, but not excluding that there may be and there are masters of any sport that although no longer in the “Physique du rôle” are able to transfer their knowledge to future generations, for me the romantic idea remains that the teacher should be an example. I find it hard to believe people with poor physical fitness who want to teach others what they are not. At the same time I am amazed at how many people enroll in martial arts courses, combat sports, cross-fit and various types of enhancements without they ask my doubts.

I dolori metereopatici!?

La scienza presume la possibilità di poter ricreare in laboratorio un qualsiasi fenomeno e far in modo eventualmente di controllarlo ed eventualmente modificarlo. Spesso questa mentalità che per molti aspetti pone l’essere umano al vertice della catena alimentare in assoluto, tuttavia un laboratorio non potrà mai ricostruire un intero corpo con tutte le terminazioni nervose, gli strati con i differenti tessuti , i corpuscoli sensoriali, le impercettibili correnti elettriche che attraversano le sue cellule. Per anni la medicina ufficiale ha sempre smentito una corrispondenza fra meteorologia e l’acuirsi di dolori non meglio identificati su aree del corpo che avessero subito danni, che fossero imputati a traumi o cronicità post-operatorie, eppure tutti quelli che hanno subito una tale esperienza sono abbastanza concordi nel riscontrare che al cambiamento del meteo corrisponde sempre qualche disagio, non si tratta di un problema da relegare al campo della psicologia. La medicina orientale in modo macroscopico è sempre stata in grado di dare una risposta cooerente con i suoi dettami ed ha probabilmente negli ultimi tempi fornito l’intuizione per far cercare alla scienza ufficiale delle risposte inconfutabili. L’energia vitale che scorre nel corpo degli esseri viventi lo fà attraverso le cellule, senza soluzione di continuità e con impulsi particolari per mezzo dell’apparato nervoso, quando questo flusso è alterato, l’energia stessa ha dei ristagni, anche il più bravo dei chirurghi a livello microscopico riesce a malapena a collegare le terminazioni nervose principali, ci vorrebbero un esercito di nanodroni in grado di rimettere le cellule esattamente dove si trovavano prima, anche se fosse possibile, alcuni danni come quelli da acido, fuoco e schiacciamento distruggono letteralmente i tessuti. La resilienza fà in modo che comunque il corpo si arrangi adattandosi a nuove dinamiche, purtroppo il dolore o se volete il disagio rimarrà quando cambia il tempo, poichè al suo variare, muta di molto il potenziale elettrico e il relativo campo magnetico in cui siamo immersi e che comunque si relaziona con le nostre correnti interne. Dove ci sono strati traumi è come essere parte di un circuito elettrico dove ad un certo punto un contatto non è più perfettamente funzionante, e anche se non è definitivo si manifesta con sensazioni particolari. Per molto tempo non essendoci di fatto alcuna medicina in grado di risolvere il problema a patto che non si trattasse di oppiacei, con lacontroindicazione che danno assuefazione e che comunque vanno prescritti con molta moderazione e dal medico. L’industria farmaceutica se ne è sempre abbastanza disinteressata; la risposta scientifica quando non ha i strumenti o la voglia di indagare parla solo di suggestioni. I dolori muscolo scheletrici- articolari possono portare nel tempo a comportamenti antalgici che vanno ad alterare strutture più importanti per questo si è destato interesse per tale tipo di dolori. Ci sono casi di lombosciatalgie che hanno avuto come causa scatenante un parto cesareo, per inciso la soluzione tecnica di eseguire il taglio orizzontale è a soli scopi estetici ma molto più invasiva di quello longitudinale, le fibre del retto dell’addome vengono tagliate e disallineate proprio nel verso della loro contrazione.

equilibrio nel tai ji

In natura si raggiungono gli stessi risultati percorrendo strade diverse, lo squalo balena si nutre di plancton gli animali marini che hanno i stessi gusti alimentari come le balene vere proprie tendono e superano la sua stazza. Altre funzioni fisiologiche possono essere migliorate seguendo altri percorsi. L’allenamento alla forza, in particolare “La forza veloce” si genera con cicli di potenziamento affidati a carichi sempre maggiori seguendo la prassi dello sconvolgimento ormonale: lo stress del superlavoro sull’organismo innesca una risposta ormonale volta riequilibrare e riportare il corpo alla sensazione di conforto e così gradino dopo gradino si assume maggiore capacità di attivare sempre un maggior numero di miofibrille. l’osservazione animale suggerisce altre strade; avete mai visto un gatto fare pesi? Tuttavia i felini sono noti per la loro velocità. In Cina si sono posti il problema e per talune arti marziali hanno mutuato sull’uomo gli atteggiamenti animali, il gatto passa la maggior parte del tempo a rilassarsi e stirarsi quando non è in caccia. Negli stili del Nord si pone l’accento sull’iperestesione, l’allungamento muscolare, i muscoli diventano duri per essere usati sempre al massimo rage d’azione, l’iperestensione è l’opposto della contrazione, nel mezzo c’è il rilassamento tonico che và a costituire il modo di allenarsi nei vari stili di ta ji quan, nel tai ji muscolarmente parlando la velocità si ottiene perchè se le fibre sono rilassate non si ha resistenza da parte dei muscoli antagonisti e gli arti possono essere mossi come se tirati da un elastico. Erroneamente molti praticanti di tai ji che hanno conosciuto tale arte solo come sistema rilassante autorigenerante che fà tanto, new age, e lo hanno appreso da insegnanti che magari prima facevano danza, il rilassamento non significa essere flosci ma rilassati come un gatto. Per inciso quando uno è completamente rigido si chiama “Rigor mortis” In sostanza con questo sistema l’equilibrio non viene mai alterato ma è sempre in una ricerca costate di mutamento come le stelle dell’universo. Tra i primi movimenti base che si insegnano nel taiji si possono estrapolare le conoscenze delle posizioni base delle gambe, queste devono essere immaginate come le radici di un albero, per condizionale l’allievo si fà tenere le posizioni in condizioni isometriche per tempi man mano superiori, partendo con gradualità da dieci secondi a diversi minuti; il movimento articolare non c’è, l’articolazione non viene stressata mentre le fibre muscolari sono convogliate in una serie di turnazioni per mantere la posizione di equilibrio che ne aumenteranno l’efficienza.

esercizi compensativi

Se praticate un’attività sportiva dallo yoga passando per il nuoto fino alla corsa di lunga distanza o preferite lo sprint e non avete uno sviluppo del corpo armonioso ma anzi accusate qualche disagio muscolo articolare, c’è una ragione. Ogni attività fisica viene in genere considerato dai suoi praticanti come il non plus ultra della efficienza fisica, non ci si aspetta che invece a lungo andare possa sviluppare delle alterazioni specifiche di taluni gruppi muscolari o articolari. Questa è la ragione principale che qualunque sia lo sport praticato occorre fare un allenamento che vada compensare ogni specifico gesto che usuri o danneggi il corpo. Naturalmente è ovvio che gli esercizi di compensazione sono differenti per ogni specifico sport e singolo atleta. Questa attenzione dà nuovo valore alla figura del preparatore atletico che non deve concentrarsi sul modo di far lavorare muscoli specifici per lo sport richiesto ma anche individuare le criticità, solo così è possibile allungare la longevità sportiva del praticante. Nel campo delle arti marziali le criticità sono molteplici, se tutti comprendono la possibilità di farsi male durante una gara di combattimento, meno si rendono conto che i danni possono iniziare molto prima in fase di allenamento, capita ancora molto spesso di vedere un riscaldamento ed un potenziamento non adeguato, chi nella propria lotta usa i pugni insiste molto sul potenziamento dei tricipiti trascurando bicipiti e brachiali, nella fretta di fare molte ripetizioni magari con carico non si preoccupano di eseguire le serie eseguendo le rom complete e spesso le fanno con le braccia in una posizione che farà nascere un conflitto acromiale. Se lo scopo è fare qualche gara con l’intento di vincere e finirla lì come la maggior parte dei frequentatori delle palestre magari non si anno consequenze se invece si continua il danno sarà inevitabile. Negli ultimi quindici anni si è visto un aumento della muscolarizzazione generale in tutti gli sport, mi spiego, una volta i ciclisti erano estremamente magri con le braccia esili e spesso con la schiena incurvata, trovatemene uno così adesso, stesso destino è toccato ai calciatori prima si vedevano solo dei quadricipeti enormi con poca estensione muscolare, non importava a nessuno quando durava un atleta, ora che gli sponsor investono molti soldi anche su un singolo calciatore lo vogliono efficiente per molto più tempo; anche la palla a volo non ha più atleti esili di una volta, come pure il basket. negli di sport ad alto livello è ovvio che hanno i mezzi economici e tecnici per garantire la salute e la longevità atletica dei propri accoliti; il problema può nascere in tutte quelle realtà magari riconosciute dal CONI ma comunque poco controllate, nelle palestre di arti marziali ad esempio, la figura del maestro è una e trina: l’insegnate è il punto di riferimento e al tempo stesso preparatore atletico, insegnante tecnico e psicologo, credetemi per un non addetto ai lavori non è facile distinguere un buon carisma personale da un maestro competente, certo se questo è poco più di un ventenne, non è stato campione del mondo nel suo sport e il suo curriculum non è verificabile, c’è da dubitare. purtoppo il valore aggiunto che fà un buon istruttore non ha lo stesso peso del luccichio di una bella struttura; è come avere una auto da corsa ma ai box invece dei meccanici specializzati c’è un pasticcere.