I dolori metereopatici!?

La scienza presume la possibilità di poter ricreare in laboratorio un qualsiasi fenomeno e far in modo eventualmente di controllarlo ed eventualmente modificarlo. Spesso questa mentalità che per molti aspetti pone l’essere umano al vertice della catena alimentare in assoluto, tuttavia un laboratorio non potrà mai ricostruire un intero corpo con tutte le terminazioni nervose, gli strati con i differenti tessuti , i corpuscoli sensoriali, le impercettibili correnti elettriche che attraversano le sue cellule. Per anni la medicina ufficiale ha sempre smentito una corrispondenza fra meteorologia e l’acuirsi di dolori non meglio identificati su aree del corpo che avessero subito danni, che fossero imputati a traumi o cronicità post-operatorie, eppure tutti quelli che hanno subito una tale esperienza sono abbastanza concordi nel riscontrare che al cambiamento del meteo corrisponde sempre qualche disagio, non si tratta di un problema da relegare al campo della psicologia. La medicina orientale in modo macroscopico è sempre stata in grado di dare una risposta cooerente con i suoi dettami ed ha probabilmente negli ultimi tempi fornito l’intuizione per far cercare alla scienza ufficiale delle risposte inconfutabili. L’energia vitale che scorre nel corpo degli esseri viventi lo fà attraverso le cellule, senza soluzione di continuità e con impulsi particolari per mezzo dell’apparato nervoso, quando questo flusso è alterato, l’energia stessa ha dei ristagni, anche il più bravo dei chirurghi a livello microscopico riesce a malapena a collegare le terminazioni nervose principali, ci vorrebbero un esercito di nanodroni in grado di rimettere le cellule esattamente dove si trovavano prima, anche se fosse possibile, alcuni danni come quelli da acido, fuoco e schiacciamento distruggono letteralmente i tessuti. La resilienza fà in modo che comunque il corpo si arrangi adattandosi a nuove dinamiche, purtroppo il dolore o se volete il disagio rimarrà quando cambia il tempo, poichè al suo variare, muta di molto il potenziale elettrico e il relativo campo magnetico in cui siamo immersi e che comunque si relaziona con le nostre correnti interne. Dove ci sono strati traumi è come essere parte di un circuito elettrico dove ad un certo punto un contatto non è più perfettamente funzionante, e anche se non è definitivo si manifesta con sensazioni particolari. Per molto tempo non essendoci di fatto alcuna medicina in grado di risolvere il problema a patto che non si trattasse di oppiacei, con lacontroindicazione che danno assuefazione e che comunque vanno prescritti con molta moderazione e dal medico. L’industria farmaceutica se ne è sempre abbastanza disinteressata; la risposta scientifica quando non ha i strumenti o la voglia di indagare parla solo di suggestioni. I dolori muscolo scheletrici- articolari possono portare nel tempo a comportamenti antalgici che vanno ad alterare strutture più importanti per questo si è destato interesse per tale tipo di dolori. Ci sono casi di lombosciatalgie che hanno avuto come causa scatenante un parto cesareo, per inciso la soluzione tecnica di eseguire il taglio orizzontale è a soli scopi estetici ma molto più invasiva di quello longitudinale, le fibre del retto dell’addome vengono tagliate e disallineate proprio nel verso della loro contrazione.

equilibrio nel tai ji

In natura si raggiungono gli stessi risultati percorrendo strade diverse, lo squalo balena si nutre di plancton gli animali marini che hanno i stessi gusti alimentari come le balene vere proprie tendono e superano la sua stazza. Altre funzioni fisiologiche possono essere migliorate seguendo altri percorsi. L’allenamento alla forza, in particolare “La forza veloce” si genera con cicli di potenziamento affidati a carichi sempre maggiori seguendo la prassi dello sconvolgimento ormonale: lo stress del superlavoro sull’organismo innesca una risposta ormonale volta riequilibrare e riportare il corpo alla sensazione di conforto e così gradino dopo gradino si assume maggiore capacità di attivare sempre un maggior numero di miofibrille. l’osservazione animale suggerisce altre strade; avete mai visto un gatto fare pesi? Tuttavia i felini sono noti per la loro velocità. In Cina si sono posti il problema e per talune arti marziali hanno mutuato sull’uomo gli atteggiamenti animali, il gatto passa la maggior parte del tempo a rilassarsi e stirarsi quando non è in caccia. Negli stili del Nord si pone l’accento sull’iperestesione, l’allungamento muscolare, i muscoli diventano duri per essere usati sempre al massimo rage d’azione, l’iperestensione è l’opposto della contrazione, nel mezzo c’è il rilassamento tonico che và a costituire il modo di allenarsi nei vari stili di ta ji quan, nel tai ji muscolarmente parlando la velocità si ottiene perchè se le fibre sono rilassate non si ha resistenza da parte dei muscoli antagonisti e gli arti possono essere mossi come se tirati da un elastico. Erroneamente molti praticanti di tai ji che hanno conosciuto tale arte solo come sistema rilassante autorigenerante che fà tanto, new age, e lo hanno appreso da insegnanti che magari prima facevano danza, il rilassamento non significa essere flosci ma rilassati come un gatto. Per inciso quando uno è completamente rigido si chiama “Rigor mortis” In sostanza con questo sistema l’equilibrio non viene mai alterato ma è sempre in una ricerca costate di mutamento come le stelle dell’universo. Tra i primi movimenti base che si insegnano nel taiji si possono estrapolare le conoscenze delle posizioni base delle gambe, queste devono essere immaginate come le radici di un albero, per condizionale l’allievo si fà tenere le posizioni in condizioni isometriche per tempi man mano superiori, partendo con gradualità da dieci secondi a diversi minuti; il movimento articolare non c’è, l’articolazione non viene stressata mentre le fibre muscolari sono convogliate in una serie di turnazioni per mantere la posizione di equilibrio che ne aumenteranno l’efficienza.

esercizi compensativi

Se praticate un’attività sportiva dallo yoga passando per il nuoto fino alla corsa di lunga distanza o preferite lo sprint e non avete uno sviluppo del corpo armonioso ma anzi accusate qualche disagio muscolo articolare, c’è una ragione. Ogni attività fisica viene in genere considerato dai suoi praticanti come il non plus ultra della efficienza fisica, non ci si aspetta che invece a lungo andare possa sviluppare delle alterazioni specifiche di taluni gruppi muscolari o articolari. Questa è la ragione principale che qualunque sia lo sport praticato occorre fare un allenamento che vada compensare ogni specifico gesto che usuri o danneggi il corpo. Naturalmente è ovvio che gli esercizi di compensazione sono differenti per ogni specifico sport e singolo atleta. Questa attenzione dà nuovo valore alla figura del preparatore atletico che non deve concentrarsi sul modo di far lavorare muscoli specifici per lo sport richiesto ma anche individuare le criticità, solo così è possibile allungare la longevità sportiva del praticante. Nel campo delle arti marziali le criticità sono molteplici, se tutti comprendono la possibilità di farsi male durante una gara di combattimento, meno si rendono conto che i danni possono iniziare molto prima in fase di allenamento, capita ancora molto spesso di vedere un riscaldamento ed un potenziamento non adeguato, chi nella propria lotta usa i pugni insiste molto sul potenziamento dei tricipiti trascurando bicipiti e brachiali, nella fretta di fare molte ripetizioni magari con carico non si preoccupano di eseguire le serie eseguendo le rom complete e spesso le fanno con le braccia in una posizione che farà nascere un conflitto acromiale. Se lo scopo è fare qualche gara con l’intento di vincere e finirla lì come la maggior parte dei frequentatori delle palestre magari non si anno consequenze se invece si continua il danno sarà inevitabile. Negli ultimi quindici anni si è visto un aumento della muscolarizzazione generale in tutti gli sport, mi spiego, una volta i ciclisti erano estremamente magri con le braccia esili e spesso con la schiena incurvata, trovatemene uno così adesso, stesso destino è toccato ai calciatori prima si vedevano solo dei quadricipeti enormi con poca estensione muscolare, non importava a nessuno quando durava un atleta, ora che gli sponsor investono molti soldi anche su un singolo calciatore lo vogliono efficiente per molto più tempo; anche la palla a volo non ha più atleti esili di una volta, come pure il basket. negli di sport ad alto livello è ovvio che hanno i mezzi economici e tecnici per garantire la salute e la longevità atletica dei propri accoliti; il problema può nascere in tutte quelle realtà magari riconosciute dal CONI ma comunque poco controllate, nelle palestre di arti marziali ad esempio, la figura del maestro è una e trina: l’insegnate è il punto di riferimento e al tempo stesso preparatore atletico, insegnante tecnico e psicologo, credetemi per un non addetto ai lavori non è facile distinguere un buon carisma personale da un maestro competente, certo se questo è poco più di un ventenne, non è stato campione del mondo nel suo sport e il suo curriculum non è verificabile, c’è da dubitare. purtoppo il valore aggiunto che fà un buon istruttore non ha lo stesso peso del luccichio di una bella struttura; è come avere una auto da corsa ma ai box invece dei meccanici specializzati c’è un pasticcere.

tai ji principio funzionale

Il principio funzionale terapeutico del tai ji è embricabile ma meglio dire uguale al pensiero che muove l’osteopatia, disciplina snobbata per molti anni dalla medicina ufficiale ma oramai sdoganata nel campo della fisioterapia. Questo principio si fonda sul concetto che il corpo ha già di suo un margine di autoriparazione. Lucertole e salamandre possono ricostruire addirittura degli arti, agli esseri umani sicuramente autoriparano la cute, quando ci sono bruciature ma abrasioni o tagli, si riuniscono le ossa, crescono le unghie, i peli, i capelli senza contare che fisiologicamente sotto il controllo del DNA tutto l’organismo in tempi differenti cambia e rinnova le sue cellule continuamente, siamo sempre uguali nel tempo ma differenti, molte patologie possono essere ridotte o del tutto combattute con la corretta postura, spesso l’origine di un dolore si trova lontano da dove si percepisce il sintomo. Il corpo viene studiato e rimesso in armonia nella sua complessa rete di interrelazioni tra organi e muscoli, articolazioni e fasce nervose, emozioni e posture. Il sistema neuro ormonale governa il il piano fisico e quello emotivo. Il patimento e la degenerazione nascono da un disequilibrio, naturalmente non possiamo pensare ai miracoli, se si hanno infezioni è ovvio che si devono combattere in altra maniera, in generale il movimento è associabile alla vita, ogni restrizione della mobilità articolare o muscolare porta ad una alterazione della autoregolazione, quello che in Cina la medicina tradizionale chiama blocchi di energia, questa fase se non ripristinata porta inevitabilmente alla degradazione. Tutto questo avviene perchè le innervazioni che passano sulla pelle hanno sempre un ramo comune con i muscoli, ossa e articolazioni. un esempio calzante di quanto una postura scorretta possa compromettere organi apparentemente non contigui è che se si è portati alla cifosi sulla colonna vertebrale, l’esofago, i bronchi, il pericardio, lo stomaco, i visceri assumeranno una posizione differente da quella che la natura ha progettato, il sistema vestibolare per far rimanere il corpo in equilibrio dovrà aumentare la curva di lordosi e questo a sua volta sposterà l’assetto delle anche, di consequenza il carico sulle ginocchia e l’appoggio a terra dei piedi; l’itero corpo è coivolto, il battito d’ali di una farfalla in Cina sactena un tornato negli U.S.A.

Sospetto

Quando si vede un ragazzo avere un guadagno azotato di 20 Kg in due anni il sospetto che ci sia qualcosa che non và è più che lecito, se poi questo afferma di non essersi additivato e che tutta la muscolazione è frutto di tanto allenamento allora possimo veramente credere agli asini che volano. In natura mentre è facilissimo acquisire grasso in pochi mesi mangiando semplicemente di più, per esempio bevendo molto latte, birra, bibite gassate,ingerendo carboidrati, formaggio e carne. Basta superare per un peso di 70 Kg le 3000 calorie e muoversi il meno possibile e il gioco è fatto, certo non è che il grasso si posizionerà solo sotto la pelle come riserva alimentare più si sale con l’età e l’aumento lipidico entrerà anche nelle arterie dove farà danni che potrebbero diventare fatali. Prendere 20 Kg di grasso è facile ma lo stesso peso in muscolo, materia nobile e contrattile e ben più complesso a livello biologico é tutto un’altra storia, anche solo a gonfiarli senza conferigli particolari capatità di velocità di contrazione è un lavoro lungo di stress ed adattamenti che richiedono: tempo, nutrizione, allenamento, riposo, dove gli ormoni e la genetica vanno rispettati, ogni scorciatoia prima o poi presenterà il conto. Se pensate che uno perchè si definisce professionista può assumere amminoacidi, ormoni, stimolanti, diuretici ecc. perchè tanto viene controllato da, medici compiacenti, in realtà praticamente quasi tutti si affidano al fai da te, il peggio nel peggio. La cosa interessante è che per togliere il grasso si hanno difficoltà ma niente di paragonabile a come far crescere i muscoli e il loro rendimento.

Marketing marziale?

I furbetti del settore, gli intraprendenti, ottimizzatori o chiamateli come meglio credete propongono corsi di difesa personale per sole donne ma chi insegna è uomo inoltre garantiscono che l’esperienza sarà di breve durata, grandi risultati ed efficacia ma non sono seri nel messaggio e come viene proposto, vanno visti per quello che valgono e sono. Quindi uomini e donne che nell’ambito delle arti marziali e sport da combattimento si allenato costantemente per anni perdono tempo? Sono stupidi, non conoscono questi fenomeni della comunicazione marziale? Non Credo proprio. Assodato che la maggior parte delle agressioni anche a scopo sessuale avviene nell’ambito famigliare con tutti i risvolti psicologici del caso, un uomo che insegna a sole donne fà il gallo nel pollaio, tutto diventa magicamente credibile con un pubblico che ignora tradizioanlmente la materia, inoltre da che mondo è mondo sono quasi sempre gli uomini ad aggredire le donne e a che serve farle allenare fra loro, anche le atlete agoniste per migliorarsi si devono allenare con chi è più forte per quale motivo a livello difensivo non si possono testare le capacità in una situazione vicina alla realtà? Già la realtà ci racconta che spesso le aggressioni sono perpretate a tradimento, prima la vittima viene stordita da droga, alcool o sonnifero poi aggredita. l’effetto sorpresa è la carta di successo, poi la forza fisica e il peso, al massimo in poche settimane ti possono dare dei consigli come la mamma sulle potenziali attività a rischio, abbigliamento, frequentazioni o comportamenti sociali. Nelle arti marziali e quindi nella difesa anche la tecnica più raffinata necessita di una certa tonicità, lo stesso movimento eseguito da uan persona allenata ha una resa più efficace. Se promettono un diploma di frequenza al corso di difesa personale per sole donne vi lascio immaginare quanto possa spaventare e cosa ci si pulire l’eventuale aggressore. Rimane solo l’aspetto utilitario a livello di marketing aziendale, se poi nella stessa palestra si tengono corsi regolari di una qualsiasi fra le centinaia di arti marziali e sport da combattimento.

Non è così

Non Sempre la ripetizione di un gesto migliora le qualità fisiche di chi lo esegue, per questo esiste la definizione di lavori usuranti, talvolta abusata quando il disagio è più che altro di tipo mentale. il pensiero cinese per quanto riguarda la pratica di un buon lavoro ( gong fu ) recita che eseguire un’operazione al meglio la si deve fare 1000 volte, repetita juven dunque che si tratti di sport o lavoro vero e proprio, purtroppo non è sempre così. ripere un movimento ossessivamente è vero che porta all’ottimizzazione ma non necessariamente migliora l’ergonomicità. La pubblicità per anni ha reclamizzato meccanismi vibranti, dalle fasce alle pedane che promettevano dimagrimento aumento tono del muscolare rinforzo dell’impalcatura scheletrica contro l’osteoporosi ed altri miracoli del genere; quindi i trattoristi e gli operai che lavorano con martelli pneomatici non dovrebbero avere problemi? Chiaramente siamo fuori, i piccoli movimenti con intesità bassa o media dove il range d’azione delle articolazioni è limitato portano verso la degenerazione sia dei capi articolari che delle inserzioni muscolari, sterssano i tendini ed accorciano i muscoli. La forza è dipendente dallo stimolo, il maratoneta sfruttando le fibre rosse è in grado di resistere ad uno sforzo di media intensità prolungato per molto tempo, per sua tipologia comunque la forza passa in secondo piano, mentre il ritmo, la tecnica e la testa sono fondamentali, per quanto ci si possa allenare nelle lunghe distanze l’incremento della forza sarà sempre trascurabile rispetto alla resistenza. I velocisti al contrario hanno bisogno della forza, le fibre bianche la riescono ad esprimere ma solo per brevissimi periodi di tempo, allenare la forza significa almeno nella corsa, chiedere il massimo della contrazione e del rilassamento nel più breve tempo possibile contemporaneamente al massimo raggio d’azione delle articolazioni. certo si tratta di una semplificazione anche nella corsa veloce è importante la ginnasticazione, lo studio del miglior gesto atletico per ogni singolo atleta, conta in tempo di contatto a terra, la frequenza dei passi, il tempo che i piedi non toccano il suolo, l’assetto del corridore nella fase iniziale e finale ecc. In generale allenarsi, che sia per la ricerca della forza o della resistenza senza eseguire un movimento completo ed ampio che vada a stimolare le fibre interessate su diversi piani non porta lontano, per fare un buon lavoro conta più della quantità la qualità.
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Fabrizio Botteghi

allenamento condizionamento

L’allenamento parte necessariamente dal condizionamento, saltare gli steps nella gradualità della quantità e della qualità degli esercizi equivale in matematica a tentare di risolvere equazioni quando non si padroneggiano le tabelline. Tuttavia a molti allenatori ed atleti sembra non interessare, vanno dritti al risultato nel minor tempo possibile causando traumi che prima o poi si faranno sentire, riducendo la di molto la longevità sportiva degli atleti e creando anche problemi nelle normali attività di tutti i giorni. Pensando ad un esempio che possono cogliere tutti si sà che un albero per essere solidale con il terreno deve affondare bene le radici, se queste non presentano questa condizione viene giù al primo alito di vento. Occorre pazienza nell’allenamento, non provate cose che necessitano di una determinata forza di base se prima non la si è acquisita, i movimenti antalgici o comunque forzati e fondamentalmente sbagliati possono illudere e far regredire rispetto agli obbiettivi che si prefissano; per correre si deve prima saper camminare per camminare occorre saper stare in piedi.
Fabrizio Botteghi

Perchè www.ferroeseta.com

Se vi chiedete come con tutti i social network gratuiti ci sia bisogno di un sito personale tutto dipende dalla dilagante modalità da, leone da tastiera, che evidentemente mostra quanta gente non abbia veramente di meglio da fare che parlare di quello che non conosce, criticare per gusto di provocare, senza apportare significative riflessioni e soprattutto non facendo quasi mai vedere quello che sa fare, sembrano bambini dispettosi e al tempo stesso vecchi irrigiditi su arcaiche convinzioni. Se per chi pratica pugilato tutto il resto è escrementizio, e per regola invariantiva accade lo stesso quando il riferimento parte dal kara te, judo, kung fu o mma. Mi domando: per quale motivo inserirsi nei gruppi social dedicati alle arti marziali e gli sport da combattimento, fatene uno chiuso e solo per la vostra attività, altro che condividere…A me sembra che sono condivisi solo gli insulti, per cui uno non può postare niente che non venga comunque deriso dall’imbecille pieno di sè di turno; chi pensa che le figure, i katà , i tao lu non servano a niente, chi alla tecnica sopperisce con la forza magari sviluppata con i pesi, non a caso quasi tutti i giovani nuovi maestri sono particolarmente muscolati ed aggiungerei probabilmente dopati; se i moderatori dei gruppi in questione non applicano con severità le regole della semplice educazione è un delirio molto simile alle trasmissioni di tuttologia nazionalpopolari a cui ci hanno assuefatto in televisione. Mi sembra di essere stato esaustivo!
Fabrizio Botteghi www.ferroeseta.com

Simbiosi

In una sorta di simbiosi informatico-sportiva, le arti marziali e gli sport da combattimento l’hardware è come la preparazione preparazione atletica, il software la tecnica e non ultima la bontà dei componenti è la capacità di gestire la paura o se preferite il coraggio. considerando che la tecnica in particolare nelle arti marziali cinesi è assimilabile alla cinetica della catena e che la forza di questa è data dalla resistenza dell’anello più debole, quando ci si allena è necessario fare attenzione proprio nelle cose che riescono peggio poichè saranno queste che faranno la differenza, contrariamente a quanto si crede ciò che riesce in qualche modo naturale non necessariamente ti capiterà.