Arti marziali e sport da combattimento

Occorre dirimere e classificare tra le arti marziali e sport da combattimento dalle quali derivano. Le arti marziali hanno nella loro origine il DNA del guerriero che deve aggiungere al fatto di essere vincente anche il non trascurabile dettaglio di portare a casa la pelle; questo le inquadra fra le discipline che devono passare per necessità di comunità di intenti attraverso un percorso addestrativo di base che assicuri uno standard che altrimenti ai tempi delle battaglie corpo a corpo non permetteva sinergie fra le truppe, parimenti è del mondo marziale il concetto di moralità e compassione per il nemico sconfitto anche se culturalmente questo presenta differenti risvolti. Odiernamente, con la avvento delle armi da fuoco e tecnologie sempre più evolute, profuse a piene mani quando si tratta di fare del male non ci si risparmia, le arti marziali, sono rivolte principalmente al campo della difesa personale e protezione dei più deboli, rimangono sempre le basi addestrative ma si possono incrementare con pratiche atletiche che vanno migliorare le performance personali. Gli sport da combattimento, sono il risvolto sportivo delle arti marziali, e si avvalgono di regole, almeno sulla carta certe per mantenere il combattimento su un piano sportivo moralmente accettabile, anche per questa ragione chi pratica gli sport da combattimento tende subito ad un approccio di tipo atletico, anche quì in genere gli insegnanti se bravi insistono sulla moralità, correttezza e lealtà. Per fare degli esempi concreti: il Ju do è l’evoluzione sportiva del Ju Ji Tsu; la kick box del Kara Te; e il Sanda del Kung Fu. Fondamentalmente le differenze pratiche sono che se nel contesto marziale può essere necessario ritirarsi per salvarsi la vita nel campo sportivo equivarrebbe a perdere l’incontro; inoltre mentre a livello marziale è normale che uno si abitui a combattere con categorie di peso differenti intervenendo a livello articolare e i punti particolarmente sensibili, nello sport al contrario queste tecniche sono severamente bandite e producono penalità, trattandosi di un combattimento con delle limitazioni anche dove è contemplato il contatto pieno i combattimenti sono divisi per categorie di peso, sempre per l’incolumità degli atleti, non vorrei però generare dubbi, incolumità, non significa affatto che i contendenti non se le diano di santa ragione, non parliamo di Curling ovviamente! Anche per quanto riguarda l’uso delle armi nel tiro con l’arco, anticamente si usato in guerra e caccia, odiernamente solo in quest’ultima, tuttavia c’è anche l’aspetto sportivo di tipo Olimpico che per esasprare il centro dei target impone l’arciere fermo acolpire un paglione anch’esso fisso, cosa alquanto differente dalla situazione naturale della caccia dove animale e uomo corrono e si inseguono.

Fabrizio Botteghi

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2016 anno della scimmia

L’anno della scimmia inizierà secondo le credenze tradizionali cinesi e il loro calendario lunare il 28 Febbraio 2016. La tradizione conferisce ai nati sotto questo segno: la curiosità, la tenacia, l’agilità e tante altre belle cose che sarebbe bello avessero un qualsiasi fondamento scientifico che le supportassero, sulla Terra é più influente l’eruzione di un vulcano o il battito d’ali di una farfalla, piuttosto che la posizione di una stella distante milioni anni luce che per quanto ne sappiamo potrebbe essersi già estinta. La fantasia e la trasduzione del mondo animale sulla razza umana hanno dato luogo in Cina alle tecniche di arti marziali morfo-animali, la scimmia ne é un esempio ecclatante. La primatologia distingue 5 tipi di scimmie molto simili a noi: lo scimpanze; il bonobo, la sua versione miniaturizzata; il gorilla; l’orango tang e il gibbone. Questi antropomorfi di stazza differente, vivendo in enclave separate generano sottogruppi ma sono anche fortemente a rischio di estinzione. In Asia per i cinesi la possibilità in passato che fossero a contatto con primati differenti da macachi e oranghi era veramente remota, per cui probabilmente furono queste le “Scimmie di riferimento” Sulle quali si é attinto lo spirito, le movenze, le tecniche ed il modo di fare trasponendolo nell’uomo. La scimmia in generale é molto vivace e mutevole di carattere, curiosa, tenace, intelligente, dotata di velocità ritmo e capacità acrobatiche fuori della norma, i suoi movimenti sugli arti inferiori sono stati ripresi dagli stili della mantide religiosa, non avendo l’uomo sei zampe come l’insetto era necessario sopperire a questa mancanza. Le scimmie in natura usano diversi “Attrezzi” Come sassi di particolare forma e bastoni, per questa ragione le tecniche del combattimento della scimmia comprendono anche le armi, ulteriori contaminazioni si sono avute immaginando come si sarebbe mosso l’animale se fosse stato ubriaco. Si distinguono principalmente: la scimmia spaventata, di pietra, di legno, quella che predilige le posizioni alte e naturalmente come appena detto quella ubriaca. Nonostante proprio per la caratteristica umana di saper immaginare e riproiettare il fantastico, vedere con la mente ciò che non esiste nel mondo fisico permette di inventare nuove realtà come il kung fu della scimmia.

Fabrizio Botteghi

The year of the monkey will begin according to traditional Chinese beliefs and their lunar calendar on February 28, 2016. The tradition gives those born under this sign: curiosity, persistence, agility and many other beautiful things that would be nice to have any scientific foundation that support on Earth is the most powerful eruption of a volcano or the beating of a butterfly’s wings, rather than the location of a million light years far star which for all we know may already be extinct. The imagination and the transduction of the animal world on the human race have resulted in China to martial arts techniques morpho-animals, the monkey it is an example . Primatology distinguishes 5 types of ape are very similar to us: the chimpanzee; the bonobo, his miniaturized version; the gorilla; the orangutan and gibbon tang. In English languages monckey an ape are not thesome of italian meaning. These Apes anthropomorphic measurement different, living in separate enclaves generate subgroups but are also highly endangered. In Asia for the Chinese the opportunity in the past that they were in contact with primates different from macaques and orangutans was truly remote, so probably these were the “Apes reference” On which has drawn the spirit, the movements, techniques and way of doing trasfered in  humans. The monkey in general is very lively and changeable character, curious, tenacious, intelligent, with speed and rhythm acrobatic skills outside the norm, his movements on the lower limbs have been taken by the styles of praying mantis, not having the man you are legs as the insect was necessary this shortfall. The monkeys in the wild use different “tools” Like stones and sticks particular form, for this reason, the techniques of combat monkey include weapons, further contamination there were imagining how he would move the animal if he was drunk. They differ mainly: the monkey scared, stone, wood, one that prefers high positions and of course as soon as said that drunk. Although because of the human trait of being able to imagine and re-project the fantastic, to see with my mind what does not exist in the physical world it allows you to invent new realities as the Kung Fu Monkey.
Fabrizio Botteghi

Si vis pacem para bellum

La frase Romana, quindi latina “Si vis pace para bellum” curiosamente attribuita a Vegezio, probabilmente come richiamo agli scritti di Platone e Cicerone “Si pace frui volumus, bellum gerendum est” deve indurre ad alcune riflessioni. La prima frase é certamente un sottile espediente per tenere unito un popolo contro una minaccia esterna, mentre la seconda é più esplicita sul concetto, per la pace si prepari la guerra, la forma più minimalista rimane “Divide et impera” Tuttavia é storia che quando l’Impero romano ha perso il suo atteggiamento spartano, di militari addestrati se ne vedevano sempre meno, le truppe relegate lontano ai confini, segnò prima la spartizione dell’Impero Romano poi il suo declino. Nei secoli successivi é stata ripresa da altri condottieri, corpi militari e paramilitari, un pò per giustificare le loro gesta e perchè risaltava bene come scritta coincisa sui loro vessilli. Oggi, chi pratica arti marziali cinesi sà benissimo che l’evoluzione delle armi é tale che non é certo con le sue pratiche che possa conquistare il Mondo ne sottometterlo, certo saprà difendersi ma la sua vocazione sarà principalmente combattere contro il peggiore dei suoi mali, se stesso. Chi conosce la violenza é il primo a ripudiarla.
Fabrizio Botteghi
The Roman phrase, then Latin “Si vis pacem para bellum” curiously attributed to Vegezio, probably as a reminder to the writings of Plato and Cicero “He peace frui volumus, bellum gerendum east” should lead to some reflections. The first sentence is certainly a subtle ploy to keep a united people against an external threat, while the second is more explicit on the concept, for peace prepare war, the most minimalist form is “Divide and conquer” But history is that when the Roman Empire has lost its attitude spartan military trained you could see less and less, the troops relegated far to the borders, before the division of the Roman Empire marked its decline. In later centuries it has been taken up by other leaders, military and paramilitary, some to justify their deeds and stood out because it coincided well as written on their banners. Today, practitioners of Chinese martial arts knows very well that the evolution of weapons is such that it is not certain with its practices that can conquer the world or will conquer it, but some will defend his vocation will at first fight against the worst of its evils, himself. Who knows the violence is the first to put her away.
Fabrizio Botteghi

Mondiali Fiwuk 2015

Io che come insegnante di arti marziali cinesi per scelta e necessità mi sono preso un periodo sabatico nei confronti della FIWUk dovrei e potrei anche compiacermi dei risultati  dei campionati italiani ai Campionati Mondiali wu shu 2015 invece ne sono veramente amareggiato. Purtroppo quando i dirigenti federali preferiscono organizzare viaggi per pochi eletti nei grandi centri di riferimento cinesi, piuttosto che far venire i tecnici cinesi, siamo di fronte a scelte, paradossali dal punto di vista economico. Quando si ebbe l’esigenza di una federazione che portasse avanti in modo specifico le arti marziali cinesi, si insistette sul fatto che ci si concentrava su quello che viene chiamato volgarmente Kung Fu, poi nel tempo per paventate esigenze di cassa si e numeriche, per darsi un peso nell’ambito C.O.N.I. si sono aperte le porte a tutto il mondo delle discipline affini, non é che poi gli incassi delle iscrizioni se pur a mio avviso care rispetto a tutte le altre federazioni interessassero più di tanto, il “Malloppo” sono i contributi che eroga il Comitato Olimpico Nazionale sotto forma di contributi intorno al milione e mezzo di euro. All’interno della federazione prima si svilisce la figura del maestro e quando questo conta quanto il due di picche  la commissione federale composta da altri maestri che insegna eventualmente anche ai tuoi allievi se proprio sono vistosamente più bravi dei loro ma siamo in Italia dove una mano lava l’altra. Quando nel 2008 ai campionati mondiali c’erano oltre 100 nazioni e nell’evoluzione si sono ridotte nel 2015  a 31 io mi chiedo dove stà l’evoluzione, si a livello internazionale che nazionale, rammentiamoci che la bucata occasione delle Olimpiadi di Beijing che mette un tombale sul quando vedremo mai il wu shu in questa prestigiosa manifestazione in mano alla “The Coke Company” Quando ti senti dire dal referente FIWUK per le pubbliche relazioni che la federazione non si interessa alla promozione del proprio sport, per questo ci sono gli enti di promozione sociale, mi cadono le braccia. Credo che bisogna tornare a lavorare con umiltà e ricominciare da capo almeno per quel che mi riguarda, fare sempre il passo come la propria gamba e solo se si hanno le spalle forti presentarsi in ambito federale altrimenti vieni fagocitato dalle correnti politiche che a tutto si interessano meno dell’aspetto tecnici di quello che facciamo. Per andare in Cina spese proprie poi lo sanno bene gli atleti che ci vanno spesso a spese proprie non basta certo un periodo di 15 giorni, non prendiamoci per i fondelli l’allenamento che conta oltre ad essere di qualità necessita della continuità. Come si dice: wu shu yi jià rén il wu shu è una famiglia e come in tutte le famiglie ci sono le stesse tematiche.

Fabrizio Botteghi

Schieramento

Comprendo che sia nel mondo reale e in quello social sia diventato pesante prendere sempre una posizione, tuttavia ci sono situazioni dalle quali non ci si può esimere dal prendere uno schieramento piuttosto che un’altro. Il timore dello schierarsi nasce dal fastidio di essere immediatamente etichettati in una sorta di semplificazione strumentale  di riconoscimento in una determinata categoria e di non poterne più uscire. C’é una sorta di radicalizzazione di chi segue i tuoi giudizi. Nella realtà e particolarmente in Italia nessuna presa di posizione sembra essere monolitica, tutti cambiano idea quando e come più gli garba, sembra che poi a nessuno faccia effetto, come anestetizzati da un sistema che tenta, prova e spesso riesce ad anestetizzare talmente profondamente le menti da rendere tutto normale, in uno sminuendo continuo delle responsabilità. Per me non é così un essere umano vale come la sua parola. La coerenza nella parola, esprime, diffonde, spiega e convince. Chi non si esprime mai é come quelli che sono amici di tutti e di nessuno. La parola dovrebbe passare per il cervello per tradurre il pensiero, all’esterno, questo a sua volta non é qualcosa di astratto o poco influente ma ci porta prendere decisioni che si riveleranno nel tempo giuste o sbagliate che influenzeranno in qualche modo la nostra e l’altrui vita. Eviva la coerenza.

Fabrizio Botteghi

I understand that in the real world and the company has become increasingly hard to take a position, but there are situations which can not be exempt from taking an array rather than another. The fear of taking sides arises from the hassle of being immediately labeled a kind of simplification instrumental recognition in a certain category and not being able to get out. There is a kind of radicalization of those who follow your judgments. In reality and particularly in Italy no stance seems to be monolithic, all they change their minds when and how for license, then it seems that nobody takes effect, as anesthetized by a system that tries, trial and often fails to anesthetize so deeply minds to make everything normal, in a continuous diminishing of responsibility. For me it is not so as a human being is his word. Consistency in the word, expresses spreads, explains and convinces. Who never expressed is how those who are friends of everyone and no one. The word should go to the brain to translate the thought, the outside, this in turn is not something abstract or little influence but leads us to make decisions that will prove to be right or wrong in time to affect in any way our and the ‘others’ lives.  hooray coherence .

Fabrizio Botteghi

Je comprends que dans le monde réel et la société est devenue de plus en plus difficile de prendre une position, mais il ya des situations qui ne peuvent être exonérés de prendre un tableau plutôt qu’une autre. La peur de prendre parti résulte de l’inconvénient d’être immédiatement marqué une sorte de simplification reconnaissance contribué à une certaine catégorie et ne pas être en mesure de sortir. Il ya une sorte de radicalisation de ceux qui suivent vos jugements. En réalité, et en particulier en Italie aucune position semble être monolithique, tout ce qu’ils changent leurs esprits quand et comment pour licence, puis il semble que personne ne prend effet, comme anesthésié par un système qui tente, essai et ne parvient pas à anesthésier si profondément les esprits souvent à faire tout est normal, dans une diminution continue de la responsabilité. Pour moi, il est pas si en tant qu’être humain est sa parole. Cohérence dans le mot, exprime spreads, explique et convainc. Qui n’a jamais exprimé est de savoir comment ceux qui sont des amis de tout le monde et personne. Le mot doit aller vers le cerveau pour traduire la pensée, de l’extérieur, à son tour, ne sont pas quelque chose d’abstrait ou peu d’influence, mais nous conduit à prendre des décisions qui se révèlent être bien ou mal dans le temps d’affecter en aucune façon notre et de la vie «autres». Eviva cohérence.

Fabrizio Botteghi

Eu entendo que no mundo real ea empresa tornou-se cada vez mais difícil tomar uma posição, mas há situações que não podem ser isentos de tomar uma matriz em vez de outra. O medo de tomar partido surge o incômodo de ser imediatamente rotulado como um tipo de simplificação reconhecimento instrumental em uma determinada categoria e não ser capaz de sair. Há uma espécie de radicalização dos que seguem seus julgamentos. Na realidade, e particularmente na Itália sem postura parece ser monolítico, tudo o que eles mudem de idéia quando e como para a licença, então parece que ninguém leva a efeito, como anestesiados por um sistema que tenta, experimentação e muitas vezes não consegue anestesiar tão profundamente mentes para fazer tudo normal, em uma diminuição contínua de responsabilidade. Para mim não é assim como um ser humano é a sua palavra. Consistência na palavra, expressa os spreads, explica e convence. Quem nunca expressou é como aqueles que são amigos de todos e ninguém. A palavra deve ir para o cérebro para traduzir o pensamento, do exterior, por sua vez, não é algo abstrato ou pouca influência, mas nos leva a tomar decisões que irão revelar-se certo ou errado a tempo de afetar de alguma forma o nosso eo a vida dos outros “. Eviva consistência.

Il limite della democrazia

 

Ragionando da insegnante diarti marziali cinesi direi che il limite della democrazia anche alivello mondiale é nella sua entropia che nel rispetto della resilienza delle idee altrui, illusoriamente giustifica, rispetta e comprende non approdando quasi mai ad un punto fermo. Nelle società tribali o piccole comunità la democrazia diretta é una realtà che può perpretarsi per molte generazioni senza consistenti mutamenti nelle sue regole, cosa che invece diventa molto più complessa in costante continuo mutamento. Si insiste nello sbandierare il concetto di globalizzazione come modello sociale mentre é il realtà un’invenzione che ha radici e ragioni squisitamente economiche.  Ci si accorge subito che quando serve cooperazione per rispettare l’ambiente ogni nazione tira acqua al suo mulino, come nei riguardi di fanatiche deliranti guerre di religione, prima decidono gli embarghi economici, poi con il petrolio venduto sottobanco li riforniscono di armi e quando si tratta di renderli inoffensivi ogni uno tira fuori i suoi distinguo, c’è persino chi giustifica la vendita di armi in certe zone del mondo con il fatalismo della frase: tanto se non avessero fucili si tirerebbero i sassi. una farfalla batte le ali a Beijing e a New York si forma un uragano.

Fabrizio Botteghi

Reasoning from Chinese martial arts teacher I would say that the limit of democracy also alivello world is in its entropy that respecting the resilience of the ideas of others, deceptively justified, respects and includes not arriving almost never at a standstill. In tribal societies or small communities direct democracy is a reality that can expain for many generations without substantial changes in its rules, which instead becomes much more complex in constant flux. He insists on flaunting the concept of globalization as a social model and the reality is an invention that has roots and purely economic reasons. We’ll immediately notice that when you need cooperation to respect the environment every nation pulls water to his mill, as in respect of fanatical delusional religious wars, first decide the economic embargoes, then with the oil sold under the counter supply them weapons and when These render them harmless each one pulls out his distinctions, there are even those who justify the sale of weapons in certain areas of the world with the fatalism of the phrase as if they had guns they would pull the stones. a butterfly flapping its wings in Beijing and New York formed a hurricane.
Fabrizio Botteghi

Quello che non và

Certamente non entusiasta, nella speranza di essere smentito al più presto, la cosa che proprio non mi và giù é la  arrogante ottusità, magari volontaria ma pur sempre ottusità nel non vedere quello che salta subito agli occhi del profano da parte della gran parte delle federazionie ed enti di promozione sociale che si occupano di arti marziali cinesi. Sono decenni che alle gare agonistiche gli unici presenti nel pubblico sono gli addetti ai lavori, considerando che praticamente a questi eventi non si paga il biglietto di ingresso il risultato divulgativo mi sembra veramente scarno. D’altra parte tutto ora per scopi prettamente pubblicitari e pertinenti ad ogni singola palestra o maestro ci si svaluta ampliamente in stages gratuiti che lasciano il tempo che trovano salvo in caso di incidente con strascichi giudiziari per i risarcimenti. é perfettamentei inutile per i vari movimenti che girano intorno alle arti marziali cinesi continuare ad agire in ordine sparso, cercando di tirare acqua al proprio mulino. Nella pratica basterebbe molto poco: postare sui social eventi con un largo anticipo, stampare e distribuire volantini e locandine per coprire almeno il territorio in cui l’evento si svolge, fare video di presentazione, fare qualche comparsata nelle radio private o televisioni private ecc… Nulla di tutto questo, al massimo si trovano alcuni manifesti intorno all’isolato della struttura usata volta per volta per l’evento. Talvolta per accaparrasi spazi pubblici si fà ricorso adespedienti biasimevoli come quell odi annunciare la devoluzione degl introiti ad associazioni Onlus in modo che i funzionari distratti del comune interessato diano il benestere senza troppi problemi ma in cosa veramente consisterà questa donazione se gli eventi sono praticamente gratis? Al massimo sarà unamancetta ricavatadalleiscrizioni alle gare degli atleti. Si fà la fine che ha fatto l’intera iniziativa divulgatrice dei prodotti italiani in Cina, praticamente un flop assoluto. solo riferendosial comparto dei vini, l’esempio del comportamento dei francesi e gli italiani fà scuola: i francesi sul mercato cinese si sono presentati a livello di consorzio uniscono le proprie forze economiche, organizzative è logistiche. Gli italini si sono presentati ogni azienda con il proprio marchio. risultato? in cina solo 1% della popolazione sa che l’itaia é un grande produttore di vini mentre quasi tutti i consumatori conoscono i vini francesi. Curiosamente nel Celeste Impero da qualche anno sono entrate in produzione coltivazioni vitivinicole che hanno assunto ingenieri e periti agrari italiani presi nel bacino  friulano, questo mi fà capire una cosa che se uno vuole sapere una cosa trova la strada ma anche che se perdi la bussola ti perdi. Nello sport in generale l’italia presenta una anomalia rispetto credo al resto del mondo, che non necessariamente é da considerare negativa ma pur sempre una anomalia, tutti gli stati hanno il ministero dello sport, spesso accoppiato o accorpato con quello della salute, noi abbiamo il C.O.N.I. che é un ente privato. Purtroppo a carico di queste affermazioni ho anche le fotografie che abbiamo scattato agli ultimi Campionati Italiani FIWUK nelle quali senza ombra di dubbio si vede quanto pubblico era presente negli spalti.
Fabrizio Botteghi

Cerimonia di innaugurazione dei Campionati italiani FIWUK 2013

Campionati Fiwuk 2013: solo addetti ai lavori

Monza 2013 Campionati wu shu sanda riscaldamento

 

 

I periodi sabatici

Fermo restando che  l’assente é comunque in torto e probabilmente perdente almeno per  il punto di vista del rendimento, il sistema medioevale con il quale é gestito lo sport  in Italia in particolare per quanto riguarda le arti marziali periodicamente mi ritrovo a prendere mio malgrado dei periodi sabatici più o meno lunghi per fare mente locale su come gestire l’attività divulgativa senza essere la vittima sacrificale dell’inrispettoso opportunismo ipocrita e dell’indifferenza e quando non é così ti liquidano con frasi che evidenziano la tua presenza anagrafica sulla Terra: sei troppo vecchio!

Fabrizio Botteghi lao shi

Allontanamento

Un allievo può venir allontanato dal mestro perchè mancano requisiti morali e di altro tipo, nella sezione “Altro tipo” ci sono comportamenti che mettono in imbarazzo la figura del maestro, situazioni in cui l’allievo fà business delle attività, quando l’allievo scavalca la figura dell’insegnate e prende decisioni che non gli competono, quando il suo comportamento mette a rischio la sopravvivenza del turno di allenamento, quando si mette in discussione il metodo di allenamento, quando si fà finta di non capire quello che dice il maestro, quando il soggetto antepone se stesso alla sopravvivenza del corso, quando l’allievo per la propria palestra non partecipa ad importanti iniziative ma nel contempo partecipa assiduamente ad attività di altre associazioni affini, quando si fanno in conti in tasca al maestro omettendo quando ci rimette, quando non si partecipa all’allenamento collettivo e decide univocamente cosa fare e cosa non fare. A proposito di questo ultimo punto, gli agonisti sono comunque tenuti a fare l’allenamento collettivo e poi in più lo specifico per le loro gare, mica possono pensare di presentarsi alle gare con le poche ore che si hanno a disposizione nei turni generalmente assegnati, gli agonisti devono allenarsi anche a parte, per esempio non é possibile allenare l’allungamento in una sessione che prevede potenziamento. La cosa più grave dal punto di vista allenante al di fuori del controllo del maestro é quando nel decidere cosa stimolare si insiste sulle cose che riescono meglio evitando ciò che risulta più ostico e che magari é propio quello che serve per correggere i difetti.

Oriente ed Occidente marziale

La differenza di approccio alle arti marziali cinesi più significativa fra i praticanti orientali e occidentali va cercata nella disposizione mentale. Non é una novità che i maggiori ostacoli anhe nella vita ce li creiamo nella mente, quello che immaginiamo e che poi proiettiamo eventualmente nella realtà, se ci diamo dei limiti a priori o al contrario li superiamo senza conoscerli. in Occidente, forti del substrato culturale calvinista e razionalista, si và in palestra ad un corso di arti marziali o anche di box già pieni di informazioni, anche troppe, queste ci illudono di poter essere in grado di scegliere il proprio insegnante, magari un criterio può essere anche quello della simpatia o meno dell’insegnante. In Cina nonostante il grande e repentino sviluppo tecnologico ed economico degli ultimi decenni avviene il contrario, si viene scelti dai maestri, insomma vi dovete meritare il posto che occupate; per un occidentale è inammissibile che una persona che é pagata per insegnare scelga o meno di farlo, anzi oltre ad essere obbligato per il compenso deve anche essere gentile, accomodante….figuratevi per l’italiano medio abituato a fare tutto per raccomandazioni. Queste due realtà parallele e contrapposte producono e favoriscono atteggiamenti diversi ed evoluzioni marziali a volte del tutto inconciliabili.

Fabrizio Botteghi