Differenze

Sò che servirà relativamente solo a chi ha orecchie per intendere, indubbiamente in un confronto sportivo vince il più forte come in guerra vince il più astuto, tuttavia vorrei chiarire gli aspetti fondamentali che differenziano gli sport da combattimento dalle arti marziali, i dubbi e le critiche vicendevolmente degli uni sugli altri nascono da un vizio di forma basico. Gli sport da combattimento proprio perchè sport hanno delle regole che in qualche modo salvaguardano l’incolumità degli atleti, per questo portano i colpi a contatto pieno solo in determinate aree del corpo, quando non lo fanno hanno affinato la tecnica del controllo come per il kara te, un ibrido tra forma e combattimento. I puristi del contatto pieno però sanno benissimo che in sede di allenamento anche loro non portano i colpi sempre a fondo, devono per forza provare le cose prima di eseguirle al meglio, quelle che nella boxe si chiamano “Figure” non sono altro che forme ripetute all’infinito per automatizzarne il gesto. Le arti marziali di qualsiasi disciplina non contemplano la salvaguardia dell’avversario perchè in natura sarebbe un nemico fortunatamente si è sviluppato un senso di rispetto empatico verso il perdente di umana pietas, verosimilmente dalla tradizione Buddista di Shao Lin, per cui le forme o tecniche a vuoto sono simulazioni che possono essere ripetute con uno più patner con o senza armi tradizionali alla ricerca della perfezione e della credibilità del gesto, come fanno gli stuntmen o nel wrestingh, nelle arti marziali la competizione agonistica del combattimento è un aspetto volutamente sportivo e per questo soggetto a limitazioni che in alcuni casi inibiscono 80% delle potenzailità delle specialità. In pratica quanto durerebbe un alteta ben allenato se gli arriva deliberatamente un calcio sul ginocchio o sui genitali? Quanto resisterebbe ad una stretta al collo senza soffocare per questo ad esempio è nato il judo dal ju jitsu; il primo uno sport la seconda un’arte marziale, nelle arti marziali cinesi il sanda è la parte sportiva del combattimento e non usano che un piccolo arsenale di tecniche tradizionali anche se portate a contatto pieno. Probabilmente qualche dubbio viene anche per via degli “Innovatori” quelli che estrapolano tecniche in modo randomico da varie discipline creadone di nuove, non sapendo loro stessi dove comincia l’arte marziale e dove finisce lo sport, un lavoro che spesso e volentieri non fà altro che togliere, tecnica, sostituire con potenzaimento, portare all’essenziale e far sembrare alla fine tutto simile… Ma non è così!

Un esempio calzante è dato dal fenomeno M.M.A. letteralmente Mixed Martial Arts al tempo uno per diventare un esperto si faceva il mazzo per anni nella boxe, nel ju ji tsu, nella sua variante brasiliana e possibilmente nella kik boxing, poi cominciavano ad unire le varie tecniche estrategie…Adesso entrano in palestra e dopo un allenamento di potenziamento, si prendono a pugni come non farebbe un pugile, fanno proiezioni come non un judoka e non danno calci come un atleta di kik.

Il segreto del successo – the secret of success

A tutto il mondo degli, svezzati, quelli che sanno già tutto l’argomento sarà già noto o addirittura non interessa affatto in quanto perfettamente assorbiti dal siastema stesso al punto di consideralo naturale. Nella società troppo tempo e sempre più il successo è legato non come si vede nei film alle proprie capacità che qualcuno prima o poi valorizzerà, magari quando capita l’occasione è bene essere pronti ma alla totale casualità dell’essere al posto giusto nel momento giusto. In altri termini saper scegliere i piedi giusti da leccare è molto più remunerativo in termini economici e di notorietà dell’essere un grande studioso, tecnico, letterato, poliglotta o maestro di arti marziali. D’altra parte la storia che non viene oramai più portata nei banchi di scuola ci insegna che a ritroso sono veramente innumerevoli gli esempi di personaggi e leaders politici incompetenti, immorali, paranoici, schizzofrenici, megalomani e decisamente pazzi che hanno spadroneggiato e tuttora mostrano con orgoglio la propria arroganza, ciò nonostante l’umanità in qualche modo ha la resilienza per continuare in qualche modo ad esistere.
Fabrizio Botteghi

To all the world of the weaned, those who already know the whole subject will already be known or even not interested at all because they are perfectly absorbed by the system itself to the point of considering it natural. In society too much time and more and more success is bound not as we see in the movies to their own abilities that someone will sooner or later value, maybe when the opportunity happens it is good to be ready but to the total randomness of being in the right place at the right time . In other words, knowing how to choose the right feet to be licked is much more profitable in economic terms and notoriety than being a great scholar, technician, writer, polyglot or martial arts master. On the other hand, the story that is no longer brought to school shows us that there are truly innumerable examples of incompetent, immoral, paranoid, schizophrenic, megalomaniac and decidedly crazy political figures and leaders who have lorded and still show with pride one’s arrogance, yet humanity somehow has the resilience to somehow continue to exist.
Fabrizio Botteghi

Ma cosa scrivete?

Che non esista una legge per obbligare gli inserzionisti pubblicitari ad attenersi alla veridicità di quello che propongono è sicuro ma c’è sempre chi si spinge oltre nella mistificazione, tipo un centro di Olistico che porta guarda caso un nome cinese, il suo target è un pubblico adulto quasi sicuramente non sportivo, presenta il (Khi Cong) allargandosi a dire che in cinese si dice Qi Gong asserendo che si tratta di una pratica derivante dal Viet Vodao ma siete fuori di senno? Casomai i vietnamiti hanno assorbito tale pratica dagli immigrati cinesi con il tai ji e spezzoni di varie altre arti marziali. Si approfitta come al solito del pressappochismo e del fatto che la Cina e Vietnam sono lontani, oltretutto quando nelle immagini che non riproduco per non fargli ulteriore pubblicità, si vede una silhoutte umana in una postura chiaramente di tai ji quan così prendono per i fondelli tutti praticanti di arti marziali cinesi, chi ha organizzato tale campagna pubblicitaria non si è evidentemente preoccupato di vedere se in Italia era già arrivata tale arte, oppure volutamente gli hanno dato un tocco di mistero tirando il ballo il Vietnam, tanto per dire noi lo facciamo strano. Che ci siano concorrenti nel settore energetico marziale è una cosa accettadile e direi pure inevitabile ma che chiunque dica la qualsiasi no! D’altra parte dire una cosa e poi farne un’altra esprimere la propria oppinione su qualsiasi argomento anche se non si hanno le competenze in Italia è uno sport nazionale. potevano parlare delle origini Wudan, o Denfeng che le varie scuole hanno assunto la classificazione di tai ji solo non più di 300 anni fà ma no buttimola come si dice a Roma in caciara. Certamente avvengono cose ben più gravi ma per me che identifico il wu shu (arti marziali cinesi) come parte integrante della vita certe uscite pubblicitarie sono simpatiche come pestare le deizioni canine sul marciapiede.
Fabrizio Botteghi

Simbiosi

In una sorta di simbiosi informatico-sportiva, le arti marziali e gli sport da combattimento l’hardware è come la preparazione preparazione atletica, il software la tecnica e non ultima la bontà dei componenti è la capacità di gestire la paura o se preferite il coraggio. considerando che la tecnica in particolare nelle arti marziali cinesi è assimilabile alla cinetica della catena e che la forza di questa è data dalla resistenza dell’anello più debole, quando ci si allena è necessario fare attenzione proprio nelle cose che riescono peggio poichè saranno queste che faranno la differenza, contrariamente a quanto si crede ciò che riesce in qualche modo naturale non necessariamente ti capiterà.

Pratica allenante

Nelle arti marziali praticare le tecniche anche se non al massimo delle performances significa comunque fare una seduta allenante, al contrario scimmiottarle magari tenendo una posizione più comoda per le gambe non lo è. Si tratta della stessa situazione che si viene a creare quando per la preparazione atletica di base o evoluta non si eseguono le rom complete o in assetto che mette in pericolo la stabilità delle articolazioni. Fare gli esercizi correttamente significa migliorare la qualità dell’allenamento; l’equazione + lavoro = maggiore risultato non è sintatticamente ne praticamente corretta; Allenarsi troppo fà solo affaticare e commettere errori, se poi si entra nella parte oscura e marcia dello sport, tanto cara ai numerosi mistificatori presenti nel settore come lupi mascherati da agnelli, allora ci si proietta in escamotages pericolose con additivi che vanno ad alterare il metabolismo e la stessa sensazione della fatica, senza fatica non si comprende quando siamo al limite e ognuno invece dovrebbe conoscerlo per poterlo superare. Il riposo serve come l’esercizio, è necessario proprio a metabolizzarlo. Allenarsi qualitativamente più che quantitativamente permette di ottenre risultati più duraturi nel tempo e previene gli infortuni. Se invece siete come gli automobilisti che preferiscono una bella carrozzeria senza un motore adeguato allora è un altro paio di maniche.
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Pan Qingfu Died

Il maestro Pan Qingfu lo riconobbi ai campionati del mondo di wu shu Kung Fu della Fiwuk del 1997 se non mi tradisce la memoria che vennero indetti per la prima volta Roma, era un personaggio così pittoresco, fra i sui soprannomi c’èra quello di “Mano di Ferro” per via di una lastra che si portava spesso con sè percuotendola con le nocche della mano diffondendo il caratteristico suono metallico in una sorta di annunciazione del suo arrivo, Quel giorno lo si distingueva dentro lo stadio dell’Eur, ora Palalottomatica, pur trovandosi agli esatti antipodi della postazione che avevamo i miei allievi ed io. Venne invitato con la consorte dal Canada come ospite dalla federazione per dare lustro alla manifestazione, non ho avuto l’onore di praticarci insieme ma ne condivido completamente lo spirito avendo nel mio piccolo passato notevoli vicissitudini per coltivare la passione per le arti marziali cinesi, da tutti i punti di vista dall’alto della burocrazia e dal basso vessato da allievi infedeli molto più interessati ad una carriera politico-sportiva che lo studio e l’allenamento alle arti marziali. in un mondo di maestri dalla forma fisica imbarazzante, il maestro Pan come si evince anche dalla fotografia si è sempre tenuto in forma anche in età avanzata. Lo rimpiangeranno sicuramente nella palestra Waterloo Kung Fu Accademy dell’Ontario. Riposi in pace e vegli su di noi maestro Pao.

Pan Qing Fu

Arti marziali e sport da combattimento

Occorre dirimere e classificare tra le arti marziali e sport da combattimento dalle quali derivano. Le arti marziali hanno nella loro origine il DNA del guerriero che deve aggiungere al fatto di essere vincente anche il non trascurabile dettaglio di portare a casa la pelle; questo le inquadra fra le discipline che devono passare per necessità di comunità di intenti attraverso un percorso addestrativo di base che assicuri uno standard che altrimenti ai tempi delle battaglie corpo a corpo non permetteva sinergie fra le truppe, parimenti è del mondo marziale il concetto di moralità e compassione per il nemico sconfitto anche se culturalmente questo presenta differenti risvolti. Odiernamente, con la avvento delle armi da fuoco e tecnologie sempre più evolute, profuse a piene mani quando si tratta di fare del male non ci si risparmia, le arti marziali, sono rivolte principalmente al campo della difesa personale e protezione dei più deboli, rimangono sempre le basi addestrative ma si possono incrementare con pratiche atletiche che vanno migliorare le performance personali. Gli sport da combattimento, sono il risvolto sportivo delle arti marziali, e si avvalgono di regole, almeno sulla carta certe per mantenere il combattimento su un piano sportivo moralmente accettabile, anche per questa ragione chi pratica gli sport da combattimento tende subito ad un approccio di tipo atletico, anche quì in genere gli insegnanti se bravi insistono sulla moralità, correttezza e lealtà. Per fare degli esempi concreti: il Ju do è l’evoluzione sportiva del Ju Ji Tsu; la kick box del Kara Te; e il Sanda del Kung Fu. Fondamentalmente le differenze pratiche sono che se nel contesto marziale può essere necessario ritirarsi per salvarsi la vita nel campo sportivo equivarrebbe a perdere l’incontro; inoltre mentre a livello marziale è normale che uno si abitui a combattere con categorie di peso differenti intervenendo a livello articolare e i punti particolarmente sensibili, nello sport al contrario queste tecniche sono severamente bandite e producono penalità, trattandosi di un combattimento con delle limitazioni anche dove è contemplato il contatto pieno i combattimenti sono divisi per categorie di peso, sempre per l’incolumità degli atleti, non vorrei però generare dubbi, incolumità, non significa affatto che i contendenti non se le diano di santa ragione, non parliamo di Curling ovviamente! Anche per quanto riguarda l’uso delle armi nel tiro con l’arco, anticamente si usato in guerra e caccia, odiernamente solo in quest’ultima, tuttavia c’è anche l’aspetto sportivo di tipo Olimpico che per esasprare il centro dei target impone l’arciere fermo acolpire un paglione anch’esso fisso, cosa alquanto differente dalla situazione naturale della caccia dove animale e uomo corrono e si inseguono.

Fabrizio Botteghi

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2016 anno della scimmia

L’anno della scimmia inizierà secondo le credenze tradizionali cinesi e il loro calendario lunare il 28 Febbraio 2016. La tradizione conferisce ai nati sotto questo segno: la curiosità, la tenacia, l’agilità e tante altre belle cose che sarebbe bello avessero un qualsiasi fondamento scientifico che le supportassero, sulla Terra é più influente l’eruzione di un vulcano o il battito d’ali di una farfalla, piuttosto che la posizione di una stella distante milioni anni luce che per quanto ne sappiamo potrebbe essersi già estinta. La fantasia e la trasduzione del mondo animale sulla razza umana hanno dato luogo in Cina alle tecniche di arti marziali morfo-animali, la scimmia ne é un esempio ecclatante. La primatologia distingue 5 tipi di scimmie molto simili a noi: lo scimpanze; il bonobo, la sua versione miniaturizzata; il gorilla; l’orango tang e il gibbone. Questi antropomorfi di stazza differente, vivendo in enclave separate generano sottogruppi ma sono anche fortemente a rischio di estinzione. In Asia per i cinesi la possibilità in passato che fossero a contatto con primati differenti da macachi e oranghi era veramente remota, per cui probabilmente furono queste le “Scimmie di riferimento” Sulle quali si é attinto lo spirito, le movenze, le tecniche ed il modo di fare trasponendolo nell’uomo. La scimmia in generale é molto vivace e mutevole di carattere, curiosa, tenace, intelligente, dotata di velocità ritmo e capacità acrobatiche fuori della norma, i suoi movimenti sugli arti inferiori sono stati ripresi dagli stili della mantide religiosa, non avendo l’uomo sei zampe come l’insetto era necessario sopperire a questa mancanza. Le scimmie in natura usano diversi “Attrezzi” Come sassi di particolare forma e bastoni, per questa ragione le tecniche del combattimento della scimmia comprendono anche le armi, ulteriori contaminazioni si sono avute immaginando come si sarebbe mosso l’animale se fosse stato ubriaco. Si distinguono principalmente: la scimmia spaventata, di pietra, di legno, quella che predilige le posizioni alte e naturalmente come appena detto quella ubriaca. Nonostante proprio per la caratteristica umana di saper immaginare e riproiettare il fantastico, vedere con la mente ciò che non esiste nel mondo fisico permette di inventare nuove realtà come il kung fu della scimmia.

Fabrizio Botteghi

The year of the monkey will begin according to traditional Chinese beliefs and their lunar calendar on February 28, 2016. The tradition gives those born under this sign: curiosity, persistence, agility and many other beautiful things that would be nice to have any scientific foundation that support on Earth is the most powerful eruption of a volcano or the beating of a butterfly’s wings, rather than the location of a million light years far star which for all we know may already be extinct. The imagination and the transduction of the animal world on the human race have resulted in China to martial arts techniques morpho-animals, the monkey it is an example . Primatology distinguishes 5 types of ape are very similar to us: the chimpanzee; the bonobo, his miniaturized version; the gorilla; the orangutan and gibbon tang. In English languages monckey an ape are not thesome of italian meaning. These Apes anthropomorphic measurement different, living in separate enclaves generate subgroups but are also highly endangered. In Asia for the Chinese the opportunity in the past that they were in contact with primates different from macaques and orangutans was truly remote, so probably these were the “Apes reference” On which has drawn the spirit, the movements, techniques and way of doing trasfered in  humans. The monkey in general is very lively and changeable character, curious, tenacious, intelligent, with speed and rhythm acrobatic skills outside the norm, his movements on the lower limbs have been taken by the styles of praying mantis, not having the man you are legs as the insect was necessary this shortfall. The monkeys in the wild use different “tools” Like stones and sticks particular form, for this reason, the techniques of combat monkey include weapons, further contamination there were imagining how he would move the animal if he was drunk. They differ mainly: the monkey scared, stone, wood, one that prefers high positions and of course as soon as said that drunk. Although because of the human trait of being able to imagine and re-project the fantastic, to see with my mind what does not exist in the physical world it allows you to invent new realities as the Kung Fu Monkey.
Fabrizio Botteghi

Si vis pacem para bellum

La frase Romana, quindi latina “Si vis pace para bellum” curiosamente attribuita a Vegezio, probabilmente come richiamo agli scritti di Platone e Cicerone “Si pace frui volumus, bellum gerendum est” deve indurre ad alcune riflessioni. La prima frase é certamente un sottile espediente per tenere unito un popolo contro una minaccia esterna, mentre la seconda é più esplicita sul concetto, per la pace si prepari la guerra, la forma più minimalista rimane “Divide et impera” Tuttavia é storia che quando l’Impero romano ha perso il suo atteggiamento spartano, di militari addestrati se ne vedevano sempre meno, le truppe relegate lontano ai confini, segnò prima la spartizione dell’Impero Romano poi il suo declino. Nei secoli successivi é stata ripresa da altri condottieri, corpi militari e paramilitari, un pò per giustificare le loro gesta e perchè risaltava bene come scritta coincisa sui loro vessilli. Oggi, chi pratica arti marziali cinesi sà benissimo che l’evoluzione delle armi é tale che non é certo con le sue pratiche che possa conquistare il Mondo ne sottometterlo, certo saprà difendersi ma la sua vocazione sarà principalmente combattere contro il peggiore dei suoi mali, se stesso. Chi conosce la violenza é il primo a ripudiarla.
Fabrizio Botteghi
The Roman phrase, then Latin “Si vis pacem para bellum” curiously attributed to Vegezio, probably as a reminder to the writings of Plato and Cicero “He peace frui volumus, bellum gerendum east” should lead to some reflections. The first sentence is certainly a subtle ploy to keep a united people against an external threat, while the second is more explicit on the concept, for peace prepare war, the most minimalist form is “Divide and conquer” But history is that when the Roman Empire has lost its attitude spartan military trained you could see less and less, the troops relegated far to the borders, before the division of the Roman Empire marked its decline. In later centuries it has been taken up by other leaders, military and paramilitary, some to justify their deeds and stood out because it coincided well as written on their banners. Today, practitioners of Chinese martial arts knows very well that the evolution of weapons is such that it is not certain with its practices that can conquer the world or will conquer it, but some will defend his vocation will at first fight against the worst of its evils, himself. Who knows the violence is the first to put her away.
Fabrizio Botteghi

Mondiali Fiwuk 2015

Io che come insegnante di arti marziali cinesi per scelta e necessità mi sono preso un periodo sabatico nei confronti della FIWUk dovrei e potrei anche compiacermi dei risultati  dei campionati italiani ai Campionati Mondiali wu shu 2015 invece ne sono veramente amareggiato. Purtroppo quando i dirigenti federali preferiscono organizzare viaggi per pochi eletti nei grandi centri di riferimento cinesi, piuttosto che far venire i tecnici cinesi, siamo di fronte a scelte, paradossali dal punto di vista economico. Quando si ebbe l’esigenza di una federazione che portasse avanti in modo specifico le arti marziali cinesi, si insistette sul fatto che ci si concentrava su quello che viene chiamato volgarmente Kung Fu, poi nel tempo per paventate esigenze di cassa si e numeriche, per darsi un peso nell’ambito C.O.N.I. si sono aperte le porte a tutto il mondo delle discipline affini, non é che poi gli incassi delle iscrizioni se pur a mio avviso care rispetto a tutte le altre federazioni interessassero più di tanto, il “Malloppo” sono i contributi che eroga il Comitato Olimpico Nazionale sotto forma di contributi intorno al milione e mezzo di euro. All’interno della federazione prima si svilisce la figura del maestro e quando questo conta quanto il due di picche  la commissione federale composta da altri maestri che insegna eventualmente anche ai tuoi allievi se proprio sono vistosamente più bravi dei loro ma siamo in Italia dove una mano lava l’altra. Quando nel 2008 ai campionati mondiali c’erano oltre 100 nazioni e nell’evoluzione si sono ridotte nel 2015  a 31 io mi chiedo dove stà l’evoluzione, si a livello internazionale che nazionale, rammentiamoci che la bucata occasione delle Olimpiadi di Beijing che mette un tombale sul quando vedremo mai il wu shu in questa prestigiosa manifestazione in mano alla “The Coke Company” Quando ti senti dire dal referente FIWUK per le pubbliche relazioni che la federazione non si interessa alla promozione del proprio sport, per questo ci sono gli enti di promozione sociale, mi cadono le braccia. Credo che bisogna tornare a lavorare con umiltà e ricominciare da capo almeno per quel che mi riguarda, fare sempre il passo come la propria gamba e solo se si hanno le spalle forti presentarsi in ambito federale altrimenti vieni fagocitato dalle correnti politiche che a tutto si interessano meno dell’aspetto tecnici di quello che facciamo. Per andare in Cina spese proprie poi lo sanno bene gli atleti che ci vanno spesso a spese proprie non basta certo un periodo di 15 giorni, non prendiamoci per i fondelli l’allenamento che conta oltre ad essere di qualità necessita della continuità. Come si dice: wu shu yi jià rén il wu shu è una famiglia e come in tutte le famiglie ci sono le stesse tematiche.

Fabrizio Botteghi