Arti marziali e sport da combattimento

Occorre dirimere e classificare tra le arti marziali e sport da combattimento dalle quali derivano. Le arti marziali hanno nella loro origine il DNA del guerriero che deve aggiungere al fatto di essere vincente anche il non trascurabile dettaglio di portare a casa la pelle; questo le inquadra fra le discipline che devono passare per necessità di comunità di intenti attraverso un percorso addestrativo di base che assicuri uno standard che altrimenti ai tempi delle battaglie corpo a corpo non permetteva sinergie fra le truppe, parimenti è del mondo marziale il concetto di moralità e compassione per il nemico sconfitto anche se culturalmente questo presenta differenti risvolti. Odiernamente, con la avvento delle armi da fuoco e tecnologie sempre più evolute, profuse a piene mani quando si tratta di fare del male non ci si risparmia, le arti marziali, sono rivolte principalmente al campo della difesa personale e protezione dei più deboli, rimangono sempre le basi addestrative ma si possono incrementare con pratiche atletiche che vanno migliorare le performance personali. Gli sport da combattimento, sono il risvolto sportivo delle arti marziali, e si avvalgono di regole, almeno sulla carta certe per mantenere il combattimento su un piano sportivo moralmente accettabile, anche per questa ragione chi pratica gli sport da combattimento tende subito ad un approccio di tipo atletico, anche quì in genere gli insegnanti se bravi insistono sulla moralità, correttezza e lealtà. Per fare degli esempi concreti: il Ju do è l’evoluzione sportiva del Ju Ji Tsu; la kick box del Kara Te; e il Sanda del Kung Fu. Fondamentalmente le differenze pratiche sono che se nel contesto marziale può essere necessario ritirarsi per salvarsi la vita nel campo sportivo equivarrebbe a perdere l’incontro; inoltre mentre a livello marziale è normale che uno si abitui a combattere con categorie di peso differenti intervenendo a livello articolare e i punti particolarmente sensibili, nello sport al contrario queste tecniche sono severamente bandite e producono penalità, trattandosi di un combattimento con delle limitazioni anche dove è contemplato il contatto pieno i combattimenti sono divisi per categorie di peso, sempre per l’incolumità degli atleti, non vorrei però generare dubbi, incolumità, non significa affatto che i contendenti non se le diano di santa ragione, non parliamo di Curling ovviamente! Anche per quanto riguarda l’uso delle armi nel tiro con l’arco, anticamente si usato in guerra e caccia, odiernamente solo in quest’ultima, tuttavia c’è anche l’aspetto sportivo di tipo Olimpico che per esasprare il centro dei target impone l’arciere fermo acolpire un paglione anch’esso fisso, cosa alquanto differente dalla situazione naturale della caccia dove animale e uomo corrono e si inseguono.

Fabrizio Botteghi

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