Boicottaggio del kung fu

Come far rimanere uno sport d’elitè in un cantuccio di nicchia? Basta boicottarlo a tutti i livelli; dall’alto le massime istituzioni dello sport internazionale non andando le aleatorie promesse non lo fanno entrare alle competizioni olimpiche, mentre altri sport decisamente opinabili e dallo scarzo seguito non hanno questo trattamento. A livello basso e personalmente ho provato sulla mia pelle, dai gestori delle palestre che approfittando dei miei sforzi pubblicitari dirottavano i clienti in altre attività, ai “Colleghi” Di altre arti marziali che creavano problemi sull’uso delle armi tradizionali, fra l’atro prive di filo, adducendo il fatto che rovinassero il tatami, quando non era questo contestavano le scarpette di pezza o di gomma morbida, mentre loro non pulivano il sangue che rimaeva sui tappeti dopo il loro allenamento, un altro sitema è quello di mettere i propri volantini pubblicitari o biglitti da visita praticamente in posti nascosti o farne sparire un p’ò alla volta senza che nessuno mi contatti, questo diventa poco credibile quando i pezzi presi sono 50 e non ti contatta nessuno , a volte sono capitati periodi in cui le persone che volevano fare una lezione di prova se si trattava di arti marziali cinesi potevano al massimo vedere la lezione, al freddo seduti su una sedia di plastica, come al freddo spesso e volentieri venivano lasciati i miei atleti, appena cominciava il nostro turno, magicamente, i riscaldamenti venivano sistematicamente spenti, naturalmente vane sono stte le mie rimostranze con le risposte che può darti solo un despota: o così o quella è la porta! Il massimo è quando altri istruttori serrano a chiave la porta si immette sull’uscita di sicurezza, non dicendolo ma celando la scusa che i miei atleti possano usufruire delle loro attrezzature gelosamente custodite o peggio che se possano portar via quando tutta la struttura internamente ed esternamente è monitorata da telecamere. Tanto non ci fermerete!

Fabrizio Botteghi