Ma cosa scrivete?

Che non esista una legge per obbligare gli inserzionisti pubblicitari ad attenersi alla veridicità di quello che propongono è sicuro ma c’è sempre chi si spinge oltre nella mistificazione, tipo un centro di Olistico che porta guarda caso un nome cinese, il suo target è un pubblico adulto quasi sicuramente non sportivo, presenta il (Khi Cong) allargandosi a dire che in cinese si dice Qi Gong asserendo che si tratta di una pratica derivante dal Viet Vodao ma siete fuori di senno? Casomai i vietnamiti hanno assorbito tale pratica dagli immigrati cinesi con il tai ji e spezzoni di varie altre arti marziali. Si approfitta come al solito del pressappochismo e del fatto che la Cina e Vietnam sono lontani, oltretutto quando nelle immagini che non riproduco per non fargli ulteriore pubblicità, si vede una silhoutte umana in una postura chiaramente di tai ji quan così prendono per i fondelli tutti praticanti di arti marziali cinesi, chi ha organizzato tale campagna pubblicitaria non si è evidentemente preoccupato di vedere se in Italia era già arrivata tale arte, oppure volutamente gli hanno dato un tocco di mistero tirando il ballo il Vietnam, tanto per dire noi lo facciamo strano. Che ci siano concorrenti nel settore energetico marziale è una cosa accettadile e direi pure inevitabile ma che chiunque dica la qualsiasi no! D’altra parte dire una cosa e poi farne un’altra esprimere la propria oppinione su qualsiasi argomento anche se non si hanno le competenze in Italia è uno sport nazionale. potevano parlare delle origini Wudan, o Denfeng che le varie scuole hanno assunto la classificazione di tai ji solo non più di 300 anni fà ma no buttimola come si dice a Roma in caciara. Certamente avvengono cose ben più gravi ma per me che identifico il wu shu (arti marziali cinesi) come parte integrante della vita certe uscite pubblicitarie sono simpatiche come pestare le deizioni canine sul marciapiede.
Fabrizio Botteghi