Non è così

Non Sempre la ripetizione di un gesto migliora le qualità fisiche di chi lo esegue, per questo esiste la definizione di lavori usuranti, talvolta abusata quando il disagio è più che altro di tipo mentale. il pensiero cinese per quanto riguarda la pratica di un buon lavoro ( gong fu ) recita che eseguire un’operazione al meglio la si deve fare 1000 volte, repetita juven dunque che si tratti di sport o lavoro vero e proprio, purtroppo non è sempre così. ripere un movimento ossessivamente è vero che porta all’ottimizzazione ma non necessariamente migliora l’ergonomicità. La pubblicità per anni ha reclamizzato meccanismi vibranti, dalle fasce alle pedane che promettevano dimagrimento aumento tono del muscolare rinforzo dell’impalcatura scheletrica contro l’osteoporosi ed altri miracoli del genere; quindi i trattoristi e gli operai che lavorano con martelli pneomatici non dovrebbero avere problemi? Chiaramente siamo fuori, i piccoli movimenti con intesità bassa o media dove il range d’azione delle articolazioni è limitato portano verso la degenerazione sia dei capi articolari che delle inserzioni muscolari, sterssano i tendini ed accorciano i muscoli. La forza è dipendente dallo stimolo, il maratoneta sfruttando le fibre rosse è in grado di resistere ad uno sforzo di media intensità prolungato per molto tempo, per sua tipologia comunque la forza passa in secondo piano, mentre il ritmo, la tecnica e la testa sono fondamentali, per quanto ci si possa allenare nelle lunghe distanze l’incremento della forza sarà sempre trascurabile rispetto alla resistenza. I velocisti al contrario hanno bisogno della forza, le fibre bianche la riescono ad esprimere ma solo per brevissimi periodi di tempo, allenare la forza significa almeno nella corsa, chiedere il massimo della contrazione e del rilassamento nel più breve tempo possibile contemporaneamente al massimo raggio d’azione delle articolazioni. certo si tratta di una semplificazione anche nella corsa veloce è importante la ginnasticazione, lo studio del miglior gesto atletico per ogni singolo atleta, conta in tempo di contatto a terra, la frequenza dei passi, il tempo che i piedi non toccano il suolo, l’assetto del corridore nella fase iniziale e finale ecc. In generale allenarsi, che sia per la ricerca della forza o della resistenza senza eseguire un movimento completo ed ampio che vada a stimolare le fibre interessate su diversi piani non porta lontano, per fare un buon lavoro conta più della quantità la qualità.
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Fabrizio Botteghi