esercizi compensativi

Se praticate un’attività sportiva dallo yoga passando per il nuoto fino alla corsa di lunga distanza o preferite lo sprint e non avete uno sviluppo del corpo armonioso ma anzi accusate qualche disagio muscolo articolare, c’è una ragione. Ogni attività fisica viene in genere considerato dai suoi praticanti come il non plus ultra della efficienza fisica, non ci si aspetta che invece a lungo andare possa sviluppare delle alterazioni specifiche di taluni gruppi muscolari o articolari. Questa è la ragione principale che qualunque sia lo sport praticato occorre fare un allenamento che vada compensare ogni specifico gesto che usuri o danneggi il corpo. Naturalmente è ovvio che gli esercizi di compensazione sono differenti per ogni specifico sport e singolo atleta. Questa attenzione dà nuovo valore alla figura del preparatore atletico che non deve concentrarsi sul modo di far lavorare muscoli specifici per lo sport richiesto ma anche individuare le criticità, solo così è possibile allungare la longevità sportiva del praticante. Nel campo delle arti marziali le criticità sono molteplici, se tutti comprendono la possibilità di farsi male durante una gara di combattimento, meno si rendono conto che i danni possono iniziare molto prima in fase di allenamento, capita ancora molto spesso di vedere un riscaldamento ed un potenziamento non adeguato, chi nella propria lotta usa i pugni insiste molto sul potenziamento dei tricipiti trascurando bicipiti e brachiali, nella fretta di fare molte ripetizioni magari con carico non si preoccupano di eseguire le serie eseguendo le rom complete e spesso le fanno con le braccia in una posizione che farà nascere un conflitto acromiale. Se lo scopo è fare qualche gara con l’intento di vincere e finirla lì come la maggior parte dei frequentatori delle palestre magari non si anno consequenze se invece si continua il danno sarà inevitabile. Negli ultimi quindici anni si è visto un aumento della muscolarizzazione generale in tutti gli sport, mi spiego, una volta i ciclisti erano estremamente magri con le braccia esili e spesso con la schiena incurvata, trovatemene uno così adesso, stesso destino è toccato ai calciatori prima si vedevano solo dei quadricipeti enormi con poca estensione muscolare, non importava a nessuno quando durava un atleta, ora che gli sponsor investono molti soldi anche su un singolo calciatore lo vogliono efficiente per molto più tempo; anche la palla a volo non ha più atleti esili di una volta, come pure il basket. negli di sport ad alto livello è ovvio che hanno i mezzi economici e tecnici per garantire la salute e la longevità atletica dei propri accoliti; il problema può nascere in tutte quelle realtà magari riconosciute dal CONI ma comunque poco controllate, nelle palestre di arti marziali ad esempio, la figura del maestro è una e trina: l’insegnate è il punto di riferimento e al tempo stesso preparatore atletico, insegnante tecnico e psicologo, credetemi per un non addetto ai lavori non è facile distinguere un buon carisma personale da un maestro competente, certo se questo è poco più di un ventenne, non è stato campione del mondo nel suo sport e il suo curriculum non è verificabile, c’è da dubitare. purtoppo il valore aggiunto che fà un buon istruttore non ha lo stesso peso del luccichio di una bella struttura; è come avere una auto da corsa ma ai box invece dei meccanici specializzati c’è un pasticcere.