Alternative di allenamento

Negli sport da combattimento e nelle arti marziali può accadere di andare incontro ad infortunio a carico della zona carpale. Chi lavora spesso con i pugni sà di cosa parlo, alle volte nonostante le precauzioni, come un bendaggio ben fatto e la qualità dei guantoni può verificarsi comunque una microlesione con relativo versamento che ha come primo risultato l’impossibilità di praticare allenamento al sacco o con qualsiasi altro supporto. In genere questo tipo di traumi si risolvono in uno o due mesi, un tempo che un agonista non può certo permettersi se non a discapito della perdita della forma fisica e soprattutto della risposta fisiologica alla fatica. Il mio consiglio in questi casi è quello di allenarsi lo stesso dedicando l’attenzione ad altri distretti muscolari: un settore che spesso si trascura, ed un’altra che permette l’alternativa fisiolgica generale al sistema metabolico necessario per il combattimento sportivo. Le spalle per chi tira pugni tendono a portarsi in avanti e ma modificare la struttura della della cuffia dei rotatori, questo fenomeno nel tempo compromette il range d’azione dell’articolazione; si può ovviare a questo inconveniente dedicandosi ad allenare i pettorali alla massima contrazione e minimo allungamento; mentre i deltoidi posteriori i sovraspinati, l’infraspinati ,i grandi rotondi ed il piccoli rotondi si dovranno allenare alla massima contrazione e minimo allungamento, questo sistema riallinerà ed in ogni caso stabilizzerà ulteriormente le spalle riallineando la testa degli omeri ai cercini delle scapole. Per quanto riguarda la risposta fisiologica si può andare a correre su una distanza sufficientemente lunga, sui 5 Km di cui i primi due percorsi ad un passo tranquillo e regolare e gli altri tre inserendo tratti in progressione ogni due minuti che diventeranno verso la fine sempre più assimilabili a scatti per almeno 30 secondi.
Fabrizio Botteghi

In combat sports and martial arts, it may happen to suffer an injury to the carpal area. Those who often work with their fists know what I mean, sometimes despite the precautions, such as a well-made bandage and the quality of the gloves, however, a micro-injury with relative spillage can occur, which has as a first result the impossibility of practicing bag training or with any other media. Typically this type of trauma resolves in one or two months, a time that an agonist can certainly not afford except at the expense of loss of physical form and above all of the physiological response to fatigue. My advice in these cases is to train the same by dedicating attention to other muscle districts: one sector that is often overlooked, and another that allows the general physiological alternative to the metabolic system necessary for sports combat. The shoulders for those who throw punches tend to move forward and but change the structure of the rotator cuff, this phenomenon over time compromises the range of action of the joint; this inconvenience can be avoided by dedicating oneself to training the pectorals at maximum contraction and minimum elongation; while the posterior deltoids the supraspinatus, the infraspinatus, the large rotunda and the small rotunda will have to train at maximum contraction and minimum elongation, this system will realign and in any case further stabilize the shoulders by realigning the head of the humerus to the seekers of the shoulder blades. As far as the physiological response is concerned, you can go running on a sufficiently long distance, on the 5 Km of which the first two routes at a calm and regular pace and the other three by inserting sections in progression every two minutes that will become more and more towards the end similar to jerks for at least 30 seconds.
Fabrizio Botteghi