Propriocezione

Le tecniche di Taijiquan possono essere sezionate al microscopio in ogniuno dei suoi aspetti, il campo riabilitativo e di generale miglioramento dell’equilibrio sono fattori  particolarmente interessanti estudiati nel campo medico occidentale con il nome di propriocezione, questa scienza é la prova del nove dell’affermazione che la forza é niente senza il controllo.

La propriocezione é una funzione neuro-fisiologica, l’organismo ha numerosi recettori posturali con funzione estero e propriocettiva, in grado di dare notizie al sistema nervoso centrale per indurre una risposta posturale adatta per determinato momento, agendo sulle catene cinematiche muscolari, e gli equilibri osteo-articolari.

Gli esterocettori: sono recettori sensoriali che sono in stretto rapporto con l’ambiente, una persona che rientra nella norma ha a disposizione il tatto, la vista e l’udito, si comprende facilmente che la sommatoria dei tre meccanismi ci aiuta acorreggere la nostra posizione nello spazio. Sono tre i recettori fondamentali riconosciuti: l’orecchio interno, l’occhio e la superficie cutanea plantare.
Nell’orecchio interno ci sono degli accelerometri, che informano sul posizione e movimento della tenendo come riferimento la posizione verticale rispetto alla verticale della forza di gravità. all’interno dell’orecchio, nei canali semicircolari si percepiscono le accelerazioni angolari, le rotazioni, mentre il sistema otricolo-sacculo percepisce le accelerazioni lineari. per far interpretare  le informazioni al sistema tonico posturale, esse devono essere paragonate alle informazioni propriocettive che permettono sapere la posizione della testarispetto al tronco, quelle del tronco in rapporto alle caviglie e tttto legato alla pressione podalica.
I recettori dell’occhio contribuiscono alla stabilità posturale per i movimenti antero-posteriori, con la visione periferica. La visione centrale comunque é preponderante. Naturalmente le informazioni visive devono essere confrontate con quello che arriva dall’orecchio interno e dell’appoggio plantare.
Le informazioni plantari sono le uniche che vengono da un recettore fisso, direttamente a contatto con un supporto spesso immobile rappresentato dal terreno. A livello di piede si raccolgono anche informazioni sulla propriocezione muscolare ed articolare. La propriocezione é fondamentale per equilibrio I recettori plantari permettono di collocare  l’insieme della massa corporea in rapporto all’ambiente, grazie a delle misure di pressione a livello della superficie cutanea plantare. I recettori della pianta del piede forniscono notizie sulle oscillazioni della massa corporea e possono essere assimilati a  una piattaforma stabilometrica.

I propriocettori, sono recettori sensitivi che informano il sistema tonico posturale di quello che succede all’interno dell’individuo. permettendo ailsistema di riconoscere la posizione e lo stato di ogni osso, muscolo, legamento, od organo in rapporto con l’equilibrio;  informano sulla posizione degli esocettori cefalici (orecchio interno e retina) in rapporto all’esocettore podalico. L’entrata oculo-motrice permette di comparare le informazioni di posizione fornite dalla visione a quelle fornite dall’orecchio interno grazie ai muscoli oculo-motori, che assicurano la motricità del globo oculare. L’entrata rachidea ha per scopo di informare il sistema posturale sulla posizione d’ogni vertebra, quindi sulla tensione di ogni muscolo. L’entrata propriocettiva podalica, grazie al controllo dello stiramento dei muscoli del piede e della gamba, posiziona il corpo rispetto ai piedi. L’entrata rachidea con l’entrata propriocettiva podalicasono una continuità funzionale,una vasta catena propriocettiva che riunisce i recettori cefalici ai recettori podalici, dunque permette di confrontare l’orecchio interno e gli occhi in rapporto ad un recettore fisso costituito dai piedi.  Tutto questo permette la codifica delle informazioni spazio-temporali cefaliche.

Per quanto riguarda i centri superiori, uniscono i selettori di strategia, i processi cognitivi e rielaborano i dati ricevuti dalle due fonti precedenti, per mezzo meccanismi di feedback, retroazione, riadattamento automatico, costante e circolare ad ogni modificazione endogene edi feedforward,adattamento ai modelli comportamentali e previsione dell’azione. che uno può migliorare con l’allenamento.

Postura e controllo posturale

L’equilibrio si raggiunge quando la perpendicolare passante per il baricentro del corpo cade all’interno del piano di appoggio, delimitato dal margine esterno dei piedi. Una corretta postura è ottenuta con una costante rielaborazione dei parametri dell’attività muscolare,occorre mantenere il baricentro all’interno della base di appoggio. Il baricentro è sempre movimento sia per l’azione  di forze esterne involontoarie, che per gli spostamenti causati dal movimento senziente.
Le forze esterne hanno un’azione destabilizzante continua e mutevole per intensità e direzione, quindi imprevedibile. La risposta a queste forze può avvenire in breve  tempo, non potendo essere prevista e dovendo essere immediata, questa reazione posturale deve avvenire simultaneamente alla perdita di equilibrio.
Per i movimenti volontari si hanno altri tipi di reazioni posturali. Queste reazioni vengono programmate con il movimento volontario stesso, un attimo prima dell’esecuzione motoria. Le reazioni posturali volontarie sono contemporanee al movimento ed iniziano qualche decimo di secondo prima di perdere l’equilibrio e  prendono il nome di reazioni anticipatorie.
Le reazioni posturali vengono innescate da organizzazioni sensitive di vario genere: propriocettive, esterocettive, meccanocettive, labirintiche e visive.

La propriocezione è la capacità di percepire e riconoscere il luogo nello spazio del corpo e lo stato di contrazione dei muscoli, che é possibile anche senza il l’aiuto  della vista. Questa particolare sensibilità diventa fondamentale nel complicato meccanismo di controllo del movimenti.
Il controllo posturale è strettamente correlato al tono muscolare, da cui dipende e che a sua volta influenza. Per tono si intende quello stato di  contrazione normale dei muscoli. Tra l’altro  tutti i muscoli hanno questo sistema ma gli estensori, sono per così dire più specilizzati, permettendo di mantenere una posizione eretta. Il tono è mantenuto grazie ad un circuito che parte dal muscolo, in particolare dai fusi neuromuscolari innervati dai motoneuroni. L’impulso sensitivo attraversa le radici posteriori, entra nel midollo spinale, fa sinapsi con i motoneuroni che si trovano nelle corna anteriori, ed attraversa le radici anteriori per tornare al muscolo da dov’era partito.
Si parla quindi di tono per riferirsi alla componente riflessa dovuta all’attività dei motoneuroni. Tale attività dipende da influenze discendenti al midollo provenienti dai centri superiori, che possono essere di tipo facilitatorio o inibitorio. Le influenze eccitatorie provengono principalmente dalla via vestibolo-spinale. Si tratta di una proiezione a partenza dai nuclei vestibolari del ponte: essi raccolgono le afferenze provenienti dall’orecchio interno relative alla sensibilità reticolare, ossia afferenze coscienti relative alla percezione delle accelerazioni cui è sottoposto il capo. Influenze discendenti di tipo inibitorio provengono, invece, dalle vie motrici extrapiramidali e dalle vie cerebello-spinali.
Il tono però è anche influenzato dal Bulbo e dal Mesencefalo (sulla base delle informazioni propriocettive delle posizioni della testa: riflessi di raddrizzamento e di flesso-estensione crociata). Inoltre è influenzato dallo stato emotivo-affettivo indotto dalla dimensione relazionale della situazione comunicativa (connotazione) e recepito in modo subcosciente dalla sostanza reticolare e dalla parte più antica del cervello, che va a controllare il motoneurone del riflesso miotatico.
Sulla base del tono muscolare, cioè della tensione (riflessa) finalizzata al mantenimento della postura, si inserisce il movimento realizzato in conseguenza della situazione comunicativa, che così inevitabilmente ad ogni atto ne altera di continuo gli equilibri. A questa continua fonte di perdita dell’equilibrio il cervelletto risponde con un adattamento automatico, utilizzando direttamente la sensibilità propriocettiva e vestibolare dal labirinto dell’orecchio ed indirettamente anche quelle visiva ed uditiva, per andare a controllare il motoneurone del riflesso miotatico; difatti togliendo uno solo di questi sensi o entranbe diventa più difficile mantenere la posizione su una gamba
il Tono di ogni muscolo cambia, varia continuamente ed entra in armonia e concatenamento al tono di tutto l’apparato locomotore, indispensabile per le corrette reazioni di, posizione riducendo così le oscillazioni antero-posteriori sia nella stazione eretta che durante il movimento.
Andando nello specifico i recettori inviano i segnali riscontrati nelle variazioni di posizione a particolari aree dell’encefalo, questi recettori sono l’inizio del processo neurofisiologico della propriocezione, attraverso il midollo spinale arrivano le informazione al cervello che trova la soluzione al problema, le unità recettive prendono posizioni differenti a seconda della funzione a cui sono deputati, per cui prendono anche un nome diverso volta per volta. Il  fuso neuromuscolare misura la variazione di lunghezza di un muscolo nel tempo, insomma la sua velocità di contrazione, per poter fare questo lavorosi allunga in parallelo lungo tutta la fascia muscolare con la capacità  esso stesso di contrarsi. Il sensore del tendine serve per preservare i tendini da rotture da sovraccarico, molto importante negli atleti perchè questo sensore ha come una memoria che rammenta le esperienze di sforzo fatte precedentemetee le confronta, se ha la soglia di sforzo é troppo differente dall’ultimo sforzo massimale per istinto vi fà desistere dallo sforzo, questo sensore si allena insieme ai muscoli più si diventa forti più é in grado di farvi lavorare con carichi maggiori.

  I parametri biomeccanici del movimento sono la velocità, forza, direzione, e l’accelerazione, positiva e negativa naturalmente
inoltre la propriocezione sioccupa anchedello stato dei cambiamenti biologicinei nei muscoli, nei tendini e nelle articolazioni in al seguito del movimento effettuato.
Il controllo e l’esecuzione della volontàdi movimento avviene sia nella fase di trasmissione, sia nella fase di esecuzione, in cui i motoneuroni si attivano, tutto l’apparato del corpo segue le istruzioni, attenzione le segue fedelmente.
La propriocezione è importantissima, sia per un meccanismo di controllo sulla corretta esecuzione del movimento, sia per un meccanismo di eventuale correzione nel caso in cui imprevedibili fenomeni esterni vengano a turbare i progetti motori programmati, quelli già conosciuti, allenati in precedenza. La propriocezione è controllata da circuiti a feedback negativo: l’azione eseguita da un sistema viene confrontata con l’azione programmata e qualsiasi differenza tra progetto conosciuto e la realtà viene interpretata come errore, questo viene tramesso  al sistema per inserire correzioni.
La sensibilità propriocettiva, data in primo luogo dai propriocettori, sono alla base dei riflessi midollari: le reazioni difensive preposte a mantenere l’integrità del corpo nei confronti delle situazioni potenzialmente dannose. Reazioni praticamente da definire istintive, i recettori attivano alcuni circuiti, esclusivamente midollari, in grado di provocare movimenti reattivi automatici. tutte le arti marziali ad alto livello cercano di lavorare su questo aspetto anche se non ne conoscono la biologia che stà dietro, é questo uno dei livelli più alti, i sistemi Tai Qi che per definizione sono lo studio del movimento fine, cercano nel confronto fisicodi ingannare questi sofisticati meccanismi.
Ma non finisce quì, il sistema propriocettivo, nel suo insieme, fornisce informazioni  alle strutture nervose in grado di elaborare i processi di consapevolezza e coscienza.
La percezione propriocettiva cosciente, che noi tutti possediamo, è una costruzione elaborata dalla corteccia cerebrale sulla base delle informazioni provenienti dai recettori propriocettivi periferici, ora l’integrazione delle afferenze dei vari canali, viene confrontata con la memoria delle esperienze pregresse, l’allenamento, la risultante é una continua elaborazione che sfocia nella consapevolezza dell’immagine corporea, una specie di ologramma sensoriale a prescindere dalla vista, l’udito ed il tatto. Per allenare queste capacità ci si deve mettere in difficoltà e oppure rallentare al massimo la gestualità nello spazio per dare maggior tempo alla registrazione e memorizzazione sempre più profonda della posizione dell’immagine sensoriale, prima si riconosce il gesto meglio lo si può correggere.

Ricapitolando
Ogni essere vivente si deve adattare all’ambiente circostante per sopravvivere, la sopravvivenza richiedono attività statiche e dinamiche.L’adattamento deve poter cogliere tutto o quasi quello che succede intorno, é questo che fà assumere posizioni adatte alle varie situazioni. Per esempio anche a riposo non é che cadiamo o ci afflosciamo, il sistema tonico posturale, la rete di recettori e tutti i canali di informazioni mantengono le tensioni adatte per non cadere, il sistema tonico posturale é allenato sin dai primi giorni di pratica, perchè serve a lottare contro la gravità, le forze esterne, darci un tempo nello spazie e conservare a tutti costi l’equilibrio.

Nella pratica Dei Tai Qi Quan e del Qi Gong tradizionale non é e non era affatto necessario avere una conoscenza più o meno scientifica dei meccanismi fisiologici in quanto lavorando in modo macroscopico lo scopo si raggiunge lo stesso.

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