Scritti

Argomenti esposti da Fabrizio Botteghi shi fu inerenti il wu shu:

Arti Marziali Cosa Rimane?!

Cosa rimane oggi delle arti marziali? in un mondo dove la tecnologia la fà da padrona, dove intere popolazioni possono essere annientate dalla guerra chimica e battereologica, dal momento che una scheggia impazzita di una qualsiasi nazione o i membri di uno stato decidano l’olocausto nucleare tutto, dico tutto il mondo delle arti marziali tradizionali orientali, l’onor militare delle milizie occidentali, tutto viene spazzato via, rimane soltanto il principio di Sun Zu o se preferite in giapponese lo Zu No Du, l’arte della guerra, il vincere ad ogni costo.

Le guerre si vincono per poi ricostruire e vendere quello che già si aveva prima della distruzione, per cui hanno una origine nell’anima del mercato, dato che usare armi troppo potenti elimineresti anche i compratori sarebbe da masochisti si é andato avanti qualche decennio con l’arma della paura. La dissuasione nucleare ha funzionato con il concetto che se tu hai un bomba anche io ho una bomba, adesso che le bombe le hanno quasi tutti rimane la paura ma come costringere gli stati a spendere per difendersi? Con la paura di non sapere, oggi vince la guerra chi ha più informazioni in tempo reale e proiezioni che si avvicinino a scenari possibili con le eventuali reazioni; insomma il demone della paura rimane ma si ha paura di altre cose.

Per parlare di su un esempio terra terra senza entrare nelle strategie di dominio mondiale e globalizzazione con cui si nutrono un p’ò tutti i politicanti, l’esempio del campo di battaglia tipo di guerra moderna é delucidante: una pattuglia di soldati viene attaccata da nemici in una zona impervia, i nemici sono in posizione favorevole, hanno armi balistiche e mitragliatrici pesanti i ripari perla pattuglia ci sono ma il gruppo rimane inchidato, solo che é munito di tecnologia di ultima generazione, mentre gli assalitori in posizione topograficamenete favorevole sono fermi al 1980, cosa avvirene , la pattuglia segnala la posizione loro e dei nemici con la precisione del GPS, i dati vengono inviati ad un centro di comando, se c’é la copertura aerea, parte un caccia con un missile (Intelligente) che in prossimità del bersaglio colpirà gliaggressori senza che questi abbiano neanche intercettato le comunicazioni radio in quanto possono essere disturbate da aerei appositi…Non c’é storia, chi é più attrezzato ha molte più possibilità, in molte occasioni si è visto come talune fazioni trovando leve psicologiche forti, come le motivazioni religiose ed etniche riescono ad inculcare il concetto nipponico del Kamikaze che si é efficace anche contro la tecnologia ma devi morire!

Il concetto di dover morire per forza non é per definizione una cosa che si sposa cooerentemente con le arti marziali.

il sacrificio non é cercato a tutti costi se necessario si ma non cercato, la prima regola in guerra é portare a casa la pelle. Gli antichi romani che sono stati primi fautori dell’esercito moderno inteso come organizzazione anche in battaglia per salvagurdare la truppa si erano inventati metodi ci combattimento speciali per ogni tipo di situazione, in campo aperto la rotazione delle prima linea all’arma bianca permetteva di avere un soldato sempre fresco ogni due minuti, guarda caso due minuti sono veramente il massimo sopportabile per dare colpi e fendenti ad una velocità tale da essere efficienti e non trasformare la battaglia in una rissa caotica di uomini ebbri di acido lattico da sembrare  ubriaconi al ritorno dall’osteria, qualche problema i romani lo ebbero con le popolazioni che operavano attacchi non connvenzionaòli per l’epoca ma poi impararono anche loro.

Delle arti marziali riamane oggi la possibilità occasionalmente di non essere sopraffatti da qualche malfatore” non professionale” ma sopratutto la possibilità di lottare con il nostro maggior e peggior nemico; il tempo, il trascorrere degli anni ingiuria del tempo che rende il corpo e la mente  fragile e timoroso di tutto, le arti marziali conferiscono all’adepto la consapevolezza, la capacità di migliorarsi, il coraggio di guardare dietro la collina che sono le prerogative dei giovani, ecco le arti marziali oggi servono principalmente per combattere questi mostri.

Anche l’accettazione della morte come parte della vita rientra nei dettami del vero marzialista che segue la Via, vuoi vivere ogni giornata al massimo? alllora tutte le sere primadi addormentarti pensa alla morte, quando ti sveglierai sarai felice di essere ancora vivo, appena sveglio pensa alla morte e tutti i problemi della giornata ti sembreranno inezie, il profumo dei fiori ti stupirà ogni volta, i tuoi occhi godranno la magia dei colori della vita.

Caos

Il mondo delle arti marziali in generale soffre di una sovraesposizione da eccesso di offerta, quì sotto cerco di fare un elenco che sarà sicuramente in difetto me ne scuso fin da ora, di qualche voce.

Nelle pubblicità delle palestre ho letto le seguenti arti marziali, ancune di esse sono sicuramente ripetizioni e sovrapposizioni della stessa arte, ma scritta in modo differente, quando un neofita si vuole iscrivere ad un corso di arti marziali sicuramente trova non poco imbarazzo, nell’elenco non ho fatto differenze fra arti marziali vere e proprie e sport da combattimento:

Stili di origine nipponica:

Ju  Jit Zu, Judo, Nin Ji Zu, KaraTe (Vado Ryu, Shotokan, Go Ju Ryu), Shorin Ji Rin, Ki Do, Shorinjiri Kempo, Kempo, Sumo, Aikido, Iaido

Stili di origine thailandese:

Moai Thay, Moay Boran, Savate

Stili di origine Koreana:
Tak Su Do, Tae Kwon Do
Stili vietnamiti:
Quan Ki Do, Viet Vo Dao
Stili di origine Nord asiatica:
Shuai Jiao, Sambo

Evoluzioni statunitensi:

Full Contact, Kik , Kik Boxing, Semi Contact, Wresting

Stili filippini:
Escrima

Stili europei:

Box, Lotta Libera, Lotta Greco Romana

Stili indiani:
Calariparriat, Silat

Stili afro brasiliani:
Capoeira Nago, Box De Rua, Vale Tudo, in Generale le MMA

Stili di origine cinese, sotto la classificazione generale di Wu Shu:

Tai Qi Quan ( Chen, Yang, Wu, Hao, Sun ecc.) a mani nude e con le armi

Pa Qua Zhang, a mani nude e con le armi
Shin Ghi

Wu Shu Moderno gruppo del Nord (Chang Quan, Dao Shu, Jian Shu, Gun Shu, Qiang Shu)

Wu Shu Gruppo del Sud (Nan Quan, Nan Dao, Nan Gun)

Stili tradizionali (Cha Quan, Hou Quan, Talang Quan, Win Chun,Mei Hua Quan, Yi Zhao, Ton Bei, Hungar, Choe Li Fut Zui Jui Quan ecc. ecc. per almeno altre 600 voci.
tutto il gruppo degli stili studiati nel monastero di Shao Lin

Negli Stati Uniti ed in Europa si sono a loro volta diversificati per ragioni più economiche organizzative che tecniche delle scuole di Wing Chun che hanno mutato alcune consonanti per non incappare nel copiright (Wing Chuen, Ving Tsun….)

A tutto questo si deve poi considerare che all’interno di ogni singolo stile vi sono i maestri, gli insegnanti che essendo uomini portano i loro pregi e difetti, contribuendo non poco a diversificare notevolmente lo stesso stile, in genere si tende a fare un lavoro di semplificazione che toglie tecnica e conoscenza generazione dopo generazione.

tutto questo proliferare non riesce ad essere messo sotto controllo dalle varie federazioni internazionali, e tanto meno in Italia dagli enti di promozione sportiva, che considerano le arti marziali e gli sport da combattimento un corollario al Calcio, Basket, Football, ove girano i soldi, così mentre continua il Caos a tutti gli effetti chiunque potenzialmente si alza alla mattina può inventarsi stile e se é supportato dalle operazioni di giuste marketing riesce anche a prendere cospique fette di mercato; voglio vedere chi é in grado di smentirmi.

L’intero sistema si autoalimenta con la febbre di informazioni come quantità a cui siamo stati abituati da qualche decennio a questa parte, peccato che non é il numero delle informazioni che é importante ma la loro qualità.

La riprova a livello di difesa personale si vede nelle strade, durante le aggressioni fà notizia quando l’interviene qualche passante durante una aggressione… Dove sono tutti i praticati di cui sopra?

Pillole di saggezza

Similitudini ed assonanze

Se le arti marziali paragonate ai generi musicali sono:

Gli stili Tradizionalli la musica etnica

Il Tai qi la musica da camera

Il Chang quan la musica classica

Il Nan quan il jazz

Il combattimento rock’n roll

 Come scegliere il proprio maestro

Già nel titolo troviamo il primo problema, in Oriente, tradizionalmente ma anche nella pratica odierna e nelle configurazioni marziali più recenti, anche tenedo conto che più allievi significano o possono significare più entrate economiche, non é l’allievo che sceglie il Maestro Ma quest’ultimo decide a chi insegnare; Siamo però da questa parte della terra quella Occidentale per cui i punti di vista sono differenti, tuttavia al termine di questi miei consigli la differenza sostanziale non cambia.

Quello che scrivo é riferito alle arti marziali cinesi ma applicabile all’intero settore della difesa personale.

Quando si é alla ricerca di un bravo insegnante bisogna avere almeno una idea di partenza, mi piace ad esempio lo studio dei sistemi tradizionali o moderni? O entrambe le cose? La ricerca del luogo dove allenarsi, nella fattispecie la palestra ha la sua importanza, un ambiente decoroso e sufficientemente pulito é sempre auspicabile, questo però non significa affatto che vi sia una diretta corrispondenza fra struttura superlusso, grande, spaziosa, luminosa ben arieggiata e la presenza di un istruttore qualificato all’altezza della situazione, anzi purtroppo é frequente il contrario, il nostro sport sia per quanto riguarda il combattimento sportivo che l’esibizione di forme, non é conosciuto come il basket, il voley, in una classifica di consapevolezza generale attualmente nel 2013 l’oppinione pubblica si rammentta di noi vagamente dopo la box, la bistrattata ginnastica artistica, la ritmica, gli si accendono le lampadine al ricordo dei film di cappa e spada versione orentale in cui veniva nominato per le prime volte la parola Kung Fu.

Per la verità trovare un bravo maestro é difficile come scovare un altrettanto bravo allievo, un buon insegnante sarebbe meglio che avesse delle credenziali verificabili attraverso un ente di promozione sportiva una federazione e quando sarà possibile delle referenze Coni, Se questo é stato un bravo atleta prima di passare all’insegnamento può essere interessante ma non esiziale, si dovrebbe peregrinare fra le varie A.S.D. e cercare di assistere almeno ad una lezione, vedere come il maestro si pone verso gli allievi, come e cosa insegna, se é in grado di seminare un metodo di apprendimento efficace, che sia graduale, che sappia incoraggiare chi presenta difficoltà e spronare chi non ne ha, che abbia la passione di divulgare e perchè no?! che si diverta anche lui nell’allenamento, personalmente diderei da chi non vedete cosa é capace di fare lui mentre dice cosa fare agli altri.

La capacità tecnica di un tecnico di Wu Shu o di Sanda non si sposa ad occhi chiusi con la capacità di trasmettere le tecniche agli altri, vi sono grandi atleti che proprio non sono portati e altri tecnicamente più mediocri che sanno proferire entusiasmo a piene mani.

Un tecnico deve conoscere l’anatomia umana, la biomeccanica, le metodiche di allenamento generali e specifiche dello sport che insegna, la psicologia del praticante comune e dell’agonista, saper discernere fra addestramento , finalizzato per raggiungere uno standard di prestazioni seppur alto ma sempre uno standard e un allenamento sportivo vertente alle massime prestazioni possibili e al superamento dei limiti dopo averli conosciuti.

Praticate arti marziali per migliorare la vita!

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