Insegnamento

Il metodo di insegnamento quando entra nel tecnico, una volta superata la fase di accrescimento fisiologico, da inserire secondo programmi in ogni sessione di allenamento, deve prendere delle direzioni che facciano da base a quello che serve principalmente in una scuola di lotta. Uno dei fondamenti durante le battaglie all’arma bianca era quello di non cadere a terra per non venir a sua volta travolti dall’impeto degli avversari o se non altro saper contenere i danni e rialzarsi in fretta con il mino danno possibile; anche nella difesa personale per strada durante un’aggressione la cosa più facile che possa accadere é che si venga scaraventati a terra, mentre nel combattimento sportivo anche se gli impatti sono mitigati da una sorta di tappeto rappresentano sempre un vantaggio all’avversario. In ogni caso resta il fatto che saper cadere e farlo bene senza farsi male é una necessità dovuta all’eventualità che può succedere spesso durante uno scontro fisico.

Uno dei primi argomenti tecnici che affrontiamo sono le cadute a terra, che dovranno nel tempo trasformarsi in un riflesso condizionato a determinati sbilanciamenti non più gestibili, dal punto di vista sportivo nasce subito il problema che invece una tleta non deve in ogni caso toccare terra con una parte del corpo che non siano i piedi per cui serviranno strategie specifiche per far n modo di portarsi appresso il contendente se non altro per non dargli un vantaggio ai punti, mentre nella difesa personale, nelle simulazioni di combattimento e nelle gare di forma il cadere a terra non penalizza se é inserito in una tecnica specifica, anzi certe volte per non farsi male delle volte conviene cedere piuttosto che resistere e rompersi qualche legamento. nelle cadute in linea di massima si tratta di trasformare l’attrito radente in volvente,e o smorzare l’impatto con catene motorie eccentrico cedenti e o superanti che mettono in gioco nell’azione praticamente tuttala muscolatura del corpo,inoltre certi angoli di approccio al terreno riescono da soli a dimezzare le conseguenze traumatiche. In Cina tutte le arti marziali degne di questo nome studiano le cadute a terra, sebbene esista ancora qualche sbruffone in occidente che insista nel dire che il proprio stile non ne ha bisogno perchè loro non cadono mai, ci sono due stili in particolare che fann odelle cadute il loro Master, lo Shuai Jiao e il Di Tan Quan: lo Shuai Jiao” Buttare Giù”che al profano risulta del tutto simile al Judo é specializzato nelle proiezioni a terra con tecniche di gamba braccio e tutto il corpo se necessario, il Di Tan Quan, letteralmente “Pugno del tappeto” elabora salti cadute e calci in ogni direzione con rotolamenti e ribaltate ad un ritmo esasperante.

Nella nostra scuola il primo tipo di caduta che prendiamo in esame é quello chiamato Qian Bei, la caduta Qian Bei é la capriola in avanti, si fà presto a dire capriola, certamente si comincia con un approccio rozzo ma alla finesi deve eseguire con naturalezza e velocità in modo di poter tornare i posizione eretta senza l’ausilio delle mani e in completo equilibrio. I l rotolamento in avanti può passare per tutta la lunghezza della colonna vertebrale o su un piano che la taglia passando con un angolo di 45 gradi solo su una vertebra toracica, il rotolamento può essere assistito dalle braccia che attutiscono il primo contatto, nella fattispecie si può rotolare mettendo in avanti la gamba destra e il braccio destro fare il contrario o invertili, in nessun caso con questo tipo di rotolamento la testa deve sbattere al suolo, passa molto vicino ma in realtà non tocca, nel combattimento sportivo non si può rotolare troppo per attutire la caduta per non uscire dal quadrato di gara per cui é necessario smorzare la capriola sbattendo un avambarccio a terra per scaricare l’energia cinetica. Come si fà la capriola in avanti la stessa si può fare all’indietro, sia riamanendo accucciati che spingendo sulle mani passare per la verticale sulle mani.


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