Euritmia

Tutto l’Universo segue un ritmo

La scienza, in particolare la branca astronomica ha individuato il ritmo medio dell’Universo, una pulsione della frequenza media di 10 HZ. In effetti lo stesso tempo non avrebbe ragione di esistere senza ritmo, tutto sarebbe immutabile, mentre nella realtà tutto si trasforma e questo grazie al ritmo.
Gli esseri umani sono particolarmente inclini alla valutazione del ritmo, per questo non esiste cultura umana che non abbia sviluppato la propria musica, in effetti la musica, il suono, visti da chi non ha il senso del ritmo sono solo rumore; il rumore interrotto e o cadenzato in una sequenza più o meno logica per le nostre orecchie diventa musica, la musica evidentemente risponde a una logica ed é a tutti gli effetti un gioco matematico.
il Ritmo é a sua volta condizionato nella sua percezione dalla relatività di chi lo esamina, le pulsioni troppo lente non sono percepibili come quelle troppo veloci. Le stelle, le galassie ed i pianeti sono spinti da moti estremamente veloci eppure alla vita dell’uomo appaiono praticamente ferme nel firmamento. Il nostro stesso astro in ventiquattro ore completa una rivoluzione per determinare il giorno e la notte e lo fà a ben 1666,6 Km orari, quindi tutto si muove sulla terra a quella velocità e guai se avvenissero variazioni anche minime, basterebbe soffermarsi solo alla potenza della massa delle acque dei mari come si comporterebbero nei confronti dell’inerzia.
Mentre Viaggiamo nello spazio a tale velocità un’altro moto sposta la nostra vecchia Terra intorno al Sole ed il sitema solare intorno alla galassia….
La cosa che non ci fa percepire in primo luogo la rotazione terrestre é che la sua velocità è costante, ossia non subisce accelerazioni; Così quando nelle arti marziali si esegue una sequenza di tecniche tutte alla stessa velocità che sia elevata o lenta il risultato sarà sempre lo stesso, la performance appare all’osservatore una coreografia piatta alla quale difficilmete ci si può abbinare una musica. La velocità ed il ritmo non solo la stessa cosa.
Trasportando le forme delle tecniche nel combattimento vero e proprio, a livello difesa personale o del combattimento sportivo il risultato sarebbero movimeti facilmente intuibilli da parte dell’avversario.
In tutti gli stili delle arti marziali cinesi il ritmo e la capacità dell’atleta di interpretarlo sono un aspetto determinate ai fini della credibilità dell’intera successione di movimenti, il chè a livello sportivo si traduce in un un punteggio più alto.
Capita di leggere articoli riguardanti una branca particolare del Wu Shu quella inerente al Tai Ji Quan nei quali si esalta il lento e costante movimento ma non si menziona il ritmo e invece anche quì é molto importante.
Il ritmo giusto permette anche una respirazione adeguata, in genere dei piccoli stop nelle posizioni di equilibrio enfatizzati da uno sguardo in direzione di un ipotetico avversario inseriti alla distanza di 10 massimo 15 secondi fra loro e non più lunghi di un secondo sono sufficienti per far recuperare l’atleta, che anche se ben allenato agli sforzi anaerobici non può esprimere movimenti veloci preposti alle fibre muscolari bianche per più di 10 secondi senza andare in debito.
Saranno proprio queste pause che permetteranno di andare più veloci, cosa che non sarebbe possibile se le pause non avvenissero. Quando la saturazione porta la muscolatura bianca veloce o meglio le fibre ad essere cariche di lattato, la decontrazione muscolare non può più avvenire, purtroppo la qualità della contrazione dipende dalla precedente decontrazione, l’acido lattico prodotto dall’ossidazione del glicogeno contenuto nei muscoli mantiene questi  contratti o se preferiti frenati, gli stimoli neuro muscolari possono ancora generare movimento che però sarà gestito dalle fibre muscolari rosse, aerobiche e fondalmente lente; per quanto un atleta si possa allenare per velocizzare le fibre rosse al fine di non far risultare un brusco cambiamento della velocità d’esecuzione si noterà sempre il momento in cui questo fenomeno avviene.
Nelle performances marziali il ritmo non deve essere confuso con la velocità ed il ritmo stesso non deve essere sempre lo stesso, il gioco lavora soprattutto sul cambio del ritmo un ritmo generale della sequenza composto da una successione di cambi di ritmo solo la formula giusta per avere il massimo effetto sia da parte dello spettatore che per l’economia metabolica di chi la esegue.
Il ritmo é presente nell’alternarsi del giorno e la notte, nelle stagioni, nel movimeto delle onde del mare, nella respirazione, nel battito cardiaco, il camminare, il correre e perchè no nelle arti marziali? Molte attività umane sono naturalmente assoggettate al ritmo, pensate nell’architettura con la ripetizione delle linee e delle forme, nella successione delle ombre e delle luci dei quadri, naturalmente nella danza. Dunque in natura intorno e dentro di noi vi é questa pulsione, il ritmo stesso é vita. il ritmo dell’universo pari a 10 Hz

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