Pillole di Saggezza

Da meditare

Quì necessita un profondo chiarimento sulle arti marziali cinesi, diffidate, dico diffidate degli istruttori che promettono sistemi infallibili basati su mosse movimenti che anche se ben strutturati non sono in grado di mettere fuori combattimento un aggressore e tantomeno un atleta sul tappeto di gara fin quando prima delle tecniche specifiche non si fà un allenamento funzionale. Ancora oggi ci sono utenti che frequentano palestre di kung fu senza fare un lavoro allenante specifico, lo si evince dal fenotipo medio che si vede nelle palestre, detto terra terra si fanno le tecniche e basta o una ginnastica cosiddetta di riscaldamento che fà sudare poco e ci si illude di poter spostare mari e monti, i maestri più scaltri inoculano a volte il concetto di segretezza e della tale pericolosità nel mettere in pratica le tecniche che (Possono Uccidere) che i praticanti non si confrontano mai con altre metodiche, altre scuole fino anche a ecludere del tutto le gare sportive dalla propria pratica, così non ci sono problemi le arti marziali cinesi sono solo le loro.
La scelta in qualche modo morale di non disputare gare agonistiche non é del tutto inconcepibile con il mondo delle arti marziali, la spettacolarizzazione sportiva é una semplificazione che spesso esige delle regole non marziali per l’incolumità dei contedenti per cui i puristi si appellano a questo argomento per  giustificare le suddette scelte, si perde però in tal modo il confronto e la selezione, d’altra parte si deve anche rammentare che al giorno d’oggi esistono le armi da fuoco e una miriade di altri sistemi dissuasivi da rendere le arti marziali quasi obsolete da questo punto di vista.
L’atleta di Wu Shu Kung Fu che rispetta la preparazione fisica e tecnica necessaria per l’agonismo della crescita é una macchina allenata alla sofferenza, alla metodica, sempre si mette in gioco, é sempre alla ricerca della velocità d’esecuzione del movimento imprevedibile, se poi é specializzato nel combattimento, il suo non é uno standard di addestramento, lui ogni anno, ogni mese, ogni giorno diventa più forte, non  provocarlo!

Come scegliere il proprio maestro
Già nel titolo troviamo il primo problema, in Oriente, tradizionalmente ma anche nella pratica odierna e nelle configurazioni marziali più recenti, anche tenedo conto che più allievi significano o possono significare più entrate economiche, non é l’allievo che sceglie il Maestro Ma quest’ultimo decide a chi insegnare; Siamo però da questa parte della terra quella Occidentale per cui i punti di vista sono differenti, tuttavia al termine di questi miei consigli la differenza sostanziale non cambia.
Quello che scrivo é riferito alle arti marziali cinesi ma applicabile all’intero settore della difesa personale.
Quando si é alla ricerca di un bravo insegnante bisogna avere almeno una idea di partenza, mi piace ad esempio lo studio dei sistemi tradizionali o moderni? O entrambe le cose? La ricerca del luogo dove allenarsi, nella fattispecie la palestra ha la sua importanza, un ambiente decoroso e sufficientemente pulito é sempre auspicabile, questo però non significa affatto che vi sia una diretta corrispondenza fra struttura superlusso, grande, spaziosa, luminosa ben arieggiata e la presenza di un istruttore qualificato all’altezza della situazione, anzi purtroppo é frequente il contrario, il nostro sport sia per quanto riguarda il combattimento sportivo che l’esibizione di forme, non é conosciuto come il basket, il voley, in una classifica di consapevolezza generale attualmente nel 2013 l’oppinione pubblica si rammentta di noi vagamente dopo la box, la bistrattata ginnastica artistica, la ritmica, gli si accendono le lampadine al ricordo dei film di cappa e spada versione orentale in cui veniva nominato per le prime volte la parola Kung Fu.
Per la verità trovare un bravo maestro é difficile come scovare un altrettanto bravo allievo, un buon insegnante sarebbe meglio che avesse delle credenziali verificabili attraverso un ente di promozione sportiva una federazione e quando sarà possibile delle referenze Coni, Se questo é stato un bravo atleta prima di passare all’insegnamento può essere interessante ma non esiziale, si dovrebbe peregrinare fra le varie A.S.D. e cercare di assistere almeno ad una lezione, vedere come il maestro si pone verso gli allievi, come e cosa insegna, se é in grado di seminare un metodo di apprendimento efficace, che sia graduale, che sappia incoraggiare chi presenta difficoltà e spronare chi non ne ha, che abbia la passione di divulgare e perchè no?! che si diverta anche lui nell’allenamento, personalmente diffido da chi non vedete cosa é capace di fare lui mentre dice cosa fare agli altri.
La capacità tecnica di un insegnante di Wu Shu o di Sanda non si sposa ad occhi chiusi con la capacità di trasmettere le tecniche agli altri, vi sono grandi atleti che proprio non sono portati e altri tecnicamente più mediocri che sanno proferire entusiasmo a piene mani.
Un tecnico deve conoscere l’anatomia umana, la biomeccanica, le metodiche di allenamento generali e specifiche dello sport che insegna, la psicologia del praticante comune e dell’agonista, saper discernere fra addestramento , finalizzato per raggiungere uno standard di prestazioni seppur alto ma sempre uno standard e un allenamento sportivo vertente alle massime prestazioni possibili e al superamento dei limiti dopo averli conosciuti.

  Similitudini ed assonanze
Se le arti marziali paragonate ai generi musicali sono:

Gli stili Tradizionalli la musica etnica

Il Tai qi la musica da camera

Il Chang quan la musica classica
Il Nan quan il jazz
Il combattimento rock’n roll

Arti Marziali Cosa Rimane?!

Cosa rimane oggi delle arti marziali? in un mondo dove la tecnologia la fà da padrona, dove intere popolazioni possono essere annientate dalla guerra chimica e battereologica, dal momento che una scheggia impazzita di una qualsiasi nazione o i membri di uno stato decidano l’olocausto nucleare tutto, dico tutto il mondo delle arti marziali tradizionali orientali, l’onor militare delle milizie occidentali, tutto viene spazzato via, rimane soltanto il principio di Sun Zu o se preferite in giapponese lo Zu No Du, l’arte della guerra, il vincere ad ogni costo.

Le guerre si vincono per poi ricostruire e vendere quello che già si aveva prima della distruzione, per cui hanno una origine nell’anima del mercato, dato che usare armi troppo potenti elimineresti anche i compratori sarebbe da masochisti si é andato avanti qualche decennio con l’arma della paura. La dissuasione nucleare ha funzionato con il concetto che se tu hai un bomba anche io ho una bomba, adesso che le bombe le hanno quasi tutti rimane la paura ma come costringere gli stati a spendere per difendersi? Con la paura di non sapere, oggi vince la guerra chi ha più informazioni in tempo reale e proiezioni che si avvicinino a scenari possibili con le eventuali reazioni; insomma il demone della paura rimane ma si ha paura di altre cose.

Per parlare di su un esempio, senza entrare nelle strategie di dominio mondiale e globalizzazione con cui si nutrono un p’ò tutti i politicanti, l’esempio del campo di battaglia tipo di guerra moderna é delucidante: una pattuglia di soldati viene attaccata da nemici in una zona impervia, i nemici sono in posizione favorevole, hanno armi balistiche e mitragliatrici pesanti i ripari perla pattuglia ci sono ma il gruppo rimane inchidato, solo che é munito di tecnologia di ultima generazione, mentre gli assalitori in posizione topograficamenete favorevole sono fermi al 1980, cosa avvirene , la pattuglia segnala la posizione loro e dei nemici con la precisione del GPS, i dati vengono inviati ad un centro di comando, se c’é la copertura aerea, parte un caccia con un missile (Intelligente) che in prossimità del bersaglio colpirà gli aggressori senza che questi abbiano neanche intercettato le comunicazioni radio in quanto possono essere disturbate da aerei appositi…Non c’é storia, chi é più attrezzato ha molte più possibilità, in molte occasioni si è visto come talune fazioni trovando leve psicologiche forti, come le motivazioni religiose ed etniche riescono ad inculcare il concetto nipponico del Kamikaze che si é efficace anche contro la tecnologia ma devi morire!

Il concetto di dover morire per forza non é per definizione una cosa che si sposa cooerentemente con le arti marziali.

il sacrificio non é cercato a tutti costi se necessario si ma non cercato, la prima regola in guerra é portare a casa la pelle. Gli antichi romani che sono stati primi fautori dell’esercito moderno inteso come organizzazione anche in battaglia per salvagurdare la truppa si erano inventati metodi ci combattimento speciali per ogni tipo di situazione, in campo aperto la rotazione delle prima linea all’arma bianca permetteva di avere un soldato sempre fresco ogni due minuti, guarda caso due minuti sono veramente il massimo sopportabile per dare colpi e fendenti ad una velocità tale da essere efficienti e non trasformare la battaglia in una rissa caotica di uomini ebbri di acido lattico da sembrare  ubriaconi al ritorno dall’osteria, qualche problema i romani lo ebbero con le popolazioni che operavano attacchi non connvenzionaòli per l’epoca ma poi impararono anche loro.

Delle arti marziali riamane oggi la possibilità occasionalmente di non essere sopraffatti da qualche malfatore” non professionale” ma sopratutto la possibilità di lottare con il nostro maggior e peggior nemico; il tempo, lo scorreredelle lancette che rende il corpo e la mente  fragile e timoroso di tutto, le arti marziali conferiscono all’adepto la consapevolezza, la capacità di migliorarsi, il coraggio di guardare dietro la collina che sono le prerogative dei giovani, ecco le arti marziali oggi servono principalmente per combattere questi nostri mostri.

Anche l’accettazione della morte come parte della vita rientra nei dettami del vero marzialista che segue La Via, vuoi vivere ogni giornata al massimo? allora tutte le sere prima di addormentarti pensa alla morte, quando ti sveglierai sarai felice di essere ancora vivo, appena sveglio pensa alla morte e tutti i problemi della giornata ti sembreranno inezie, il profumo dei fiori ti stupirà ogni volta, i tuoi occhi godranno la magia dei colori della vita. Praticate arti marziali per migliorare la vita!

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