Wu Shu

Nel wu shu più si conosce e impara più si è in grado di apprendere e più si è, come è vero che continuamente si scopre che si poteva fare meglio quello che si è fatto. Le arti marziali cinesi nella definizione sportiva moderna si dividono in Tao Lu e Sanda hanno la stessa radice filosofica ma ad un certo livello, superato quello amatoriale addestrativo ed entrando nell’area agonistica prendono due strade ben distinte.
Il wu shu nei suoi vari stili e nel contatto simulato é uno sport di coordinazione tecnica, mentre il sanda prevalentemente é uno sport di situazione.
Il praticante di combattimento puro trova grande giovamento nel’ allenamento alla coordinazione tipica del tao lu per migliorare la sua coordinazione generale, non gli serviranno comunque sul tappeto di gara, visto anche i regolamenti e le protezioni in vigore il saper portare i colpi come nelle ideali linee delle forme; il praticante di tao lu può attingere la determinazione nei gesti tipica del combattente . Vi é un altro aspetto tecnico in comune tra le due specialità, il fatto che entrambe usano in ogni caso lo stesso “attrezzo” Il Pavimento”. Il rapporto con il terreno nelle arti marziali assume una valenza particolare, la risposta propriotettiva con questo attrezzo è fondamentale per essere padroni della situazione, la chiave per avere una giusta risposta é allenare l’equilibrio, la ricerca dell’equilibrio é strettamente legata alla coordianzione.
I bambini prima esplorano lo spazio, coordinano i movimenti e poi camminano.
Per quanto riguarda l’aspetto sportivo la parte del combattimento e quella delle forme terminano qui le similitudini; tutti gli altri attrezzi usati oltre il pavimento sono differenti, nel combattimento si usano protezioni, come i guantoni, la conchiglia, il corpetto, il casco, il paradenti, i paratibbie; nel forme oltre che le mani nude si utilizzano attrezzi, nella fattispecie scarpe,armi tradizionali cinesi più o meno rigide, le armi da taglio per l’icolumità degli atleti sono prive di filo, abbiamo bastone gun, lancia qiang, sciabola del Nord dao, del Sud nan dao, spada jian,e una infinità di altre varianti per gli stili dimostrativi anche se le armi ufficiali sono 18.
Da quello appena enunciato si evince che lo sport di situazione è differente da quello coordinativo come differente deve essere il suo allenamento specifico, cioè dove la maggior parte del tempo dell’allenamento deve essere spesa per ottenere i migliori risultati possibili.
L’allenamento nelle palestre di arti marziali comprende una fase addestrativa, che mette tutti gli allievi in condizione di raggiungere uno standard di tecniche e o situazioni tattiche che però difficilmente potrà essere migliorato se non si entra nell’ambito sportivo, l’allenamento amatoriale ha come sua massima espressione il raggiungimento dello standard richiesto dal maestro insegnante e può per questo differire molto da palestra a palestra. Il fatto è che comunque ottenuto lo standard per migliorare occorre una sitematica organizzazione degli allenamenti, un frequenza assidua e sicuramente sacrifici poco compatibili con l’idea del fitness.
La nostra fisiologia è strutturata in modo che se un gesto è conosciuto lo facciamo sempre con minor sforzo, lo ottimiziamo e alla fine non produce alcun cambiamento al nostro sistema metabolico che tradotto in parole spicce significa che dopo un certo lasso di tempo il movimento troppo famigliare anche se apparentemente faticoso non migliora le nostre performances anzi nel tempo per noia le potrebbe peggiorare.
Il concetto sportivo verte proprio su questa capacità di adattamento, si tratta di sfruttare l’aspetto positivo e quello negativo di questa abilità fisiolgica. Quando si corrono i 100 metri in 20 secondi le prime volte si arriva sbuffando, quando dopo un mese si percorre la stessa distanza per avere la stessa sensazione di fatica si deve aumentare l’andatura, incrementando la lunghezza dei passi, la frequenza, diminuendo il tempo di sospensione aerea, correggendo l’assetto del busto ecc. ecc. con l’allenamento si arriva migliorare il tempo di molti secondi e si riesce a fare molte serie con un recupero relativamente breve, cosa succede al corpo? Perchè si è così adattato, trasformato ed evoluto per lo scopo che ci si prefige? La rispostà è nella produzione di ormoni dovuta allo stress a cui esponimo il corpo durante gli allenamenti, si deve essere bravi a gestire gli allenamenti in modo che queste ondate di piccole tempeste ormonali siano in grado di supercompensare senza provocare lesioni, in pratica l’allenamento è per il corpo una serie di piccoli e medi traumi controllati. Quando i gesti atletici sono molti come nel caso della ginnastica, la danza, il decatlon, e le arti marziali i problemi ovviamente aumentano anche se per la verità mentre alcune specialità dell’atletica leggera alla ricerca della massima espressione lavorano molto su un’unica azione esplosiva massimale come nel caso dei lanciatori di giavellotto, del disco o getto del peso e martello, mentre noi lavoriamo su uno sforzo sub massimale protratto per un minuto e mezzo per le forme e una manciata di minuti per i combattimento, non sarebbe pensabile poter eseguire tutte le tecniche al massimo della velocità possibile. Un altro aspetto é che sia durante il combattimento che nell’esecuzione delle forme  gli atleti devono affrontare anche numerosi cambi di ritmo.

Coordinazione:
Coordinare i movimenti significa fare in modo che un gesto non pregiudichi quello successivo, una buona capacità coordinativa deve anche essere ambilaterale, lavorare sulla simmetria quanto più sia possibile dà sempre ottimi risultati, certo ci sarà sempre un arto più forte dell’altro o una articolazione più sciolta e lassa dell’altra, dovuto a piccole imperfezioni nella simmetria strutturale dell’organismo umano o piccoli traumi cronicizzati. Come fare  praticamente per imparare la coordinazione? Per prima cosa si deve iniziare per gradi, i gesti dovranno essere le prime volte  molto semplici, i movimenti dovranno essere prima compresi e realizzati lentamente per apprenderli correttamente, iniziare da subito anche dai livelli più bassi a esercitarsi nella simmetria, per costruire pian piano un bagaglio di informazioni  motorie che costituiranno i mattoni per erigere le mura con esercizzi successivi sempre più complessi. Alcuni esempi di coordianzione riguardano circonduzioni delle braccia posizioni delle gambe, icrocio delle stesse, andature laterali, passi indietro, balzi alternati, rotazioni sull’asse verticale, capriole in avanti, laterali, indietro, ruote ed in generale tutta la preacrobatica; di pari passo occorrerà inserire tecniche di allungamento muscolare e rinforzo tendineo, molto importanti ai fini dell’esecuzione delle tecniche specifiche ma soprattutto per la prevenzione dei traumi.
Allungamento:
L’allungamento muscolare sarà proporzionale alle capacita individuali e certamente legato e  dipendente dalla temperatura interna dei muscoli interessati, per cui vi sarà una influenza esterna dettata dalla temperatura meteorologica, questo significa che durante la fase di riscaldamento per i primi minuti non si deve insistre troppo ed utilizzare tecniche dolci e moderate, poi con l’aumento della temperatura interna si può passare ad un allungamento muscolare in modalità propriocettiva e solo allfine eventualmente procedere ad eventuali molleggi. durante la fase di allenamento tecnico vero e proprio nei momenti di pausa é bene fare recupero attivo attraverso allungamento seguito da attivazioni muscolari, prima di riprendere la routine di tecniche, questo perchè le veloci contrazioni muscolari con cambio di ritmo tendono ad accorciare i muscoli.
Il rinforzo tendineo:
Il rinforzo tendineo si può ottenere contraendo i muscoli dei tendini interessati  stimolando l’elasticità di questi ultimi con rimbalzi pliometrici. Il concetto è mettere imuscoli in contrazione in modo che la sollecitazione maggiore arrivi prorprio sui tendini, naturalmete occorre essere progressivi per non incorrere a fastidiose infiammazioni tendinee.

Equilibrio:

Anche il sistema vestibolare ha bisogno di continui stimoli, un meccanismo che non viene allenato tende nel tempo ad annichilirsi, certamente è vero che una volta imparato ad andare in bicicletta non lo si dimentica facilmente ma se non si sale sulle due ruote per oltre 10 anni e poi si riprende il mezzo si avverte che il feeling con l’attrezzo non è lo stesso di dieci anni prima.
In linea generale il sistema vestibolare inteso come tutto il complesso nervoso e muscolare preposto
a tale funzione più viene stimolato e più reagisce meglio, più si acquisiscono capacità e più sarà facile acquisirne altre; faccio un esempio: un soggetto che sa andare sui pattini a quattro rotelle, quelli in linea e pattini da ghiaccio, proverà meno difficoltà ad usare gli sci rispetto a chi ha fatto solo l’esperienza dei pattini tradizionali.
Le capacità motorie dipendono molto dalla gestione dell’equilibrio, questo deve essere allenato attraverso la costruzione di una struttura portante, come le radici di un albero, maggiore è l’appoggio e l’affondamento nel terreno maggiori saranno le probabilità di far prosperare la pianta. Gli esercizi di equilibrio sono principalmente degli esercizi di coordinazione. La coordinazione è grossolana all’inizio della stimolazione e diviene sempre più fine man mano che l’esercizio diventa famigliare. Gli esercizi che stimolano al meglio sono quelli che vanno ad interessare il sistema propriocettivo. La gradualità nell’allenamento è la strada maestra per poter fare i passi successivi, la fretta al contrario è una cattiva consigliera. Le prime volte che si prova a stare in equilibrio su una gamba per avere una maggiore stabilità ci costringe ad allargare le braccia e flettersi un poco sul ginocchio della gamba in appoggio per abbassare il baricentro, solo poche ore dopo si è in grado di stare una gamba relativamente dritta con le braccia abbassate lungo i fianchi. L’equilibrio è una forza dinamica nel senso che il fatto che una posizione per quanto statica non è altro che mera illusione. Gli stimoli che arrivano al cervelletto dall’ambiente circostante hanno a che fare con un sistema giroscopico che funziona continuamente anche quando non ce ne rendiamo conto, il nostro baricentro infatti si modifica durante l’atto respiratorio come con il battito cardiaco e tutti gli altri movimenti dei fluidi interni, eppure rimaniamo i posizione eretta; prendere atto di questa importante realtà ci rende consapevoli che l’allenamento è la chiave di volta per trasformare equilibri precari in solidi. Nelle prove di equilibrio ci si rende subito conto che la sinergia fra i vari sistemi di controllo sono fondamentali, tuttavia vi è una preponderanza almeno apparente della spasmodica ricerca dello sguardo per avere un punto di riferimento dal quale far mettere in assetto il corpo. Quando si lavora in simmetria molto probabilmente si noteranno delle differenze talvolta considerevoli nella risposta, dovuta a piccole e grandi imperfezioni scheletrico-muscolari o per la presenza di traumi pregressi, questo è un bene in quanto significa che il nostro sistema di controllo apprezza anche le variazioni più piccole delle grandezze messe in discussione. Nel nostro sport sia che ci si accinga al combattimento sportivo, le forme con e senza armi o il combattimento simulato duilan, la richiesta di capacità di equilibrio è elevata. La mole di informazioni necessarie per mantenere l’equilibrio in situazioni variabili nel ritmo e nella velocità in poche frazioni di secondi richiedono alte capacità coordinative.
Il fatto è che solo un gesto ben compreso ed assimilato dal sistema vestibolare può essere allenato e quindi eseguito in maniera fluida e veloce, il minimo tentennamento, la più piccola incertezza aiuterà la forza d’inerzia e quella di gravità a far perdere l’equilibrio. Partendo dal basso, i piedi al variare della pressione nelle diverse zone di appoggio mandano informazioni

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