Jiàn

La spada é l’arma considerata nobile per via che era questa l’estrazione sociale di chi la usava e possedeva, i dignitari, gli ufficiali imperiali ecc. La Jiàn é anche una delle armi più difficili da usare, affonda di punta e colpisce di fendente.

L’arma é più leggera del dao (sciabola) e con il baricentro vicino alla guardia, quest’arma si basa su affondi e tagli mirati alle parti vulnerabili del corpo e per tagliare tendini e muscoli. La parte più vicina all’elsa, in genere é più spessa e si usa per parare, il guardamano, prima dell’impugnatura vera e propria, salvaguardia la mano dai fendenti avversari,  la punta della lama invece è sottile per essere più penetrante. Normalmente in uno scontro reale la spada non viene opposta con forza contro armi di maggior peso per non comprometterne il filo. Nell’esercito si capisce anche che era più facile istruire la truppa su armi relativamente più rozze che richiedevano meno tempo per padroneggiarle a fronte dell’esile seppur micidiale Jiàn che richiede un lungo apprendimento. Sul fatto dell’esilità si può disquisire in quanto nell’atichità la cosidetta arma bianca aveva delle specificità geografiche e storiche, gli antichi Romani avevano il micidiale e tozzo Gladio, i cinesi usavano spade anche cerimoniali in pietra, poi in bronzo fino al ferro e l’acciao. La lunghezza delle spade dipende da chi le usa un individuo alto usa una spada più lunga, tuttavia vi sono tecniche che permettono anche ad individui di bassa statura di maneggiare spade anche molto lunghe.

Da un punto di vista tecnico la jiàn pesa poco meno di un Kilogrammo, quelle da Wu Shu moderno sono più leggere e flessibili per non arrecare danni agli atleti, la lama é dritta e a due fili ma esistono modelli tradizionali simili al kris indiano, serpeggianti, l’impugnatuira in genere é con una sola mano ma esistono modelli con il manico grande per tenerlo con due mani. Ogni tratto o pezzo della Jiàn ha un suo perchè, l’elsa, il guardamano é fatto a forma di ali di farfalla generalmente rivolti verso la lama, alcuni modelli da Tai Qi Jiàn hanno l’elsa al contrario, l’ingrosatura a forma di pomello al termine dell’impugnatura impedisce lo scivolamento della mano per non perdere l’arma; da questo ultimo punto fuoriesce un cordino con uno o più fiocchi colorati, anticamente in battaglia si legava l’arma al polso per no n perderla per nessun motivo, oggi rimane come abbellimento e bilanciamento dell’attrezzo per le gare di forma.

Le spade vere sono forgiate in acciaio ed arrivano fino a 5 strati, ben al di sotto del livello insuperabile delle Katane originali Nipponiche ma pur sempre elastiche e robuste, l’acciaio che si viene a trovare al centro della lama conferisce durezza con un tenore di carbonio elevato, lateralmente si inserivano strati più morbidi che però non arrivano a coprire la zona dura con il filo.

Jiàn con fodero che si trovano comunemente in commercio

Jiàn con fodero che si trovano comunemente in commercio

Si notano le parti descritte della lama, l’esa, il manico, l’igrossamento nel terminale dello stesso qualche volta a foggia animale, tigre, fenice ecc. e il pendente colorato, nella fotografia si vede anche il fodero che veniva fissato alla cintola o a tracolla dietro la schiena.

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