Tai Ji Quan

Tai Qi Quan lo si può trovare scritto anche Tai Qi Quan, Taiqi quan. Tai Chi Chuan e in tutte le sfumature delle lingue scritte con alfabeto fonetico, si tratta di una espediente per poter pronunciare quello che in cinese si scrive  太 极拳, la nostra scuola é praticamente senza fini di lucro e non riceve aiuti economici da nessun ente, od organizzazione piuttosto paga le iscrizioni alle federazione Fiwuk e al relativo riconoscimento C.O.N. I. tutto il motore che é dato dalla nostra passione e lo spirito di ricerca che nutriamo nelle arti marziali cinesi

Una fonte di ispirazione sicuramente tra le più antiche pe il Tai Qi Quan é situata nel Monte Wu Dang nella provincia dell’Hubei dove risiede il monastero Taoista Omonimo considerato uno dei cinque centri del Taoismo in tutta la Cina.

L’ origine mitologica affascinante e più diffusa é che il Tai Qi Quan sia stato creato dal taoista Zhang Sanfeng, considerato addirittura immortale, tramite l’osservazione del combattimento fra una Gru ed un serpente: i movimenti sinuosi e circolari di quest’ultimo avrebbero i movimenti a spirale con la forza avvolgente hanno sicuramente ispirato chiunque lo abbia effettivamente inventato, per essere precisi anche il nome di questa arte marziale lo ha preso in un periodo più recente, forse meno di 300 anni.
La storia  più o meno documentabile risale agli anni venti, Tang Hao studiò approfonditamente l’origine del Tai Qi Quan. La conclusione fu che nel villaggio di  Chenjiagou (陈家沟), nella provincia dello Henan la famiglia Chen é stata la fautrice delle tecniche che hanno generato la discendenza che possimo chiamare certamente Tai Qi Quan.

 

Tutte le scuole di arti marziali cinesi hanno le loro regole che possono differire ma si rifanno a cinque concetti fondamentali e anche nel Tai Qi non vengono eluse.

 

 Le cinque regole fondamentali sono: la volontà, Il rispetto, l’umiltà, la correttezza e la fiducia. alcune scuole hanno il loro motto e persino l’inno cantato.
La volontà: 意志 yìzhì, che ha una traduzione specifica per le arti marziali, senza di essa non si comincia ne si finisce niente, é l’atto di compiere da un soggetto all’altro, quì l’esempio dell’insegnate é fondamentale.
Il rispetto: 尊重 Zūnzhòng, questo atteggiamento stà alla base di ogni rapporto umano, esso deve scaturire senza essere preteso, si deve guadagnare, chi viene in palestra pensando di porsi in competizione con l’insegnate e sacente con i compagni é meglio che rimanga a casa, questo non preclude il dialogo naturalmente.
L’umiltà: 谦逊 Qiānxùn, consiste nel mantenere sempre la “Tazza vuota” essere sempre in grado di recepire, si tratta di saper inibire il sentimento d’orgoglio per i momenti dove é necessario.
La correttezza:  正直 Zhèngzhíé nel DNA del Wu Shu, non si deve ostentare sufficienza verso chi si batte in combattimento, il comportamento di tipo cavalleresco é uno dei cardini del praticante, l’amicizia nei confronti del maestro deve vogere verso l’empatia che genera fiducia.
La fiduca: 信任 xìnrèn distingue quelli di cui ci si può fidare, nella palestra”Wushu guan” si vede subito se esiste questo sentimento dal tipo di lavoro e di risultati che si raggiungono.

 

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