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Omeopatia - Agopuntura - Digitopressione - Moxas

di F. Botteghi


Ideogramma chen chu (agopuntura)

L'omeopatia era già conosciuta in India e in Cina e generalmente supportata da cure chimiche provenienti dal mondo vegetale, dire però che tutto quello che era proposto dalla farmacopea cinese fosse giusto da un punto di vista della salute umana non sarebbe corretto. Spesso si faceva ricorso a sostanze contenenti metalli pesanti sicuramente più dannosi della malattia o disfunzione che si voleva curare. In effetti, passati migliaia d'anni, anche la farmacia moderna è ancora alla ricerca di farmaci che non diano effetti collaterali indesiderati.

Nel 1800 il dottor Samuel Hahnemann di Leipzig rispolverò o forse riprovò per intuito ad applicare i principi omeopatici in contrasto con quelli allopatici. Il principio fondamentale della cura è che una sostanza che provoca sintomi di malattia in una persona sana è in grado di curare un'altra malata che ha gli stessi sintomi. In realtà il principio sul quale si studiano gli anticorpi odiernamente è proprio questo.

Similia similibus curantur (l'uguale cura l'uguale). Sappiamo che oggi non solo il detto è tornato di moda ma è sempre più accettato dalla comunità medica internazionale soprattutto per le malattie croniche. Eppure negli Stati Uniti solo trenta anni fa la pratica della medicina omeopatica era quasi totalmente scomparsa, bistrattata e oltre modo screditata o eccessivamente sopravvalutata. Così accadde per la pratica della Agopuntura cinese che non va confusa con la variante occidentalizzata diffusa in Europa da una settantina d'anni da G. Soulié De Morant che, con tutta la buona volontà, non va oltre una forma ibrida di terminologia cinese innestata su di una pantogenesi occidentale.

Odiernamente nella Repubblica Popolare Cinese convivono negli ospedali sia la medicina occidentale che quella tradizionale in forma estremamente sinergica. In realtà agopuntura in cinese si dice Zhen jiu. Si scrive con due ideogrammi che indicano il primo metallo che morde (l'ago di metallo che penetra il corpo) ed il secondo calore del fuoco, quindi quando si parla di agopuntura tradizionale cinese la tecnica moxa (piccole bruciature localizzate) è parte integrante dell'intero sistema di intervento. Agopuntura, Digitopressione e Moxas agiscono fisicamente negli stessi punti, il ricorso ad una tecnica piuttosto che all'altra dipende dalle da diverse circostanze non ultima le condizioni del paziente.

Tutto questo rientra nello studio delle arti marziali cinesi se non altro come riferimento culturale in quanto anche nell'agopuntura si parla di Dao (Yin/Yang). Le antiche scritture cinesi avvertono che il Dao supremo è nell'impercettibile ed i suoi cambiamenti e trasformazioni sono senza fine; addirittura che il Dao che può essere enunciato non è il Dao autentico, quasi a rimarcare quanto sia fondamentale il movimento, il fluire delle cose.
Il fluire delle energie Qi che possiamo anche chiamare soffi è presente nell'universo, nel cielo, nella Terra e dentro di noi; ogni elemento dell'universo partecipa all'armonizzazione, quando vi è una disarmonia si scatena la malattia. Il medico tradizionale cinese conosce il malato nel suo vissuto e l'ambiente in cui vive e non solo dal momento in cui sono apparsi i sintomi.

Spesso la terapia dipende dalle condizioni atmosferiche e dalla stagione in cui ci si trova. Il dottore insomma non separa mai le manifestazioni prettamente fisiche da quelle psicologiche e le pondera attentamente, si obbietterà che questo sistema troppo coinvolgente porta via molto tempo ed energia ma questo modo di fare clinica a molti piacerebbe che fosse applicato anche solo per il 10 % nei nostri ospedali ove, molto frequentemente, si viene catalogati per numero di letto. Ad ogni modo, saltando per un attimo indietro, non si deve confondere l'omeopatia con la fitoterapia (strettamente erboristica) perché sono due definizioni che riscontrano solo alcuni tratti in comune.

Per quanto riguarda l'agopuntura la sua messa in pratica richiede la conoscenza non solo fisica dei punti su cui intervenire ma soprattutto essere consci delle nozioni di Dao, Ying e Yang nonché delle relative correlazioni. Dao significa La Via che percorrendola ci porta in qualche posto o a qualche risultato. Ad esempio il Dao supremo del cielo, dello scorrere del tempo è inesorabile. Quando arriva l'inverno infatti, la natura si addormenta per ritemprarsi e non un fiore sarà risparmiato per il suo profumo o per la sua bellezza. Il Dao è imprescindibilmente composto dalle energie Ying e Yang (i soffi di cui parlavo prima). Purtroppo se apparentemente la definizione del Dao sembra semplice come la composizione di energie contrapposte nella pratica le cose si complicano perché nella mentalità occidentale si è troppo abituati a separare e a definire una volta per tutte i valori assegnati ad una determinata caratteristica.

Il Dao, come le cose naturali, ha una natura duplice ed ambigua. Nella dualità vita e morte fanno parte della stessa cosa, come il giorno e la notte. Non si può dire che esista uno stato della materia sempre Ying o sempre Yang. Tutto dipende dalle situazioni. Pure se un cibo può essere Ying o Yang. Il Dao rappresenta il reale mentre la composizione Ying Yang è sempre transitoria e governata dai meccanismi tutt'altro che anarchici della teoria dei cinque elementi. Le energie Qi pervadono l'intero universo come recita il capitolo quinto di Lao Zi (Dao De Jing).

L'intervallo tra Cielo e Terra si direbbe un mantice vuoto ed al tempo stesso inesauribile che non chiede che di soffiare. In mezzo tra Cielo e Terra si trova l'uomo. Dal caos primordiale l'accumulo dei soffi di diversa natura hanno generato il Cielo, la Terra, tutti gli esseri e naturalmente l'uomo che possedendo cinque organi trasforma altrettanti soffi per generare gioia, collera, tristezza, dolore e paura.

Moltissimi anni fa era stata intuita la componente psicosomatica della salute. Le modificazioni della struttura mentale e delle condizioni affettive influiscono sulle funzioni organiche del corpo. Nello studio specifico dell'agopuntura si deve prestare attenzione ad alcune coppie duali fondamentali:

  • Nei-Wai (interno-esterno)
  • Biao-Li (dritto-rovescio )
  • Gang-Rou (duro-molle)
  • Han-Re (freddo-caldo )
Coppie che vanno sempre interpretate con un'occhio alla relatività della situazione, infatti avere e non avere nascono l'uno dall'altro, compatto e sottile si formano l'uno dall'altro, lungo e corto si misurano l'un l'altro, l'alto ed il basso si rivolgono l'un l'altro, note e suoni si accordano le une agli altri, il prima ed il dopo si succedono l'uno dopo l'altro.

Un altro concetto che bisogna tenere presente è che l'idea di vuoto e pieno per la mentalità cinese sono più complicati di quanto non lo sono per l'ottica l'occidentale. Tra cielo e Terra vive la razza umana, in mezzo nel vuoto nasce la vita. Il vuoto si può chiamare: Chong, Xu, Kong mentre le parole che identificano il pieno sono: Shi, Man, Sheng, Chong, e Ying.
Filosofi ed esperti sinologi attraverso lo studio degli ideogrammi corrispondenti hanno estrapolato le seguenti differenze:
il vuoto Chong non è poi così tanto vuoto, è più qualcosa di equilibrato dove le energie si annullano perfettamente. In senso medico quando una persona sta in buona salute non s'accorge dei soffi equilibrati perché è come non averli.
Il vuoto Xu é un vuoto in cui le energie scorrono fluide e leggere senza alcun rumore. Questo carattere credo che sia in assoluto il più usato per identificare in assoluto (alla occidentale) il senso di vuoto.
Il vuoto Kong da l'idea di qualcosa di svuotato di inutile anche se non nega in assoluto l'esistenza di sottilissimi soffi. Se per vuoto, che non è mai considerato tale infatti esistono tre definizioni, molte di più se ne trovano per il concetto di pieno.

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