Scritti

          

Preparazione fisica

F. Botteghi

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In senso generale la preparazione fisica stagionale impartisce una ciclicità bioritmica naturale. Essa è molto apprezzata ed in atletica leggera ad esempio, è caratterizzata da un lavoro di preparazione invernale fatto di carica ed uno di scarica nei mesi caldi in concomitanza con gli incontri agonistici. Nel calcio miliardario addirittura si invertono le fasi per cercare di avere un maggior rendimento nei mesi invernali, credendo veramente che i soldi possano mandare l'acqua in salita.
Nella danza, nella ginnastica artistica e nelle arti marziali il concetto di preparazione fisica tende ad assumere una ritualità ed è costante durante l'arco dell'intero anno solare come a mio avviso dovrebbe essere.
Parlare di preparazione fisica nelle arti marziali cinesi è improprio e riduttivo, non si ravvede in questo campo discontinuità di relazione tra apparati, organi e più in generale tra pensiero azione e preparazione filosofica.
La discontinuità, la schematizzazione e il catalogamento tanto cari alle scienze per così dire occidentali sono un artificio, uno strumento per scomporre un problema molto grande in molti problemi piccoli, che possono essere compresi con facilità ma distolgono lo studioso dal problema nel suo contesto generale.
Quindi è solo per semplificare, per rendere più fruibile un argomento che si parla di preparazione fisica.
Per definizione diciamo che parlando di preparazione escludiamo, ma solo per il momento, tutte quelle pratiche respiratorie che naturalmente avvengono attraverso particolari accorgimenti fatti assumere a vari muscoli preposti alla respirazione.
Nel wu shu inteso come arti marziali nella rivisitazione in chiave moderna si tende a finalizzare la preparazione a seconda della specializzazione praticata come avviene nell'atletica leggera, per cui si hanno dei vantaggi alla sola finalità di vincere una competizione.
La frenesia per la vittoria (certamente a nessuno piace perdere) porta le strutture sportive, i maestri, gli allenatori e le società ad orientarsi ben oltre o sarebbe meglio dire molto prima sulla scelta degli atleti adatti per le singole specialità soprassedendo al fatto che comunque per principio la possibilità almeno all'inizio deve essere data a tutti.
Questa politica economica dello sport ha generato in molti paesi in particolare in Italia una fluttuazione di fenomeni atletici non molto ampia ma ben accudita (non indaghiamo come) che riesce ad esprimersi in campo internazionale in età anche avanzate, ma dietro di loro c'è il baratro, nessuno cerca sistematicamente nuovi talenti, tutto è affidato alla fatalità.

Prerequisiti

Prerequisiti nelle arti marziali.
Per selezionare un atleta che dovrà combattere si tende a scegliere un individuo maschio o femmina dal temperamento ostinato, esuberante se non addirittura arrogante, con una struttura ossea ed articolare robusta. Quando la selezione riguarda atleti che si cimenteranno in gare di forma vengono prese in considerazione due tipologie fisiologiche principali, brevilinei e longilinei; i primi saranno indirizzati allo studio degli stili del sud della Cina mentre gli altri a quelli del nord.
Per tutti ma in particolare per i longilinei è richiesta una grande mobilità articolare.Per tutti gli altri le arti marziali cinesi sarebbero tabù.
Questo criterio dei prerequisiti è un grosso ostacolo per l'espansione di un buon livello medio degli atleti che facciano da vivaio per le nuove generazioni.
Nelle arti marziali i prerequisiti psicofisici possono portare molto lontano ma generano spesso delle assurdità.
Da un punto di vista sportivo è accettabile che un atleta specializzato nel combattimento conosca una decina di tecniche finalizzate allo scopo di vincere una gara ed ignori o conosca molto poco le codificazioni più elaborate o l'uso delle armi tradizionali, come pure avviene il contrario, chi si cimenta nelle forme (tao lu) tende a non praticare il combattimento.
Tutto dipende dalla piramide ideale che in un modo o nell'altro si è venuta a sviluppare nell'intero mondo dello sport; una piramide che vede alla sua base in età prepuberale una sorta di preparazione generale che tiene conto dei prerequisiti funzionali e strutturali, man mano che si sale al vertice si passa all'orientamento della preparazione con lo studio dei presupposti coordinativi e condizionali, si studia la tecnica attraverso la coordinazione grezza e fine, la tattica ed infine, al vertice della piramide, la gara con le sue esperienze.
Tutto questo tecnicismo può essere o non essere condiviso ma va comunque a sbattere con una realtà facilmente riscontrabile, dove stanno tutte queste forze nuove per applicare la logica della piramide? Basta passeggiare in estate sulle spiagge per rendersi conto che soprattutto in Italia dilaga l'ipocinesi e l'obesità a partire dall'età infantile.
La stragrande maggioranza della popolazione delle palestre pratica lo sport a livello di fitness che nella traduzione italiana diviene "mi alleno ma senza sudare troppo" da qui partono tutte le varianti per le diete e gli integratori fai da te, tanto i dietologi che ci stanno a fare?
Nello sport in generale e nelle arti marziali in particolare si devono reimpostare le coordinate, personalmente ed anche dal punto di vista sanitario è preferibile avere una popolazione con una buona cultura dello sport praticato piuttosto che tanti sportivi in pantofole davanti al televisore.
Tutto questo discorso serve per mettere in allarme sulla eccessiva specializzazione nell'allenamento di coloro che praticano sport ad un alto livello e chi lo pratica poco, male o per niente.

Il sistema biologico umano è aperto verso l'esterno, qui riceve stimoli e nutrimenti che trasforma, specializza ed ordina sotto la giurisdizione di tre grandi insiemi: il sistema nervoso
bio meccanico
bio energetico
Il praticante di arti marziali cinesi deve essere comunque un sopravvivente, la qualità più importante per ogni organismo nella sopravvivenza è l'adattabilità. Come posso adattare un atleta ipertrofico a sforzi medi ma prolungati nel tempo? Come far diventare esplosivo un individuo longilineo? Per me questa è la via da seguire anche se questo va a discapito del rendimento puramente sportivo che nelle arti marziali ricordo è uno degli aspetti.
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